Varese

Varese, Nasce Comitato per il no a referendum su riforma della Costituzione

parlamentAppello per la costituzione del Comitato Provinciale Varesino aderente al Coordinamento per la Democrazia Costituzionale

SI all’abrogazione dell’Italicum, NO alla revisione della Costituzione!

 

Il prossimo ottobre saremo chiamati a esprimere il nostro voto sulla legge di riforma costituzionale.

Vogliamo esprimere la nostra netta contrarietà nei confronti di questa riforma che costituisce un forte indebolimento del sistema democratico e dei suoi portanti principi costituzionali.

Cambiare la Costituzione è possibile, non siamo arroccati su posizioni chiuse e autoreferenziali ma le sue modifiche devono essere patrimonio comune, il più possibile condiviso. Non stiamo parlando di una legge qualsiasi, stiamo parlando di una legge fondamentale dello Stato, che esprime le basi della convivenza civile e politica e respingiamo per questo qualsiasi strumentalizzazione politica e personale.

Ad essersi espressi per il fronte del No (e del Sì, per quanto riguarda il referendum abrogativo dell’Italicum), oltre a migliaia di cittadini, sono ad oggi più di cinquanta importanti costituzionalisti, di cui undici ex presidenti della Corte Costituzionale, ma le nostre istanze faticano ad essere recepite.

Non si sta dando vita ad una seconda Camera di rappresentanza delle autonomie regionali come molti si auspicavano ma ad un Senato estremamente indebolito e confuso, composto da sindaci e consiglieri regionali eletti dai consigli regionali e non dai cittadini, quindi nominati. Espressione perciò di una maggioranza già ben identificata.

Il combinato disposto di queste modifiche costituzionali con la nuova legge elettorale, che, grazie ad un premio di maggioranza spropositato, consegna le chiavi del governo ad una minoranza politica, porterebbe ad uno stravolgimento dell’assetto istituzionale con gravi conseguenze non solo sull’effettiva rappresentanza politica ma anche su scelte politiche importantissime come l’elezione del Presidente della Repubblica, di una parte del CSM e di una parte dei giudici costituzionali. Con questa riforma vengono cancellati quei contrappesi contenuti nella nostra Carta nella quale i nostri Padri e le nostre Madri della Costituente hanno voluto affermare: “mai più lo strapotere del potere esecutivo” memori di quanto accaduto in Europa nei decenni precedenti.

Da ultimo, ma non meno importante, consideriamo, eticamente e costituzionalmente, scorretto far esprimere ai cittadini il loro voto su 5 questioni estremamente diverse l’una dall’altra (Superamento del bicameralismo paritario, riduzione del numero parlamentari, contenimento dei finanziamenti alle Camere, abolizione del titolo V, abolizione del Cnel) sulle quali sarebbe difficile per chiunque esprimere un voto unanime.

Il Comitato sarà composto da personalità ed esponenti del mondo della cultura e dell’istruzione, del mondo associativo, di forze politiche e sindacali; ma soprattutto dai rappresentanti di una rete di cittadini costruita dal basso, attiva nei luoghi di lavoro e nell’università, a Varese come nei Comuni della provincia.

Molte delle risposte ai nostri problemi sono già presenti nella Costituzione antifascista, nata dalla Resistenza, applichiamola e non stravolgiamola!

Per adesioni al Comitato e richiesta informazioni

democraziacostituzionalevarese@gmail.com

ELENCO DELLE ADESIONI

ANPI Provinciale Varese

Arci Varese

Partito Comunista d’Italia – Federazione di Varese

Partito della Rifondazione Comunista – Varese

Possibile – Comitato Alex Langer Varese

SEL Provinciale Varese

 

18 maggio 2016
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4 commenti a “Varese, Nasce Comitato per il no a referendum su riforma della Costituzione

