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Varese, Forza Italia punta sulla cultura, Belli detta il programma

Un momento della conferenza stampa

Un momento della conferenza stampa: da sinistra Longhini, Belli, Leonardi e Puricelli

Nel corso di una conferenza stampa Forza Italia ha mostrato di guardare con attenzione alla cultura. Presenti all’iniziativa il coordinatore cittadino Roberto Leonardi, il presidente del Consiglio Roberto Puricelli, l’assessore alla Cultura Simone Longhini. Ma ospite di riguardo all’incontro è stato Bruno Belli, che ha lanciato una ricca serie di spunti sui temi culturali cittadini.

“E’ necessario partire da una riflessione e da un’analisi del territorio, facendosi una domanda precisa: “quale è il futuro che si vuole dare a Varese”? – si è chiesto Belli -. Siccome è un assurdo, oggi, pensarla in chiave industriale, l’immagine con cui la vide Piovene negli anni Cinquanta, per l’esattezza era il 1953, si è spesso pensato di immaginarla in chiave “turistica”, fatto proponibile”.

Continua Belli: “Ma pubblicizzare il turismo e mediarlo esclusivamente attraverso gli eventi, come si è tentato non paga. Consideriamo, invece, il nostro territorio per la sua storia, l’arte, l’intrattenimento che si può realizzare tramite il folklore ed il risalto ai borghi antichi che possono attirare anche per decidere di risiedervi, giacché anche i laghi ed i fiumi sono il nostro patrimonio unitamente al verde privato e pubblico. Per quanto riguarda la storia, l’archeologia, l’arte, la pittura dei secoli XVI, XVII, XVIII, la montagna varesina con i suoi monumenti sono alcuni percorsi da seguire”.

Per Belli “Varese dovrà sapere aggiungere e integrare la cultura al suo scenario operativo abituale. Vengono, infatti, sovente lasciati nel dimenticatoio tesori inestimabili quali il patrimonio di ville e di costruzioni “Art Nouveau” che costellano il territorio. Solo per fare qualche esempio reale, l’Isolino dovrà tornare ad essere il traino dell’eccellenza del Museo Preistorico, valorizzato e stimato persino dagli studiosi e dai maggiori ricercatori della Germania, cercando di iniziare una nuova ricerca sullo stesso, giacché la soprintendenza, fin dal 2006, ha concesso che si possa tornare a compiere scavi”.

“Ci sono le “eccellenze” (chiamiamole così per riassumere) – ha detto Belli -, ma in questi anni, purtroppo, non si è definita un’unica direzione nel campo culturale varesino, facendo in modo che tali “eccellenze” divenissero le branche di un unico corpo unitario che le ponesse in relazione diretta tra di loro: lavorando sui Musei, amplificando gli orari d’apertura della Biblioteca, qualificando il Liceo Musicale affinché possano essere sostenuti dagli studenti gli esami “in loco” è possibile coinvolgere anche quelle associazioni che operano nei settori, organizzando incontri o rassegne, cosicché, gettate le fondamenta che identifichino la città secondo precise caratteristiche, si possa avere il vantaggio di chiedere ed ottenere persino i fondi europei, erogati solo a fronte di progetti precisi e dettagliati, costruiti nel tempo”.

Ha concluso Belli: “E’ come se noi avessimo le ossature principali dello sterno, delle braccia, delle anche e delle gambe (le varie “eccellenze”) senza avere una spina dorsale solida (l’amministrazione pubblica del settore culturale, cui ci metto commercio, territorio, spettacoli e sport) che le sorregga e permetta loro di agire e interagire affinché il corpo che lei regge (il territorio e i cittadini) si “metta in moto”. La “macchina comunale”, percepisce una parte delle risorse, secondo quanto le aliquote approvate di anno in anno dal governo dello stato prevedono: con le risorse che pervengono dalle tasse, l’Amministrazione pubblica deve impegnarsi sui fronti che le spettano, perché, almeno in teoria, le tasse si pagano perché i soldi siano utilizzati per i servizi della persona, tra i quali anche cultura o sport. L’Amministrazione comunale, soprattutto nei periodi di “magra”, ad esempio come quello che stiamo vivendo, dovrà tenere conto di gestire a utilizzare il bilancio al meglio”.

Ha concluso Belli: “Il problema varesino – e non solo cittadino – non è tanto l’entità della cifra che si possa spendere, ma come essa sia spesa. Cominciamo, ad esempio, con il ripartire meglio le spese indirizzandole a progetti precisi che possano avere una ricaduta economica tanto per il “pubblico”, quanto per il “privato” che potrebbe essere invogliato ad “investire” di fronte a progetti seri e credibili. Si deve avviare la costruzione, un poco alla volta, molti aspetti direttamente e facilmente seguono”.

7 maggio 2016
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21 commenti a “Varese, Forza Italia punta sulla cultura, Belli detta il programma

  1. Luca il 7 maggio 2016, ore 13:12

    Adesso che Belli ha scoperto le sue carte, dovrebbe dimettersi, per lo meno, dal Comitato per le celebrazioni dei 200 anni di Varese città.

  2. e.m. il 7 maggio 2016, ore 16:23

    Sono d’accordo con il signor Luca. Belli desidera ardentemente un ruolo (forse però a questo punto verrebbe da pensare anche una poltrona) e per questo ha dapprima abbracciato il Movimento Libero di Nicoletti, poi il PD e ora Forza Italia. Tutto bene, tutto giusto. Ma se le sue proposte in senso al comitato dei 200 anni di Varese città devono finire con il fare da volano a un partito o alla sua coalizione, sarebbe opportuno e elegante che le ritirasse e facesse un passo indietro. Altrimenti ha ragione la dottoressa Diaferia quando parla della cultura usata come slogan. Questo è il mio pensiero e lo dico con la massima serenità. Buona giornata a tutti i lettori di Varese Report.

  3. Aleph il 7 maggio 2016, ore 19:52

    Patetici questi personaggi che pontificano sulla (mancanza) cultura degli altri e poi nel giro di un equinozio transitano da un partito al suo opposto. Due mondi… due culture, ma un solo obiettivo. Ma (mi) faccia il piacere..

  4. Emiliano il 7 maggio 2016, ore 23:43

    Credo che prima di seminare il terreno vada arato ben bene… l’unica cosa certa è che Belli non usa slogan, ma di cultura si occupa da anni, e direi molto bene. Bisogna semmai capire se il terreno arato sia fertile o meno: questo è il vero problema.

  5. ombretta diaferia il 8 maggio 2016, ore 07:38

    gentile e.m.,
    la ringrazio per la “citazione” con tanto titolo (superfluo per la discussione in corso, ma grazie ad uno dei quali conosco abbastanza la “scienza della politica” su cui mi specializzai per affrontare incarichi d public affair).

    Avevo scelto, benché logorroica, di non commentare questa notizia, perché la delusione è tanta e si è trasformata in risentimento quando ho ricevuto la postilla belliana
    “non sarò candidato, quindi, il mio non è il consueto “spot” elettorale per le prossime comunali.”.
    Mi sono sentita letteralmente presa in giro!

    Per questo mi lego al titolo che mi riconosce, come i politici scordano di fare (ce n’è uno uscente che non perde occasione per insultare chi si è sostituito al suo “dovere”): come non mancava di riconoscere un’inutile proff del liceo che ho frequentato, sono una “popolana” (e per questo secondo lei non potevo frequentare la scuola della futura classe dirigente – che chiamo digerente, invece!).
    Forse è per questo che non scordo che la mia personale cultura me la sono dovuta costruire giorno per giorno con fatica e lavorando sin da quando avevo 14 anni.

    Ovvio è che, dopo aver costruito anche una professione, grazie alla quale pensieri e parole corrispondono a denari sonanti, quando ho iniziato questo tortuoso percorso da “editore” ho scelto di tenere sempre viva l’attenzione su quanto la cultura sia determinante per scegliere una porta o un portone.
    E in faccia ne ho presi tanti.

    Ma leggere che Belli “svende” la cultura e la sua personale “aggregazione” al primo offerente, peraltro proprio in apertura dell’ultimo mese di campagna, è doloroso.
    Perché mi porta a pensare che non ci sia proprio alcuno spiraglio per l’involuzione di questa specie a cui apparteniamo.

    Soprattutto, perché ho visto Belli in questi anni saccheggiare gli slogan che la mia impresa culturale adotta (uno su tutto quello dei “piccoli passi in cultura civile”).
    Quindi, sono infastidita, tanto quanto leggere che un prete si sia appropriato addirittura del titolo del libro in uscita, dopo ben quattro anni di stagioni.

    Vede signor e.m. la mia cultura mi porta a gioire quando un concetto o un’idea su cui ho lavorato certosinamente si diffonde, perché
    “Chi ha idee, desidera solo diffonderle.
    Chi non ne ha, desidera soltanto
    rivendicarne la paternità.” (od 2007)

    La cultura, fortunatamente, nasce da quei bisogni dell’uomo che non si infilano in un carrello, quindi, non si inducono.

