Varese

Varese, Malerba (Lega Civica): Varese? Sembra il villaggio di Asterix

Un momento della relazione di Stefano Malerba

Un momento della relazione di Stefano Malerba

Affollata assemblea di Lega Civica alle Ville Ponti di Varese. Un’assemblea che ha mobilitato i circoli della nuova realtà e che ha messo sul piatto, senza tanti giri di parole, il progetto per la città.

Lunga e articolata la relazione letta dal candidato sindaco Stefano Malerba, che ha chiarito le radici culturali della sua Lega anti-leghista, ha enumerato i mali del capoluogo, ha tratteggiato un progetto di interventi per il futuro. Tanti i presenti, e tra questi alcuni politici, come il vicesindaco Udc Mauro Morello, seduto in prima fila.

Radici lontane, quelle evocate da Malerba nella sua relazione, riferendosi a “una Lega che è venuta prima della Lega Nord”. Il candidato si riferisce alla Lega democratica del modernista don Romolo Murri, che è stato ispiratore anche del partito municipale di don Sturzo. Sul fronte laico, invece, il riferimento è al federalismo di Carlo Cattaneo, di cui Malerba cita il celebre “I Comuni sono la Nazione”.  Il candidato sindaco afferma: “Siamo cittadini di centro, un centro radicale con valori non negoziabili”. Forte il riferimento all’impresa e all’antistatalismo, alla persona e alla classe media. “Non siamo un’appendice della destra o della sinistra – afferma Malerba -, siamo centro, punto e basta”.

Impietoso il cahier de doleances proposto in merito a ritardi, degrado, chiusura di Varese dopo vent’anni di potere leghista. Malerba elenca “aree di degrado, impianti sportivi obsoleti, lago con vecchi problemi, risorse minime per la cultura, non c’è un teatro vero. Senza strutture dello Stato cosa resterebbe? Non esiste una politica della casa”. Insomma, una città che assomiglia al “villaggio di Asterix”. “Una città che galleggia nella mediocrità”, conclude il candidato di Lega Civica.

Duro l’attacco al Carroccio: “La classe dirigente della Lega Nord non si è dimostrata all’altezza, non trovano un candidato sindaco leghista e fanno fatica pure a trovare un capolista”. Ma altrettanto tranciante il giudizio sul Pd all’opposizione: “Il Pd è connivente con la Lega, e tace sulla politica urbanistica del Comune e sullo stadio”.

Malerba giunge quindi alla proposta di città: Varese deve diventare una “città del sapere”. “Una città aperta, che abbandoni il villaggio di Asterix, con una forte industria della conoscenza legata al terziario avanzato e all’università”. Una città capace di rilanciare la cultura, che Malerba, a ragione, vede simbolizzata in Villa Panza e nella sua prestigiosa collezione. “Cuore della cultura europea”, dice il candidato sindaco rieccheggiando Wim Wenders. Una città che deve trasformare radicalmente il suo Pgt, assolutamente inadeguato.

Ma nello stesso tempo anche “una città che aiuta e ascolta le persone in difficoltà”, una “città solidale e sicura” che non si dimentichi di quei diecimila concittadini che restano indietro e ingrossano le fila della povertà.

 

18 aprile 2016
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