Varese

Varese, Debutta Comitato pro-riforma della Costituzione. Marantelli presidente

Da sinistra Marantelli, Pignone e Zanotti

Da sinistra Marantelli, Pignone e Zanotti

A due settimane dal voto amministrativo, debutta a Varese il primo comitato per il sì al referendum sulla riforma costituzionale. Presieduto dal deputato Pd Daniele Marantelli, il comitato “Varese per il sì” è stato lanciato questa mattina presso lo studio varesino dell’avvocato Andrea Zanotti, sindaco di Casciago. Erano presenti anche Giancarlo Pignone e Gianni Lucchina.

“Il nostro obiettivo è quello di fare conoscere ai cittadini i contenuti della riforma approvata dal Parlamento – spiega Marantelli -. Una riforma che lascia inalterata la prima parte della Costituzione italiana, di cui siamo orgogliosi”. Il deputato Pd chiarisce che si tratta di un referendum confermativo che chiede di votare sì o no al Senato. “A tale proposito – rimarca Marantelli – voglio ricordare come anche lo stesso Terracini, uno dei padri costituenti, auspicasse un superamento del bicameralismo paritario”. “Le leggi – prosegue il presidente del comitato per il sì – non possono essere palleggiate all’infinito tra Camera e Senato. Con questa riforma i tempi di approvazione si accorciano e sono tempi certi”.

Marantelli sottolinea anche una riduzione dei costi della politica che la riforma comporta: “L’Italia sarà più semplice, ma anche più stabile e più sobria: spesso verso i partiti i cittadini sono diffidenti e questo anche per i costi della politica. La riforma porta ad una riduzione dei senatori da 315 a 100, con cinque senatori di nomina presidenziale e gli altri a rappresentare il territorio, senza indennità. Saranno poi cancellati Cnel e province”. No a scontri ideologici, sottolinea Marantelli: “vogliamo che cresca la consapevolezza dei cittadino, con il massimo rispetto per le posizioni diverse dalle nostre”. Marantelli ricorda che fa parte del comitato il professor Orecchia, storico all’Università dell’Insubria.

Pignone ricorda come il presidente Napolitano abbia accettato l’ultimo mandato ad una condizione: “che si avviasse un significativo percorso di riforme. Non solo: che queste riforme godessero della massima condivisione. A tale proposito – continua Pignone – il nostro comitato sarà il più inclusivo e aperto possibile”.

Il presidente del comitato varesino Daniele Marantelli affronta la posizione contraria alla riforma assunta dall’Anpi a livello nazionale: “Sono stato educato dagli uomini che hanno fatto la Resistenza, combattendo fascismo e dittatura. Ricordo di avere fatto l’orazione civile per la morte di Giuseppe Macchi, il “Comandante Claudio”. L’Anpi ha preso posizione per il no: rispetto tale posizione, ma non la condivido”. Continua Matantelli: “L’Anpi, che oggi è composta in gran parte da persone che non hanno fatto la Resistenza, ha tuttavia difeso valori, come pace, libertà, democrazia, che sono e restano modernissimi, e che non vengono scalfiti da questa riforma, che non tocca la prima parte della Resistenza”. “Ma questi valori – conclude Marantelli – vanno declinati, realizzati, e il cambiamento della parte organizzativa dello Stato va in questa direzione. E ci va perchè, questa volta, la politica è riuscita a riformare se stessa”.

 

 

23 maggio 2016
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