Lettere

I dilettanti della politica

ConsigliocomunaleSono giorni frenetici, che vedono la discesa in campo di tutti contro tutti, tutti convinti che a questo giro “pazzo” ci potrebbe essere una chance per occupare quei posticini che la vecchia “politica” potrebbe perdere in favore di questi “dilettanti”, rectius “amatours”, che suona meglio e che in gergo sportivo contraddistingue proprio il dilettante dal professionista.

Al momento in cui scrivo, a questo giro pazzo mancherebbe solamente la rappresentanza di coloro che hanno inventato il dilettantismo, ovvero i 5 Stelle, circostanza questa di non poco conto nell’ottica della distribuzione, tra gli altri, dei consensi che costoro avrebbero potuto catalizzare.

Ma ciò che mi interessa sviluppare in questo ragionamento a voce alta, è proprio il tema del dilettantismo in politica.

La politica ha bisogno di cambiare – e questo è un dato di fatto – così come di sostituire la propria classe dirigente (immagine) ormai invisa ai cittadini che pensano, magari un tantino semplicisticamente, che i politici siano tutti uguali.

Ebbene, se così fosse, ovvero se i politici fossero tutti uguali, non esisterebbe più quella sana competizione di valori positivi e la politica sarebbe ridotta a mestiere dal quale ricavare il massimo dei vantaggi.

Mentre, per quanto mi piace pensare, la politica dovrebbe essere un servizio e non certo una fonte di privilegi.

Ma proprio questo pessimo modo di interpretare la politica da parte dei politici ha prodotto l’effetto scatenante della nascita dell’antipolitica e del dilettantismo.

Sono effetti di reazione del tutto giustificati da parte di persone che vivendo all’interno della società civile, si sentono annullati e prevaricati da parte di coloro che detengono il potere e lo gestiscono talvolta in modo spregiudicato.

Sono i cittadini che vedendo il male nella politica e nei politici, decidono di scendere in campo e di entrare in politica (e, per questo, di diventare politici).

Ma ciò rappresenta un bene o un male per l’amministrazione della cosa comune?

Possiamo immaginare – per mero ragionamento ipotetico – la nostra città amministrata da persone che non hanno mai avuto in precedenza alcuna esperienza politica od amministrativa? Tra i candidati Sindaco del prossimo giro non ce n’è uno, che sia uno, che si potrebbe definire un professionista della politica.

Non era mai capitato.

La politica quindi abdica in favore dell’antipolitica, ma i politici non ci pensano nemmeno ad abbandonare e continuano, chi davanti e chi dietro le quinte, a “gestire” alcune liste ed alcuni candidati.

Perchè il politico sa bene che ci sarà ancora bisogno di lui e della sua organizzazione per vincere la battaglia elettorale nella quale sono stati mandati allo sbaraglio, in prima linea, i soldatini dell’ultima leva.

Ma perchè un cives dovrebbe pensare di diventare un politico?

Risposta A: perchè ha il desiderio di occuparsi del bene comune, pensando di essere meglio di qualsiasi politico avvicendatosi fino ad oggi, ritenendo altresì di poter apportare all’amministrazione quella ventata di nuove idee e progettualità che possa finalmente prescindere dalle pastoie partitiche ed interessi ad esse collegate (ideali positivi).

Risposta B: perchè cerca un’occupazione, desidera il potere, ha pensieri di “vendetta”, del tipo Piazzale Loreto, verso la classe che ha fino ad ora diretto l’amministrazione (ideali negativi).

Ovviamente tutti speriamo che l’amatour che scende in campo sia portatore di ideali sani, perchè, altrimenti, al fatto che ci sarebbe un mero avvicendamento di persone con valori sbagliati, ci sarebbe anche l’aggravante che costoro di amministrazione non sanno un bel fico secco e ben presto si troverebbero a navigare in acque pericolose una volta presa in mano la barra del timone.

Ho già detto, in un precedente intervento su Varesereport, che la politica è un male necessario della democrazia e che i politici sono i batteri che minano la sua salute.

La politica è una malattia autoimmune, qualcosa che non si riesce a debellare e con la quale bisogna imparare a convivere.

Un bel innesto di anticorpi (gli amatours) potrebbe aiutare a vivere meglio.

Ma nessuno può essere medico di se stesso e diffido assai da coloro che pensano di riuscire a curare un male grave pestando in un mortaio delle zampe di rana con delle bacche colorate.

Anche se – e qui apro una nuova parentesi – personalmente considero questo tempo che viviamo come momento pre rivoluzionario, questi giorni come giorni che preludono a grandi cambiamenti e non parlo certo di situazioni locali.

Senza voler essere catastrofista, penso che siamo vicini ad un “day after”, che magari non si presenterà orribile come nella famosa serie televisiva, ma che produrrà comunque effetti devastanti sul nostro vivere comune e sul pensiero che abbiamo avuto fino ad oggi di democrazia, autonomia ed indipendenza.