  1. Celso Vassalini il 18 maggio 2016, ore 17:26

    Un sì da semplice cittadino

    Come semplice Cittadino andrò nei banchetti a porre la mia firma per un Sì alla riforma Costituzionale, per portare il nostro Paese allo stesso livello delle “migliori liberal-democrazie europee”.
    Come semplice Cittadino, “sono un sostenitore di questa riforma costituzionale“. Un’affermazione convinta nella quale è implicita l’idea che la Carta costituzionale possa essere modificata laddove le esigenze concrete lo richiedano. Argomento, quest’ultimo, contestato dai detrattori della riforma, per i quali, quella italiana sarebbe la “Costituzione più bella del mondo” e, come tale, da lasciare immutata. Contesto, in radice questa impostazione: “In Germania la Costituzione l’hanno cambiata quasi una volta l’anno, non è possibile che in Italia si debba considerare qualcosa di immutabile“.
    Come semplice Cittadino, non voglio mancare alla storia di inviare chiari segnali di apprezzamento. Il primo deriva dall’esigenza, per così dire storica, di riformare la seconda parte della Costituzione: secondo il quale è da considerare positivo il semplice fatto che in Italia “ci sia una riforma costituzionale approvata e da discutere nel merito“.
    Come semplice Cittadino, desidero un cambiamento della fotografia attuale visibile da “illo tempore” “da tempo” è di un sistema scarsamente funzionante in cui “il governo non è così forte e il Parlamento, invece, troppo debole“. Da qui l’esigenza di intervenire, in particolar modo con la fine del bicameralismo perfetto, nel quale Camera e Senato svolgono esattamente le stesse funzioni. Con la riforma Boschi, è previsto che solo Montecitorio voti la fiducia al governo. Una novità che rafforzerà l’esecutivo ma che non indebolirà necessariamente il Parlamento.
    Come semplice Cittadino, vedo per il mio Paese altra novità fondamentale introdotta dalla riforma è la modifica dei rapporti tra Stato e regioni. Le autonomie saranno rappresentate nel nuovo Senato in cui troveranno posto i consiglieri regionali e i sindaci delle principali città italiane. “Sono sempre stato favorevole ad avere nella legislazione nazionale il punto di vista delle regioni“. Sulla nuova ripartizione di competenze con molte materie che torneranno ad essere di potestà legislativa esclusiva dello Stato è sotto gli occhi di tutti i limiti del sistema attuale. Il problema principale come si osserva da più parti è l’elevatissimo contenzioso cui questa distribuzione di competenze ha dato luogo.
    Come semplice Cittadino, senza appello, infine, il mio giudizio sulla riforma del Titolo V della Costituzione approvata nel 2001: “E’ stata fatta con l’accetta“, do convintissimo il mio placet a quella parte della legge Boschi che redistruibuisce le competenze legislative a favore dello Stato: “E’ giusto che l’interesse nazionale attraversi tutto il territorio italiano“.
    Come semplice Cittadino, considerati il quadro di contesto, e le premesse politiche di partenza, questo è senza dubbio un successo. Il merito è certamente del Parlamento e dei parlamentari che l’hanno voluta, a partire dai senatori. Evidentemente, si tratta di un successo anche per il Governo, il quale è nato è bene ricordarlo proprio per affrontare con la dovuta risolutezza la sfida delle riforme mettendoci la faccia. Una scelta di trasparente responsabilità, fatta senza cercare alibi e senza voler “galleggiare” sopra le riforme per rimanere in carica, come si è invece visto molte volte nella storia di questo Paese. Perché affronta i principali problemi che da decenni vengono sottolineati da ogni partito o schieramento politico rispetto all’inadeguatezza delle nostre istituzioni di fronte al tempo che cambia.
    Come semplice Cittadinoi, il Sì alla riforma sarà un miglioramento della qualità della legislazione, tanto nel suo procedimento, quanto nelle sue fonti: dalla decretazione d’urgenza ai referendum propositivi e di indirizzo che entrano per la prima volta nel nostro ordinamento. E, ancora, entrerà in Costituzione lo statuto delle opposizioni, a connotare ulteriormente la fine dell’alternativa ideologica in favore dell’alternanza programmatica, regolamentata e trasparentemente garantita, lungo l’asse maggioranza/opposizione. Ciò inoltre consentirà di dare un volto preciso a quello che si deve considerare a buon diritto come un “governo in attesa”. Per non parlare poi, della semplificazione istituzionale, dal Cnel che sparisce alle province “TUTTE” che vengono de-costituzionalizzate. O del nuovo rapporto più responsabile, e meno fallimentare anche sul fronte dell’autonomia di spesa tra lo Stato e le Regioni. Infine, come ultima annotazione, come semplice Cittadino, segnalo che per la prima volta entra nella nostra Costituzione il termine trasparenza. Un fatto che non sarà improduttivo di effetti.
    Una straordinaria opportunità di noi Cittadine e Cittadini. Ma se tutti noi sappiamo trovare le parole giuste, allora io credo che il miracolo . . . sia possibile. E il concetto sul quale insisterei è che bisogna votare ‘Sì alla Riforma Costituzionale’ perché abbiamo una dignità.
    Come semplice Cittadino. Celso Vassalini.

  2. Emiliano il 23 maggio 2016, ore 13:38

    I governi dovrebbero essere liberi di cambiare le costituzioni per un semplice motivo: sono essi a scriverla e non il popolo bue che ragiona con la pancia e non con la testa. E pazienza se la nostra è stata scritta anche da qualche partigiano (magari ex-fascista).
    Saluti.

  3. Roy1 il 23 maggio 2016, ore 19:28

    Forse se leggessero quello che diceva Nilde Iotti
    http://linkis.com/ytali.com/2016/05/18/RN8Gl
    o quello che aveva detto Togliatti nella seduta della Costituente dell’11 marzo 1947 eviterebbero qualche punto esclamativo e avrebbero qualche utile dubbio in più

  4. Emiliano il 24 maggio 2016, ore 00:11

    Notevole davvero l’ex-presidente della Camera.
    Altra pasta, altra caratura, altri tempi.
    Ma già allora i nemici della patria erano troppi e troppo potenti, purtroppo.
    E non sono rimasti che loro.

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