Varese

Varese, Romolo Vitelli e la sua passione per il gusto della memoria

Romolo Vitelli

Romolo Vitelli

La politica ti consente di conoscere tante persone. Ti consente di intrattenere rapporti non solo politici, ma anche intellettuali ed amicali con persone che la pensano diversamente da te.

Il bello della politica, quella vera, è che non importa se sei rosso, nero o bianco, questo conta solo quando voti nei luoghi istituzionali. Quando sei fuori dall’agone i rapporti sono improntati a sincerità, a curiosità, ad amicizia.

Ho conosciuto Romolo Vitelli quando sono divenuto segretario del PD di Varese. Lui vecchio comunista ha preso me, cattolico e democristiano, in simpatia e mi ha offerto la sua amicizia e i suoi consigli oltre che la possibilità di un confronto sincero.

Negli anni in cui sono stato segretario Romolo mi faceva impazzire. Non c’era settimana in cui non mi mandava una riflessione da pubblicare sul sito del PD e io, a corrergli dietro per dirgli “Romolo, un pezzo per volta, noi non siamo un giornale e i nostri iscritti non possono leggere solo te in continuazione su tutto” e lui “Si, ma tu pubblica lo stesso, che fa bene leggere e mandalo agli iscritti che gli fa bene riflettere”.

Questo era Romolo. Un intellettuale politico e militante. Un vecchio comunista si dirà. Si certo lo era, ma era anche più moderno di tanti nuovi e dell’ultima ora riformisti o della nuova sinistra sempre pronti a sposare la modernità senza anima che ci circonda oggi.

Che discussioni con lui, al sabato o alla domenica mattina davanti ad un caffè prima di recarsi al solito supermercato a fare la spesa.

Che spasso sentire i suoi racconti di militanza quando andava nella sua terra natale ad incontrare i contadini, o quando raccontava di come i dirigenti del PCI dovevano sempre affrontare le discussioni. Prima il contesto internazionale, poi quello nazionale ed infine quello locale.

Che bello però sentire ancora la sua passione per il gusto della memoria, per la volontà di non far mai dimenticare quello che è stato l’olocausto e la lotta di liberazione.

Se n’è andato alla vigilia del 25 aprile, quasi un segno di riconoscimento e di apprezzamento per quello che è stato l’impegno dell’ultimo scorcio della sua vita. E’ un pezzo di storia che se ne va. Se ne va ancora un pezzo di mondo antico, per certi versi glorioso, forse superato, ma un mondo che va visto con grande rispetto per quello ha saputo dare a questo Paese. Ciao amico Romolo.

Roberto Molinari

Direzione P.le PD Varese

24 aprile 2016
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