Varese

Varese, Pandolfo (Varese Futura): il bancomat del Comune è Bruxelles

Il candidato Pandolfo

Il candidato Pandolfo

“Sono in emissione due bandi regionale europei di vitale importanza. Il primo, di 250 milioni, per finanziamenti a tasso agevolato per l’efficienza energetica delle scuole. Il secondo di 239 milioni a fondo perduto per interventi ambientali e risparmio energetico”. Interviene nel dibattito elettorale il candidato sindaco di Varese Futura, Flavio Pandolfo, che fa il punto sul tema, strategico, della partecipazione ai bandi.

Continua Pandolfo: “Se vinceremo le elezioni sarà nostra priorità parteciparvi perché oggi dobbiamo guardare all’Europa e ai fondi europei per finanziare le risoluzioni ai problemi della città. Dal 2014 al 2020 il totale dei fondi regionali sarà di 960 miliardi. Varese, al momento, ha ignorato questa gigantesca opportunità. Lega e soci hanno preferito fare polemiche sull’Europa e perdere queste occasioni”.

Per il candidato sindaco di Varese “questi due bandi sono l’inizio, ve ne sono per la politica culturale, per il lavoro, per l’accoglienza. Il vero bancomat per gli enti locali è Bruxelles mentre fino ad oggi, dati i tagli statali si è preferito mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Europa vuol dire saper fare comunità. L’Europa premia solo chi fa sistema. Università ed enti locali sono sempre associati nei bandi europei e ad essi si aggiungono di volta in volta partners diversi: imprese, associazionismo, privati. Il Comune deve diventare il centro di una attività progettuale e di raccolta professionalità coinvolgendo i soggetti del territorio, associando l’Università e le associazioni nella elaborazione dei progetti e delle priorità. Bisogna impostare un modo di governare dove gli eletti sono solo una parte del governo del territorio e devono essere aperti alla relazione con quanto sta loro attorno”.

“Si tratta di una rivoluzione del modo di governare. Oggi Palazzo Estense è un soggetto che spende gli oltre cento milioni di bilancio senza rendere partecipi i cittadini – continua Pandolfo -. La rivoluzione riguarda anche la macchina amministrativa. Il rapporto con Bruxelles implica cambiamento anche negli uffici, incentivando il personale perché diventi sempre più una risorsa anche in questa direzione. Varese-Europa, un binomio che appare una bestemmia a chi ci vorrebbe rinchiudere tra le nostra mura idea diseconomica ed antistorica visto che ormai oltre cinquantamila cittadini della provincia di Varese hanno trasferito la loro residenza all’estero perché là vivono e lavorano. Tutti ormai attraversano il mondo. Pensare di amministrare guardando ancora Roma o al Pirellone o peggio pensando alla cinta daziaria condanna Varese ad una triste decadenza. Noi pensiamo diversamente, noi guardiamo al futuro”.

16 aprile 2016
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