Varese

Varese, “Il Popolo della Famiglia”, la lista anti-gender che appoggia Orrigoni

La presentazione della lista

La presentazione della lista

Si allarga il fronte delle liste che sostengono il candidato sindaco del centrodestra, Paolo Orrigoni. Questa mattina, alla sua presenza, è stata lanciata la lista “Il Popolo della Famiglia”, una lista che nel suo simbolo vede la presenza dello slogan “No gender nelle scuole”. La lista varesina fa parte di un circuito nazionale di presenze alle prossime amministrative che si legano al Family Day e alla mobilitazione contro la Legge Cirinnà sulle Unioni Civili.

Il lancio della lista ha registrato numerose presenze, tra le quali la presenza di Giuseppe Petruzzellis, ex responsabile provinciale Seniores di Forza Italia, e di Giancarlo Di Ronco, ex Ncd, presidente della Pro Loco di Varese. Non è stato invece chiarito chi sarà il capolista di questa realtà che entra nella coalizione di Orrigoni.

A parlare è il portavoce Ruben Benedetti che dichiara: “Siamo un movimento presente a livello nazioanle, legato a coloro che si sono mobilitati, con il Family Day, prima il 20 giugno e poi il 30 gennaio al Circo Massimo. Milioni di persone che si sono opposte alla legge sulle Unioni civili. Il 25 febbraio questa legge è passata, anche con il consenso di chi doveva contrastarla (riferimento a Ncd, ndr.). A questo punto si è creato un vuoto di rappresentanza politica”.

Benedetti rimarca il valore della famiglia naturale, che si basa sul matrimonio tra un uomo e una donna. “La famiglia naturale è al centro del nostro programma e della nostra azione – continua il portavoce -. Mentre cerchiamo di contrastare il gender, un’ideologia che pericolosamente sta avanzando nella scuola italiana”.

E’ intervenuto anche Paolo Orrigoni, che ha definito la realtà che ha dato vita alla lista “un movimento che rappresenta bene obiettivo e motivazioni che sono state annunciate. Lavoreremo bene insieme”.

E sul Gay Pride in programma a Varese? “Non siamo contro qualcuno”, risponde il portavoce. Ma in sala qualcuno invoca una contromanifestazione. Quanto poi ai libri gender nelle scuole, “siamo contro queste pubblicazioni, che compromettono l’infanzia”.

15 aprile 2016
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