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Varese, Forza Italia punta sulla cultura. E guarda a Bruno Belli

Bruno Belli

Bruno Belli

Venerdì 6 maggio 2016 alle ore 10:30 alla sede di Forza Italia in Via Carrobbio a Varese presentazione dell’iniziativa ”Il progetto di Cultura di Forza Italia”.

Interverranno il Coordinatore Cittadino Roberto Leonardi, l’Assessore alla cultura Simone Longhini, il Presidente del Consiglio Comunale Roberto Puricelli, il giornalista, critico letterario, musicale e opinionista Bruno Belli.

5 maggio 2016
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12 commenti a “Varese, Forza Italia punta sulla cultura. E guarda a Bruno Belli

  1. Giancarlo Angeleri il 5 maggio 2016, ore 14:51

    Cosi’ come e’ messa mi auguro per Bruno che non cada anche in questa trappola: lo stimo e lo apprezzo ma il passaggio dalla falce al carrello sarebbe troppo anche per un non impiccione come me:-)

  2. Bruno Belli il 5 maggio 2016, ore 17:06

    Caro Giancarlo, on sono in lista. Calma!
    Farò altro.

  3. ombretta diaferia il 5 maggio 2016, ore 17:13

    finché “cultura” è un termine da slogan che sia nel pd o in FI nulla cambia!
    http://www.varesereport.it/2016/05/05/varese-parte-la-corsa-di-longhini-con-il-comitato-la-cultura-del-far/

  4. a.g. il 5 maggio 2016, ore 19:52

    Nel deserto varesino uno slogan è meglio di nulla…

  5. Emiliano il 5 maggio 2016, ore 22:09

    Se Varese è un deserto, cosa mai sarà Bologna, dove si bruciano i libri come nella Germania nazista?

  6. Bruno Belli il 6 maggio 2016, ore 08:57

    Cara Ombretta, io non faccio e non ho mai fatto degli slogan.
    Credo che la cultura a Varese, però, se gestita con una reale visione di insieme, possa produrre qualcosa di concreto.
    E, senza averne fatto parola in pubblico in questi mesi, mi sono impegnato nel Comitato per i 200 anni portando a termine due progetti, come puoi leggere su questo stesso giornale nel capitolo dedicato ai Musei:

    http://www.varesereport.it/2016/05/05/varese-amarcord-bosino-ricco-cartellone-di-eventi-per-i-200-anni-di-varese-citta/

    Ecco, in altre parole ho FATTO, non PARLATO, se non lo stretto necessario, per dimostrare che si deve sempre fare una distinzione, sopratutto sugli “uomini”, che non sono tutti uguali.
    La serietà e l’impegno esistono tuttora.

    Ma, a questo punto, avendo visto più volte che gli stessi “colleghi” storcono il naso ogni qual volta cerco di portare all’attenzione pubblica e politica (perchè, che piaccia o no, l’Amministrazione pubblica è sempre politica), mi chiedo se interessi poi così tanto a molti “operatori culturali” che si faccia davvero qualcosa di positivo in città.

    Criticare, infatti, per quello che non è stato fatto, è più facile che analizzare come qualcosa sia stato fatto.

    Senza nessuna acredine: ma, nella Varese 2016, che vuole “cambiare”, è giunto anche il momento di mettere i classici puntini sulle I.

    B.B.

  7. ombretta diaferia il 6 maggio 2016, ore 10:24

    per parlare del deserto, bisognerebbe conoscerlo!

    caro direttore, dovrebbe aver vissuto la nostra violata landa negli anni ’70 e ’80: un vero deserto d’animo e cultura.

    oggi c’è di tutto: cinema, teatro, cabaret, musica, arte visiva e multimediale, movide per i più estremi e circoli per i più timidi e tantissimo sport, forse sempre tutto troppo dilettantesco. ma d’altronde a guardar l’agone politico, la classe “digerente” che ci “amministra” pensando di “comandarci”, i candidati che per il prossimo mese saran prezzemolini freschi, il dilettantismo pare proprio lo sport prealpino.

    sono la prima che per andar a teatro mi trasferisco a milano, così come per ogni attività culturale, ma è una facenda squisitamente personale: batto strade sperimentali e sperimento strade sporche!

    ed il deserto è principio di pulizia.

  8. a.g. il 6 maggio 2016, ore 14:04

    Rispondo ancora una volta alla vecchia obiezione: ma come? Il deserto? ci sono tante cose a Varese…Sì, ma la qualità latita…a me interessa più il dilettantismo in cultura che quello in politica…de gustibus…

  9. alberto lavit il 6 maggio 2016, ore 16:41

    finchè in modo squisitamente personale si va a milano per ogni attività culturale ………………………………………………non mi piace. Mi sa di snob, molto snob !

  10. ombretta diaferia il 6 maggio 2016, ore 17:34

    director: dall’uno discende l’altro.
    mica m’accontento, ovvio, ma reputo difficile portar luce ai cieci (poi i cazzotti me li prendo io, tanto!)

  11. ombretta diaferia il 7 maggio 2016, ore 11:19

    ovviamente il commento precedente contiene un refuso internautico: la luce dovrebbe esser portata ai ciechi!
    però, vorrei chiedere a Bruno di esser un po’ rispettoso della mia intelligenza: ricevendo la sua postilla “non sarò candidato, quindi, il mio non è il consueto “spot” elettorale per le prossime comunali.” mi sento presa in giro.

    e posso commentare questa sua presenza il giorno prima della consegna delle liste solo con una battuta di Thinker: “ORMAI NON RICORDO PIù L’ULTIMA VOLTA CHE MI SONO TROVATO DAVANTI UN AVVERSARIO DEGNO!”

  12. Emiliano il 9 maggio 2016, ore 13:21

    “ORMAI NON RICORDO PIù L’ULTIMA VOLTA CHE MI SONO TROVATO DAVANTI UN AVVERSARIO DEGNO!”

    Bella frase senz’altro. Ma il solo pensarla richiede una dose di presunzione sopra la media.
    Saluti.

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