Lettere

Festival annuale al Sacro Monte, una proposta

sacromontestampaHo assistito a molti degli spettacoli della rassegna “Tra Sacro e Sacro Monte” e ogni volta , oltre all’emozione provata nell’ascoltare grandi artisti in una cornice unica e meravigliosa, ho pensato a quante rassegne culturali si sarebbero potute svolgere in questo luogo così magico.

Il bravo regista varesino Andrea Chiodi ha saputo coinvolgere artisti nazionali e internazionali. Ne cito alcuni: Giorgio Albertazzi, Franco Branciaroli , Maddalena Crippa, Piera Degli Esposti, Angela Demattè ,Federica Fracassi, Lucilla Giagnoni, Luca Lazzareschi, Sandro Lombardi, Laura Marinoni, Lucilla Morlacchi , Rosalina Neri, Aldo Nove, Franca Nuti, Eros Pagni, Massimo Popolizio, Elisabetta Pozzi, Alessandro Preziosi, Carmelo Rifici, David Riondino, Giovanni Scifoni, Pamela Villoresi e molti altri tra musicisti, attori e danzatori.

Tutte le edizioni hanno avuto un grande successo di pubblico e di critica, attirando molti turisti. E allora mi chiedo: perché non organizzare un festival annuale che comprenda anche la scrittura, il cinema, l’arte contemporanea?

Varese è ricca di luoghi splendidi che potrebbero fare da cornice alle varie arti così da creare un festival che ne sottolinei la bellezza e la ricchezza paesaggistica, oltre a quella culturale. Sono certa che riusciremmo ad attrarre anche un pubblico straniero.

Molte città italiane, anche più piccole della nostra, sfruttando le loro potenzialità, sono in grado di far convergere attorno ad esse un vasto pubblico nazionale e internazionale. Faccio qualche esempio: Sarzana con il festival della filosofia, Mantova con la letteratura, Lucca con il fumetto (pensate che lo scorso anno Lucca in tale occasione ha ospitato 250.000 persone).

Tutto ciò porterebbe anche a un aumento del lavoro e, quindi, a un aumento dell’indotto varesino e darebbe una maggiore visibilità ai nostri luoghi che fino ad ora sono stati sottovalutati.

Monica Morotti

Candidata nella Lista Galimberti

 

18 maggio 2016
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Un commento a “Festival annuale al Sacro Monte, una proposta

  1. ombretta diaferia il 18 maggio 2016, ore 12:46

    Queste son parole che scaldano il cuore di una città (anche se continuo ad amarla per il suo esser “borgo&castellanze”) ed il mio personale che ancora pulsa malgrado l’Amministrazione abbia addirittura avuto il coraggio di sottrarci scientemente una manifestazione come Amor di Libro, che per quanto presentasse delle “tare” insormontabili era vitale per il settore in cui opero. Fino al 2009.

    Questa realtà prealpina pullula di cultura varia e diffusa, che riesce a difendersi dalle strumentalizzazioni e che ormai è più nota fuori dalle mura: al Salone del libro è stato difficile contenere la mia commozione quando sono stata coinvolta in un confronto in cui si sentenziava “quando si parla di editoria e si pensa a Varese, di cui fino a 12 anni fa non si teneva neppur conto, è automatico ricordare il lavoro certosino di abrigliasciolta”.
    A nulla è servito snocciolare il nome di altre case editrici del territorio, perché la risposta era monotematica “sei l’unica che lavora sul territorio nazionale e con respiro internazionale”.
    (ma la mia vergogna era tanta al pensiero della fatica che compio quotidianamente!)

    Quest’esibizione orgogliosa e fiera, mi consente di commentare una bella lettera di una candidata a cui guardo con interesse, perché la conosco professionalmente.

    Da quando ho fondato la mia piccola impresa culturale, che continuerà ad essere tale per conservare la sua natura in azione, sottopongo agli enti preposti ad approvare la “cultura pubblica” un progetto editoriale in cui credo molto e che ho sempre portato avanti anche senza “paternità” politiche, investendoci privatamente: “spazio aperto all’ospitalità quotidiana”, nelle sue molteplici varianti, ha raggiunto il suo apice nel luglio del 2011 al Chiostro di Voltorre, uno dei luoghi che più amo di questo territorio, e dal 2012 fino allo scorso giugno ha portato a Varese flotte di autori ed artisti.
    Tutti gli editori nazionali, gli autori, gli artisti e le realtà culturali con cui lavoro proficuamente da oltre un decennio attendono la ripresa che ho fissato a giugno 2016 proprio per non confonderlo con quisquiglie di “territorio”.

    Se i candidati della svolta pongono nel loro programma l’apertura alla diffusione pubblica culturale sugli esempi di Mantova (che non per nulla è capitale della cultura 2016), Bologna, Roma, Matera o l’amata Lucca e pongono freni all’impiego becero volto all’intrattenimento e alla distrazione di massa, forse si potrà soddisfare un bisogno per la cittadinanza primario.

    Sogno una Varese curata in ogni suo aspetto e dopo la bella performance di Prevosti sogno anche che divenga l’Assessore alla cultura: malgrado il mio inviso rigore, ho aperto i progetti abrigliasciolta a tal punto da avere al fianco un assessore alla Cultura per la premiazione del vincitore di EXPOETRYSLAM, un assessore all’Ambiente per la presentazione a Villa Panza del volume sull’ambiente violato “Nei Boschi tra il bene ed il male” di Croce, Tudisco, Schwarz e Agostinelli ed a collaborare per anni con un’Assessora alla cultura e marketing della Provincia, che ha aperto il Chiostro di Voltorre a “carovana dei versi – poesia in azione” a letnow, a versi di primavera, alle fiere di editoria di qualità ed a diversi progetti.

    In realtà, non è difficile realizzari, è difficile incontrare amministratori illuminati.
    Se una Morotti ed un Prevosti scendono in campo, però, qualcosa potrebbe cambiare.
    (ed io potrei essere creduta anche fuori dalle nostre mura quando snocciolo i nomi di colleghi come Zecchini, Stampa 2009, NEM, EffeEmme&c. Perché significherebbe che il “dividi et impera” sarebbe un mero ricordo di una città che ha solo 200 anni!).

    grazie mille per il vostro lavoro a favore di una splendida città, viva e attiva, malgrado tutto.
    grazie a Varese Report che dà voce alla cultura.

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