Varese

Varese, Addio, professore. A Giubiano l’ultimo saluto a Romolo Vitelli

Un momento dell'intervento di Giannantoni

Un momento dell’intervento di Giannantoni

Affollata la Sala del commiato al Cimitero di Giubiano di Varese questo pomeriggio in occasione dell’ultimo, commosso ultimo saluto al professor Romolo Vitelli. Ad accogliere i numerosi varesini giunti per salutare il professore una sottile melodia Klezmer, in grado di evocare l’interesse del professore per il mondo dell’ebraismo e la tragedia della Shoah. A ricevere condoglianze e abbracci la moglie del professore, Christine Annen.

Una cerimonia laica che si è svolta nell’ascolto e nella partecipazione attenta ai diversi interventi che hanno cercato di descrivere la sfaccettata personalità di Vitelli, che fu professore, saggista, editorialista. Come recitava un messaggio della famiglia che è stato letto all’inizio della cerimonia: “sono stati dei privilegiati coloro che gli sono vissuti accanto”.

Ampio e articolato un intervento pronunciato da Franco Giannantoni, storico del fascismo ed ex giornalista. Giannantoni ha usato parole chiare, senza cautele di circostanza: “Ci siamo incontrati, io e Vitelli, sulla strada della Resistenza, lontani entrambi da una lettura reducistica e patriottarda”. Ancora più chiaro lo storico ha rimarcato come Vitelli fosse favorevole a “restituire alla Resistenza uno spessore storico più che una dimensione celebrativa”. Quanto alla Shoah, era forte l’esigenza in Vitelli di strutturare una forte “cultura della memoria”, a cui il professore dedicò un testo (peraltro oggi assai citato) dal titolo “Vademecum”, relativo ai viaggi ai luoghi dello sterminio da parte delle scuole.

Nel suo ricordo Franco Giannantoni ha evocato anche la collaborazione di Vitelli al nostro quotidiano on line Varesereport attraverso una serie di editoriali di grande interesse: “Collaboratore del ‘Triangolo Rosso’, lo storico periodico dei deportati politici nei campi di sterminio, dopo aver scritto per varie testate locali, da Varese News , a Radio Missione Francescana, a La Prealpina, era approdato da tempo a “Varese Report” il giornale telematico diretto da Andrea Giacometti, la fonte d’informazione varesina più colta e costruttiva, scrivendo come “editorialista” una serie di saggi sulle tematiche del momento con vivaci punte critiche sul “renzismo” e la sua linea politica che aggrediva le radici di quel mondo della sinistra che gli apparteneva, con richiami al mondo della scuola e alla sua deformante riforma, all’etica, stella cometa per guardare in avanti”.

Alberto Villa ha dato lettura, invece, di una lettera dall’Inghilterra firmata da Erica Salafia, ex allieva di Vitelli alla Scuola Europea, che ricorda “il costante interesse per il benessere e il futuro dei suoi studenti”. Si succedono accanto alla bara il professor Antonio Antonellis, il giornalista Matteo Inzaghi, ex allievo, che ha ricordato un’indimenticabile lezione su mafia e cultura della legalità, la professoressa Daniele Tam Bai, l’insegnante Rossella Di Maggio, che ha confessato di essersi sempre sentita “piccola” davanti al professore. Bellissimo, infine, il cenno della nipote Dora all’amore di Vitelli per i gatti. Per lui la lettura degli stupendi versi “Morire – questo a un gatto non si fa” della poetessa polacca e premio Nobel Wislawa Szymborska.

 

26 aprile 2016
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