    Abbiamo quello che ci meritiamo.
    Personalmente mi sento anche responsabile, perché se non fossi troppo occupata a far del meglio nell’impresa culturale che ha donato gratuitamente a questa città cultura per tanti eurini di investimento e non ritenessi che la gestione della res pubblica sia cosa seria, avrei fatto come tanti e messo il mio nome a disposizione (magari di una vera lista civica indipendente).

    Ma, purtroppo, ho talmente tanto da fare che non ritengo giusto sottrarre tempo per mettere il faccione su un manifesto: da 30 anni li disegno io sui 6X3.

    Mi piace lavorare nell’ombra, visto che chi mi generò mi diede tal nome (che la chiesa non riconosce!).
    E pare mi riesca bene.
    La spoken person la lascio fare a Belli: un giorno per Nicoletti, il giorno dopo per il PD, domani per Forza Italia.

    Da oggi per me è soggetto politico, non più culturale.
    E fonte di profonda delusione intellettuale.

    con stima
    od

  6. Marco Massa il 8 maggio 2016, ore 09:50

    Belli è una persona che ha fatto realmente un bel po’ di cose, questi anni. Chi lo ha conosciuto lo ammette comunque.
    E, a differenza di chi rosica, quello che ha fatto, lo ha fatto senza avere cordate politiche, perchè, ad esempio, ai suoi “Venerdì” ha presentato e dialogato con tutti.
    Se, poi, le sue qualità possano essere messe al servizio dei Varese in modo più ampio e forse incisivo, non credo che ci sia nulla di male.
    Chi pontifica, forse, sono gli stessi che elencando suo passaggi, quando dimenticano che nella lista di Galimberti ci sono individui che hanno fatto l’intero giro dei partiti e qualcuno, anche se non in lista, è transitato, ad esempio, da SEL al PD.

    Il problema non è Belli con F.I., dove, tra l’altro, mi sembra che il rapporto stabilitosi sia affatto differente che quello precedente con il PD: merito al Centro Destra cittadino che, finalmente, riconosciutegli delle “doti” di persona pragmatica (si veda l’organizzazione dei vari eventi ai Musei), sta cercando di valorizzare un varesino che può realmente e concretamente fare molto.

    Il resto è chiacchiericcio dei soliti rosicatori.

  7. Mariella il 8 maggio 2016, ore 10:01

    sopra qualcuno parla di patetismo verso Belli.
    Mi sembra che, anche dalla parte di Galimberti, le cose non siano molto diverse da quanto avviene nel Centro destra.
    Leggo della nuova lista capeggiata da Franco Prevosti che da F.I. passa dall’altra parte sostenendo Galimberti: lì non è ambire a poltrone, vero?
    Con una sottile differenza, però, rispetto al “giovane” Belli: alcune persone sono già state in lista o votate più volte nel Palazzo – almeno dagli anni Novanta – e non hanno concluso più di tanto, altre potrebbero essere decisamente piacevoli sorprese.
    E, poi, Bruno Belli non è nemmeno candidato…

  8. e.m. il 8 maggio 2016, ore 11:05

    Vorrei ringraziare sia Ombretta Diaferia per aver espresso in maniera così risoluta il proprio pensiero che il signor Emiliano, la cui risposta credo vada letta così: Belli non fa slogan perché si è sempre occupato di cultura, il problema semmai starebbe nella circostanza che egli getta i suoi semi in campi non sufficientemente preparati e che quindi i frutti potrebbero essere incerti. Mi permetta due riflessioni, che senz’altro saranno sbagliate ma sorgono in me spontanee: 1. non è importante che gli estimatori di Belli pensino che non faccia slogan, quanto piuttosto l’uso che gli altri fanno di lui e della sua merce. E Belli sa bene quale uso ne facciano e lascia fare. Anzi, direi che è loro lucido complice. E questo il direttore di Varese Report l’ha capito benissimo quando titola: “Forza Italia punta sulla cultura” (e questa è in simili frangenti materia di ordine politico) “e Belli detta il programma” (culturale, certo, ma anche politico ed elettorale). E poco importa che non si candidi. 2. La seconda riflessione è questa: lei usa la metafora dei campi poco lavorati per la semina. Provi a sostituire i campi con i carri e si accorgerà che… Belli è pronto a salire su qualsiasi carro, pur di avere una poltrona e magari qualcuno gliel’ha promessa (ma mi scuso per questa ipotesi alquanto peregrina).
    Posso aggiungere alle due riflessioni una considerazione? Penso che le persone di cultura dovrebbero essere degli esempi soprattutto per i giovani. Degli esempi virtuosi. Ebbene io faccio fatica a scorgere virtù in chi (la dico con Aleph di cui ho letto il post qui sopra) “nel giro di un equinozio transita da un partito al suo opposto”. Vero che, come diceva Montanelli, la coerenza è dei cretini però magari si rischia di diventare indifendibili. Dietro a Belli abbiamo visto sventolare già tre bandiere: quella di Movimento Libero, quella del PD e ora, nel giro di pochi mesi, quella di Forza Italia. A quando la prossima?
    Un caro saluto a tutti i lettori di Varese Report.

