Varese

Varese, De Gregori da urlo. