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Varese, Paolo Orrigoni: sondaggi urlati? La solita vecchia politica…

Paolo Orrigoni

Paolo Orrigoni

Con riferimento alla recente auto-proclamazione di sindaco da parte di Davide Galimberti attraverso la diffusione di un suo sondaggio, colgo l’occasione per fargli i miei più sinceri auguri e per aggiungere alcune brevi considerazioni.

Mi fa sorridere notare che si ricorra ancora ai vecchi sistemi della comunicazione politica pur di guadagnare qualche voto in più. Il volere far credere di essere in vantaggio attraverso la diffusione di sondaggi fatti ad hoc punta infatti ad avviare quell’effetto definito ‘Band wagon’, italianizzato in ‘tutti sul carro del vincitore’.

E’ la classica mossa di chi sa di essere indietro e cerca in qualunque modo di emergere. Guardate solo cosa sta succedendo a Roma in una guerra tra candidati in cui ognuno dice di avere un sondaggio che lo incorona vincitore. E se così fosse, probabilmente Roma da giugno sarebbe guidata da tre sindaci.

Anche noi ovviamente abbiamo i nostri sondaggi, periodici e attendibili, ma non vogliamo cadere nel giochino da vecchia politica del rinfacciarsi risultati completamente opposti, pubblicando i nostri che ci danno in vantaggio e che smentiscono i dati presentati oggi da Galimberti.  Per prima cosa perché dall’inizio della campagna elettorale abbiamo voluto tenere un profilo sobrio, non urlato e rispettoso nei confronti sia dei cittadini che degli altri candidati, ma soprattutto, da persone concrete e abituate a lavorare duro giorno dopo giorno, sappiamo che al momento del voto i cittadini sceglieranno in base alla  credibilità di una persona e delle sue proposte e non secondo ridicole conferenze stampa su sondaggi di parte.

Paolo Orrigoni

Candidato Sindaco Centrodestra

11 maggio 2016
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2 commenti a “Varese, Paolo Orrigoni: sondaggi urlati? La solita vecchia politica…

  1. ombra il 11 maggio 2016, ore 18:12

    bisogna quindi trovare una quadra sul concetto di sobrietà…

  2. Aleph il 12 maggio 2016, ore 08:35

    Penso che il sig. Orrigoni, che probabilmente per strategia elettorale consigliata, non aveva più partecipato allo scambio delle idee cittadine con gli altri candidati, questa volta abbia commesso un doppio errore dettato probabilmente dal nervosismo. Il primo è certamente quello di entrare nella polemica politica con un linguaggio derivato direttamente dal marketing – ma qui direi, meno male, almeno forse sapremo in extremis come la pensa lui su molti temi della città, tipo “parcheggio prima cappella”, “Moschea” “Piazza Repubblica” – e il secondo, forse più grave, è quello di annunciare la disponibilità di propri sondaggi e di non renderli pubblici come invece ha fatto il candidato del centrosinistra. Che siano forse sondaggi che confermino questo?

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