  9. Bruno Belli il 8 maggio 2016, ore 11:31

    Da VARESEREPORT:
    http://www.varesereport.it/2016/05/05/varese-amarcord-bosino-ricco-cartellone-di-eventi-per-i-200-anni-di-varese-citta/

    I FATTI che vanno incontro a TUTTI i Vareseini (toh! uno slogan!):

    1) da maggio a luglio compresi, tutte le domeniche, i Musei cittadini saranno ad ingresso gratuito, e, per l’occasione ci sarà un’intensa attività, legata al Civico Museo Archeologico Villa Mirabello, partendo il 22 maggio alle ore 16 con la conferenza e visita guidata a cura della Conservatrice Daria Banchieri, “Origini e storia del Museo di Varese”, cui seguiranno, nelle domeniche successive visite guidate gratuite, partendo dal 19 giugno, grazie alla collaborazione fattiva del Centro di Studi Preistorici ed Archeologici di Varese, con l’inaugurazione della Mostra “Villa Mirabello: dalle palafitte ai vetri post Classici” che prevedono anche, per il 18 ed il 19 giugno due incontri (sempre gratuiti) di dimostrazione della lavorazione del vetro a lume effettuata da Muriel Balensi.
    2) Inoltre, dal prossimo 10 giugno 2016, fino all’11 settembre 2016, presso le Sale espositive del piano terreno dei Musei di Villa Mirabello, sarà allestita la mostra da me curata con il fondamentale apporto scientifico collaborativo di Serena Contini e del Personale della Biblioteca Civica e dell’Archivio Comunale “Vita varesina attorno al Teatro Sociale: tra libri, libretti, giornali ed affissioni pubbliche (1791 – 1930)”, nella quale saranno esposti gli studi di Luigi Borri e di Pompeo Cambiasi, parecchio materiale mai esposto in pubblico proveniente dagli archivi del Teatro Sociale, presenti nell’Archivio Comunale, disegni originali delle piante, degli arredi, fotografie ecc.ecc. libretti d’opera, locandine ed affissioni, articoli estrapolati dalle testate giornalistiche varesini dell’Ottocento, oltre ad oggettistica di vario tipo inerente all’argomento, proveniente dalle Collezioni private di Mario Chiodetti e mie, con particolare attenzione alla figura di Giuseppina Grassini.

    Bruno Belli – Comitato per le Celebrazioni dei 200 anni di Varese elevata al rango di città.

  10. Giulio Gianelli il 8 maggio 2016, ore 16:45

    Qui, mi sembra che qualcuno, quando Bruno Belli fa qualcosa che lo “pone in vista” perda sempre la bussola.
    Invece di menare il cane per l’aia, se ci sono obiezioni da fare, al massimo andrebbero rivolte al contenuto dei suoi interventi, se privi di valore. E’ di questo che si dovrebbe parlare.
    Il resto è involucro.

  11. Emiliano il 8 maggio 2016, ore 18:18

    Signor e.m, qui e altrove ci si lamenta spesso della mancanza di cultura a Varese, di politici incapaci a gestirla e quant’altro. Direi che si sono riversate negli ultimi mesi su questo argomento fiumi e fiumi di parole, spesso senza nemmeno capire cosa s’intenda dire con “cultura”… davvero troppe.
    Il suo è già il terzo commento che ricorda il triplo “passaggio” di Belli. Chissà perchè, quando quest’ultimo si offrì al PD, nessuno allora si ricordò del “duplice passaggio” e trovò normale che un personaggio di cultura come lui facesse quel passo… finito come ben sappiamo.
    Quindi cosa “scandalizza” nel terzo passaggio? E se ci fosse bisogno di un quarto, qualora Belli fosse insoddisfatto delle persone con cui ora collabora? Chi può dirlo?
    “La poltrona” potrebbe anche essere un suo lecito obiettivo… ma, come egli stesso ricorda, non è candidato. Nel caso quella formazione fosse vincitrice sta ad essa decidere se Belli farà comodo a Varese, o limitarsi ad usarlo come “strumento elettorale” di cui disfarsi alla prima occasione buona… Ricordiamoci che con Belli si parla di “tecnico” e non di politico, e questo è il suo grosso “guaio”, se vogliamo.

