Varese

Varese, Arresto sindaco Uggetti, la polemica arriva nella città giardino

Il sindaco Uggetti

Il sindaco Uggetti

Terremoto nel Partito Democratico. E’ stato infatti arrestato il sindaco di Lodi, il Pd Simone Uggetti, per turbativa d’asta. Un fatto immediatamente rimbalzato nella campagna elettorale in corso a Varese, capoluogo che si prepara al voto di giugno per eleggere sindaco e Consiglio comunale.

Giacomo Cosentino, candidato per la lista Fratelli d’Italia-Varese Cresce, parte all’attacco: “Ci spiace per il candidato Sindaco di Varese Davide Galimberti che dopo averlo fatto venire a Varese – insieme ad altri 6 Sindaci lombardi del Pd – per proporlo come buon modello da seguire per far ripartire Varese e mettere in rete la nostra Città con gli altri capoluoghi lombardi, non potrà più contare sul suo aiuto”. Continua Cosentino: “Non entro nel merito dei gravi reati che vengono contestati a Uggetti, dico solo che ancora una volta la presunta superiorità morale del Pd e del professor Galimberti è un bluff incredibile e questi personaggi non potranno mai e poi mai governare una Città come Varese”.

Interviene il segretario regionale del Pd il varesino Alessandro Alfieri: ““L’inchiesta che ha coinvolto il sindaco di Lodi Simone Uggetti ci ha colti di sorpresa. Confidiamo si arrivi il prima possibile ad accertare la verità. Da parte nostra siamo certi che Uggetti, che negli anni si è distinto per essere un amministratore serio e capace, si dimostrerà estraneo ai fatti che gli vengono contestati. Come PD Lombardo respingiamo le illazioni populiste e giustizialiste dei Cinquestelle. È imbarazzante che vengano a fare la morale a noi, visti i casi di malaffare che li hanno coinvolti, pur governando pochissime realtà locali”.

3 maggio 2016
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2 commenti a “Varese, Arresto sindaco Uggetti, la polemica arriva nella città giardino

  1. marcello il 3 maggio 2016, ore 21:28

    Contrariamente a tutti io faccio di un’erba un fascio,tutti i politici nostrani sono da ridurre ad uno stato di non poter piu’ nuocere al cittadino ITALIANO. Il metodo e’ da prendere in prestito dalla Rivoluzione Francese cosi che poi fatta piazza pulita questo paese possa di nuovo progredire.

  2. Emiliano il 4 maggio 2016, ore 13:18

    Lasciamo stare quella fogna storica e macellaia della “rivoluzione” (ma dove?) francese (giusto quello)…
    La peggior punizione sarebbe quella di “condannarli” a vita comune, ripartendo da zero, ma proprio da zero. Non c’è pena peggiore.

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