Varese

Varese, Confagricoltura, Gervasini fa l’elogio di Vincenzo Dandolo

Pasquale Gervasini

Pasquale Gervasini

Platea sold out per la 69a Assemblea di Confagricoltura Varese, che si è svolta questa mattina alle Ville Ponti. Non mancavano autorità e politici, tra cui il senatore leghista Candiani, la deputata Pd Gadda, il prefetto Zanzi, il presidente del Consiglio regionale Cattaneo, il vicepresidente della Provincia Ginelli, il sindaco di Varese Fontana, e anche i tre candidati sindaci in corsa per Palazzo Estense, Galimberti, Orrigoni e Malerba. Oltre ad iscritti all’associazione, professionisti, giornalisti. Un momento di confronto che ha per titolo “Il futuro è dei giovani anche in agricoltura”.

Ad aprire la parte pubblica dell’assemblea un breve filmato realizzato da Alessandro Damiani che fotografa quattro imprese agricole del territorio provinciale. Al termine prende la parola Pasquale Gervasini, presidente provinciale, che interviene davanti al presidente nazionale di Confagricoltura, Mario Guidi.

Per Gervasini fondamentali nei giovani imprenditori valori come passione e determinazione che “si hanno oppure no”. Ma non basta: “altri tratti – continua Gervasini – sono conoscenza e professionalità”, ma soprattutto la continua attenzione a quella che il presidente chiama “le frontiere dell’innovazione che sono infinite e sono il campo di azione dell’imprenditore”. Ed ecco che Gervasini fa un tuffo nella nostra storia: ricorda come furono violente le polemiche nei confronti di Vincenzo Dandolo che nel 1817 introdusse la coltivazione delle patate in occasione di una grave carestia. “Qualsiasi tradizione di oggi – dice Gervasini – è solo un’innovazione riuscita di ieri”.

E qui parte forte la polemica contro gli adempimenti burocratici, le troppe leggi, le complicazioni formali: viene citato Federico Visconti, rettore Liuc, che dice che contro gli oltre 120 adempimenti italiani ci sono il 12 della Gran Bretagna. Condizioni sfavorevoli per le imprese, anche per quelle agricole. La vera sfida è “trasferire le competenze dalle carte al campo” e di fronteggiare i lacci e i freni all’innovazione. Così come accade ai giovani del filmato, che ci credono e vanno avanti comunque.

 

 

 

 

10 aprile 2016
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