Ebbene, quel “day after” potrebbe cominciare proprio da un mutamento radicale della situazione politica, con la presa del potere da parte di persone che non vengono dalla politica e che alla politica non rispondono.

Se dalla questione locale, si dovesse poi arrivare fino all’istituzione principe della democrazia rappresentativa, ovvero il parlamento, le conseguenze potrebbero essere devastanti ed inimmaginabili; questi non politici risponderanno alla Costituzione? Ed alle Organizzazioni Internazionali? Ratificheranno accordi conclusi dalla precedente classe dirigente? Resteranno a fare parte di Organismi Inernzionali (U.E. – O.NU. – NATO eccetera)? Rispetteranno delle convenzioni stipulate dalla vecchia politica in ambito internazionale?

Se la risposta fosse no, ci troveremmo di fronte ad una situazione difficile, allo sgretolamento dell’ordine mondiale che faticosamente regge nell’interesse di tutti, si tornerebbe ad una situazione medioevale, con innalzamento di muri e fossati.

Tornando però a quanto intendevo analizzare, ovvero alla discesa in campo (locale) degli amatours, non credo che si possa pensare a tale evenienza con ripercussioni così catastrofiche per una semplice ragione, ovvero che ciascuno di questi candidati sindaco – e mi riferisco ai tre che vantano le maggiori possibilità di vittoria – hanno ancora dietro alle spalle la politica ed i politici.

Quindi esiste, allo stato, la certezza che questi dilettanti verranno “aiutati” dai politici.

Ma allora cosa cambierà?

Tutto o nulla, perchè dipenderà da loro e dalla loro attitudine ad essere o non essere subalterni ai politici.

Credo che, alla fine, in questo giro pazzo non cambierà nulla, sebbene ci sarà il vantaggio che questi innesti permetteranno la crescita di una nuova classe politica che, se non si perderà per strada, potrà finalmente maturare ed affrancarsi dai politici al prossimo giro.

Quindi, per concludere, credo che la migliore ricetta che potrei immaginare per una gustosa gestione della cosa comune contenga i seguenti ingredienti: quel “quanto basta” di politica; una dose di politici ed un’altra pari di dilettanti. Mischiare il tutto e far cuocere nel pentolone per 5 anni.

Giulio Moroni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

13 aprile 2016
© RIPRODUZIONE RISERVATA

6 commenti a “I dilettanti della politica

  1. giovanni dotti il 3 maggio 2016, ore 08:41

    Bella e perspicace questa lettera sul “dilettantismo in politica”. Sopratutto per le considerazioni espresse nell’ultima parte, unitamente alla necessità di un ricambio della classe dirigente e per lasciare spazio ai giovani che devono essere artefici del loro futuro, non mi sono voluto candidare a queste come alle precedenti elezioni comunali di Varese. Sosterrò comunque la lista civica di Daniele Zanzi, nonostante non abbia avuto il coraggio di andare da sola, e il candidato Sindaco Davide Galimberti, che attualmente mi sembrano le persone più affidabili e preparate, e meno “dilettantesche”, tra la folla dei candidati che si presentano a queste elezioni.

  2. Emiliano il 4 maggio 2016, ore 13:32

    Condivido anch’io l’intervento di Moroni, piena di sfaccettature e problematiche che generalmente si sottovalutano. E ce ne saranno sicuramente delle altre che per questioni di tempo e spazio non sono state citate…
    Saluti.

  3. ombretta diaferia il 4 maggio 2016, ore 14:43

    Penso che se non fossi corsa a vederne la firma, non avrei letto questa lettera.
    (conseguenze dell’internautica spinta!)
    Solo perché il titolo non richiamava la mia attenzione: nulla di nuovo, sotto/sopra/dentro l’urna.
    Il dilentantissmo è il punto di partenza per ogni esperienza umana.
    L’errore sta nel perseverare.
    Anche in un bel borghetto come Varese, costellato di castellanze antiche e di nuovi quartieri, frutto delle politiche edilizie degli ultimi 40 anni.

    Il dilettantismo non è il punto centrale, stimato Moroni.
    Anche se condivido con lei il mio personale disagio, solo perché sognavo di veder decollare la mia città, ricca di potenzialità inespresse e messe a tacere dagli abusi quotidiani.

    Ma guardiamo alla bella rivoluzione: certo si scorgon nomi conosciuti e “che muovon fili da lungo tempo”, ma personalmente non ho mai visto tanti amici nelle liste (ed ovviamente tutte, perché non ho mai discriminato il prossimo mio per cui godo di amici di destra e di sinistra – ma tal dicotomia è da accantonare subito altrimenti ci distrae, benché ormai offuscata nella polvere).

    La città si riprende le poltrone della gestione pubblica, proprio perché è sotto gli occhi di tutti il risultato dell’inconsulta amministrazione degli ultimi quaranta anni.