    E da quando in qua ai politici italiani, e politicanti da loro derivati, interessano le persone di valore e merito? Spero di essere smentito.
    Saluti.

  12. Marco Massa il 9 maggio 2016, ore 09:15

    Credo che i commenti della signora Diaferia siano la palese dichiarazione di cosa significhi il problema della “cultura” in città.
    Gli “operatori culturali”, invece di cercare di “darsi una mano” e di collaborare sono lì a mangiarsi uno con l’altro, ritenendosi ciascuno il migliore.
    Questo è il problema più grave che perdura e che è difficile da gestire anche per l’Amministrazione comunale quando debba scegliere con chi collaborare.

    Belli è stato interpellato per le Celebrazioni dall’Amministrazione pubblica ed invitato da Leonardi e da Puricelli (anche a titolo di personale e vecchia amicizia, sappiamo), dopo che per anni si era sottratto a questo impegno, per aiutare una possibile svolta. Avrebbero potuto farlo con altri, ma hanno scelto lui.
    Dalle parti del PD ad esempio, si sono riciclati personaggi passati più volte durante le scorse elezioni.
    Ed allora, perchè il problema si pone solo per Belli, tra l’alto nemmeno candidato, come giustamente ricorda il sig. Emiliano’

    Forse, siccome Belli non è mai entrato in questo giochetto in questi anni, ma con i FATTI, come ha ben risposto ai soliti “abbaiatori di professione”, sta dimostrando cosa si possa fare, basti avere un po’ di determinazione e, soprattutto, di idee non campate per aria, la rabbia sale al volto di certi “colleghi”.
    Signora Diaferia, cerchi di stare più serena: magari, qualcuno potrebbe chiedere anche a lei il suo parere.

  13. Mariella il 9 maggio 2016, ore 10:52

    Caro Belli,
    il PD morde: forse rendendosi conto della magra figura che ha perpetrato nei suoi confronti quando Lei se ne è andato senza polemiche, con la consueta signorilità che la contraddistingue. Ma, forse, morde per la presunta “superiorità morale” rispetto a tutti gli altri, come se fossero maestri di morale (beh, la morale dove sta?).
    Il PD morde: si veda proprio “aleph” che qui la definisce “patetico” e che, però, finge di non vedere i passaggi di chi dal centro destra, dopo avere già ampiamente partecipato della “vita politica” va verso Galimberti, forse alla ricerca molto più intensa delle poltrone. nelle liste che di civico non hanno alcunchè, ma piuttosto sono “civetta”, perchè reggono un candidato politico iscritto al partito e ben radicato nello stesso.
    Quello non è patetismo? Ci credono tutti fessi?
    E lei, caro Belli, vada avanti come ha sempre fatto, da molti anni a questa parte, e mi auguro che questa volta, chi l’ha coinvolta abbia reale fiducia, perchè qualcosa di nuovo e di diverso nella cultura sono convinta che lei la potrebbe fare.
    Bravo Belli! Avanti!

  14. giancarlo angeleri il 9 maggio 2016, ore 13:21

    Marco Massa, che credo di conoscere, non penso che la signora Ombretta, che invece conosco solo di nome e di fama per quel che leggo fa, abbia bisogno di una chiamata. Purtroppo invece mi sembra di capire che si capiscano a fatica intenti encomiabili ma lontani dai palazzi. Nel caso di Ombretta e nel caso, mi scusi, delle amicali consulenze di Bruno. Ma ora, alla dir come Belli, mi taccio. Fino alla prossima… poltrona evocata da Emiliano

  15. Bruno Belli il 9 maggio 2016, ore 17:41

    Grazie Giancarlo per questo tuo post, improntato al benedetto “buon senso”, caratteristica che non alberga quasi più tra noi.

