Milano

Milano, Stati generali dei frontalieri, Sebastiani denuncia i danni dell’accordo

Un momento del confronto

Un momento del confronto

Si è tenuto ieri pomeriggio a Milano, presso Palazzo Lombardia, un tavolo di lavoro in cui erano presenti parlamentari lombardi di tutti gli schieramenti politici, Sindaci, Comunità montane, Province e l’Associazioni Frontalieri Ticino per discutere del nuovo accordo italo-svizzero che verrà ratificato dal nostro paese a luglio.

Tale tavolo di lavoro, denominato “Stati generali sui lavoratori frontalieri” nasce da una mozione del 3 maggio in cui il consiglio regionale aveva chiesto al presidente della Regione, Roberto Maroni, e alla giunta regionale di farsi portavoce presso il Governo per ottenere una pressione fiscale per i lavoratori pari a quella preesistente la nuova Convenzione, per giungere ad un accordo scritto fra Stato e comuni sulla questione dei ristorni, per tutelare i lavoratori italiani da azioni discriminatorie in territorio elvetico.

Tra le problematiche che sono emerse la necessità che, a fronte di una maggiore tassazione dei frontalieri, si tenga conto anche della differenza delle garanzie lavorative e degli ammortizzatori sociali rispetto a quelli dei lavoratori impiegati in Italia, il danno economico che numerose attività subiranno una volta entrata a regime la nuova convezione bilaterale e il fatto che il nuovo accordo sia a tutt’ora secretato, senza che quindi nè la Regione nè gli stessi parlamentari abbiano avuto ancora la possibilità di leggerlo.

Tra gli interventi anche quello dell’Associazione Frontalieri, il cui presidente Eros Sebastiani, con interventi puntuali e argomentati, ha voluto esprimere ancora una volta tutte le perplessità sull’inadeguatezza del nuovo accordo sottolineando il danno economico-sociale che verrà subito dalle oltre 60.000 famiglie interessate dal nuovo accordo e la disastrosa ricaduta che tale manovra inevitabilmente provocherà su tutti i territori di frontiera.

L’invito agli Stati generali sui lavoratori frontalieri era stato esteso a tutti i parlamentari lombardi in quanto saranno loro a dover ratificare l’accordo italo-svizzero attraverso una legge.

Unica voce in disaccordo sulla richiesta da inoltrare al Governo di non aumentare la pressione fiscale dei frontalieri è stata quella dei parlamentari PD, in quanto – come ha precisato l’on.Guerra – “il governo ha già proposto una tassazione nuova, equa, graduale e sostenibile”. Lo stesso Guerra ha anche bocciato la proposta di Pietro Roncoroni, portavoce di tutti i comuni di frontiera, di inserire l’istituzione del fondo che dovrebbe garantire il ristorno ai comuni nello stesso accordo italo-svizzero, richiesta questa che era stata fatta al fine di garantire il mantenimento del fondo anche in caso di cambiamento di governo.

L’incontro si è concluso con l’impegno da parte del presidente Roberto Maroni di portare il tema del nuovo accordo italo-svizzero anche nei tavoli di lavoro dell’EUSALP, la macroregione delle Alpi dove si potrà cercare un nuovo confronto tra Svizzera e la Regione Lombardia.

21 maggio 2016
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