Varese

Varese, Il leghista Salvini racconta il libro e boccia i prefetti

L'intervento di Salvini alla Camera di commercio

L’intervento di Salvini alla Camera di commercio

Ancora una volta il segretario del Carroccio Matteo Salvini a Varese. Nel pomeriggio il leader leghista è giunto in centro città, fermandosi al gazebo installato all’entrata di Corso Matteotti a parlare con i militanti, firmare autografi, fare selfie. Ma la vera ragione era la presentazione alla Camera di commercio del suo libro “Secondo Matteo. Follia e coraggio per cambiare il paese” insieme al giornalista Mario Giordano.

Sala Campiotti affollata per l’arrivo del leader del Carroccio, che al tavolo siede insieme a Giordano, ad Andrea Mascetti e al segretario cittadino Marco Pinti. Al tavolo è seduto anche il candidato sindaco Paolo Orrigoni. “Deve uscire e andare a cercare voti”, gli dice Salvini bruscamente, ma col sorriso.

Duro e immediato l’attacco all’altro Matteo. “Ho letto il suo libro – dice Salvini evocando Renzi – e pensavo che una volta al governo avrebbe realizzato quello che aveva scritto. E invece no. E’ un disadattato o un bipolare”. Dice Salvini: “L’avversario numero uno è Renzi e la sua pessima riforma”. Una posizione chiara, esplicita, quella di Salvini: “Come ho fatto io, mettere nero su bianco le proprie idee è più vincolante rispetto a quando uno parla in un talk show”. Dunque, le cose che ha scritto, si impegna a metterle in pratica una volta al governo. Ma Salvini attende alla prova dei fatti anche Silvio Berlusconi: “Deve chiarire se sta con noi o con la Merkel”.

Salvini arriva poi al tema degli immigrati: “La colpa non è loro. Mi chiedo piuttosto il prefetto cosa ci sta a fare. Via il prefetto, non serve a nulla. Devono essere i sindaci ad occuparsi di sicurezza”.

Gli fa eco il direttore del tg di Rete 4, Mario Giordano: “Anche io penso che la figura dei prefetti non ha nessuna ragione di esserci. Lo dico in attesa che Matteo vinca le elezioni e ci liberi dai prefetti”.

21 maggio 2016
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