    Non me ne vogliano i candidati delle liste altre (a cui consiglio di apparentarsi subito per fare una vera campagna in onore della nostra splendida città violata dalla mala-educaciòn), ma mi concentro sui due big del dilettantismo: Orrigoni e Galimberti.
    Il primo, sortito dal cappello notturno leghista in extremis, cerca di mettere insieme i resti di una destra centrista, ma anche estrema.
    Il secondo, che comunque di “macchina amministrativa” ne sa qualcosa ed è pure avvocato (il primo vanta “studio universitario di giurisprudenza”), mette insieme centro-sinistra e società civile escludendo l’area più estrema.

    Dilettanti allo sbaraglio?
    Direi piuttosto cittadini attivi.
    Questo significa veder ribollire un “pentolone per 5 anni”?
    Siamo sinceri, nulla cambia se non i termini.
    Ed io ero una cittadina che cercava anche di presenziare ai consigli comunali.
    Fino a quando son divenute kermesse imbarazzanti e palco di distrazione.

    Buon lavoro a tutte le centinaia e centinaia di candidati che si stanno mediaticamente snocciolando.
    Sappiate che sia io che Moroni ci siam un po’ stufati di settar direttamente la risposta B: chi cerca un’occupazione, desidera il potere, è mosso da pensieri di “vendetta” verso la classe che ha fino ad ora digerito l’amministrazione, dal 6 giugno avrà il dovere di avviare una nuova fase. Ma solo per adeguarsi all’involuzione della specie.

    PS= grazie Moroni per quest’ottima riflessione. ma lei non si candida più?

  4. giuliomoroni il 5 maggio 2016, ore 12:09

    Ringrazio Giovanni Dotti per il fatto di avere riesumato questi pensierini datati 16 aprile rimasti senza alcun commento fino al 3 maggio.
    Grazie anche ad Emiliano con il quale condivido il parere che le mie parole non siano affatto esaustive, anzi.
    Ad Ombretta Diaferia un altro grazie perché, alla fine, messi da parte alcuni temi che ci “dividono”, credo che emergano le cose che ci “uniscono”, ovvero l’amore incondizionato per questa Città ed il comune desiderio di poterla vedere migliore (se le persone volenterose, generose e senza interessi personali, metteranno a disposizione le loro risorse).
    Sia chiaro che per quanto mi riguarda, non sono contrario a priori ad un intervento dei “dilettanti” in politica, rectius, nell’amministrazione della Città, anzi.
    Semmai le mie perplessità vertevano sui modi in cui certi dilettanti cercano di entrare in gioco; ebbene, per quanto posso vedere, ciascuno di essi (parlo dei candidati sindaco) ha alle spalle un solido gioco di squadra politico, fatto questo che potrebbe influenzare, e non poco, la loro autonomia decisionale, perché, alla fine, con i politici dovranno fare i conti.
    Da qui la conclusione che prendevo, ovvero di affermare che, a questo giro, visto come stanno le cose, poco cambierà, posto che nel pentolone si mischieranno politici, dilettanti e partiti.
    L’augurio è quello che i dilettanti possano portare una ventata di freschezza.

    p.s. per O.D.
    La mia modesta esperienza “politica” finisce qui.

  5. alberto lavit il 5 maggio 2016, ore 12:21

    Come dice Ombretta, il dilettantismo è il punto di partenza di ogni esperienza umana.
    Ognuno dei politici attuali è stato un dilettante, all’inizio ! (e magari lo è ancora…..).
    Magari ci fosse una scuola da frequentare prima di potersi candidare !
    La scuola una volta erano i consigli di circoscrizione ora la palestra è la vita di tutti i giorni che ahimè ci fa un po’ odiare l’immagine della classe politica in generale e spinge in campo la panchina stufa di subire i professionisti perdenti.

  6. marcello il 5 maggio 2016, ore 16:44

    Un tempo la scuola che si frequentava prima di potersi candidare, era la sezione del partito al quale si aderiva per condivisione ideale e per i valori espressi nel corso della loro storia. Oggi che i partiti sono un clab di tesserati che condividono la possibilita’ di ritagliarsi un lavoro a spese dei contribuenti, non hanno piu’ ritegno morale per poter arrivare a raggiungere questo obiettivo. Ed ecco che si riciclano, gente di destra insieme a quelli che si definivano di sinistra, rincorrendo il centro, ma sopratutto mascherandosi da civico, rifacendosi una verginita’ da uomo al di sopra delle parti,con lo slogan “al servizio dei cittadini” il che sta ad indicare che sino ad ora, erano al servizio di se stessi e dei loro piu’ stretti amici. I dilettanti cosi come viene fatto intendere, sono nientemeno che la foglia di fico dei vecchi marpioni che vogliono ancora contare restando dietro le linee ed indirizzando le scelte.
    Tutto il resto sono solo frottole,basta osservare che piu’ della meta’ della gente non va piu’ a votare

Rispondi

 
 
kaiser jobs