  16. Enzo il 10 maggio 2016, ore 09:22

    Frequentavo con assiduità i Venerdì culturali tenuti dal Belli in tempi non “sospetti” e posso assicurare che le sue proposte culturali al di là degli aspetti politici erano sempre interessanti, poi si può discutere sul come realizzarle e con quali risorse, se consideriamo che a Roma diamo molto più di quanto riceviamo, quindi sia i confronti che le critiche devono essere ben accetti in un paese che si considera democratico. Certo che il cambiar casacca fa sempre storcere il naso e allora che dire di Napolitano che invita il popolo bue a disertare le urne o del Prevosti che è passato a Forza Galimberti, lui forse ambisce ad una poltrona mentre il Belli…

  17. Marco Massa il 10 maggio 2016, ore 10:17

    Come scrive Enzo, sono stato anch’io, genovese trapiantato da circa venti anni, tra i frequentatori dei venerdì culturali tenuti da Belli e forse per questo il direttore Angeleri, più volte apprezzato relatore agli stessi venerdì pensa chi possa essere.
    E, come scrive il sig Enzo, a me interessano le proposte più che i dettagli.
    Per la cultura, benissimo hanno fatto i dirigenti di Forza italia cittadina di instaurare un rapporto con lui che, tra l’altro, ha già messo sul tavolo concreti fatti soltanto con le iniziative per i prossimi mesi ai Musei di Villa Mirabello.
    Forse, mancando al PD argomenti, e forse bruciandogli per la figura barbina che hanno fatto negli scorsi mesi, altro non resta che fare che gettar fango.
    E gli argomenti mancano come ha fatto notare anche @emiliano.
    Ma, se conosco Belli come l’ho conosciuto, non si cura di loro, ma guarda e passa…e fa bene.

  18. Valentina il 10 maggio 2016, ore 16:58

    “Cominciamo, ad esempio, con il ripartire meglio le spese indirizzandole a progetti precisi che possano avere una ricaduta economica tanto per il “pubblico”, quanto per il “privato” che potrebbe essere invogliato ad “investire” di fronte a progetti seri e credibili. Si deve avviare la costruzione, un poco alla volta, molti aspetti direttamente e facilmente seguono”-

    Parole improntate al buon senso.
    Se Belli detta il programma in tal senso la strada è ottima e non mi sembra che rigiri slogan come fanno tanti soprattutto “a sinistra”.
    Quindi, sarà soltanto da vedere, prima, se la coalizione di centro destra sia la vincitrice, poi, se F.I. farà valere una volta tanto la bistrattata cultura con la prossima amministrazione.
    Me lo auguro vivamente.

  19. ombretta diaferia il 14 maggio 2016, ore 07:14

    grazie angeleri, ma forse è meglio che il signor massa pensi che il parere si chieda (e magari anche che sia sensibile agli intercalare renziani!).
    Personalmente i miei progetti li porto avanti investendo personalmente, non usando i soldi dei miei concittadini.

    Belli , invece, conosce la stima che nutro per lui, quanto non apprezzi assolutamente la svendita ai partiti di qualsiasi percorso culturale.

    Mi sprecherò sempre affinché si distingua la cultura dall’intrattenimento e dall’aggregazione elettorale.

  20. Marco Massa il 14 maggio 2016, ore 12:48

    Se vogliamo che la cultura possa crescere ed essere meglio divulgata, è necessario che sia presa in considerazione con più attenzione dalla politica; ameno, parlo per Varese.
    Io, se fossi un “operatore culturale” come la signora Diaferia, invece, vedrai assolutamente come un passo avanti che una figura conosciuta nel campo abbia la possibilità di “dir la sua” in modo incisivo anche nel “Palazzo” e questo indipendentemente dai coloro politici, comunque.
    Le conquiste si sono avute quando qualcuno ha deciso che doveva rimboccarsi le maniche, non soltanto parlare, ed, all’occorrenza, “sporcarsi le mani” per giungere a risultati che avrebbero avuto ricadute positive su tanti altri.

  21. Giulio Gianelli il 15 maggio 2016, ore 19:45

    Credo che sia importante un fatto: in modo organico, nessun candidato sindaco e nessuna fazione politica, tranne Forza Italia, ha parlato di cultura grazie a Bruno Belli.
    Non vedo perchè si deva criticare uno che, per la prima volta da almeno venti anni a questa parte, sta cercando di porre in luce questo argomento così tanto ostico dalla nostra parti, senza limitarsi a parlarne, ma anche organizzando in concreto nuovi interessanti appuntamenti per i 200 anni. Altro che dimettersi. Fa benissimo ad andare avanti.

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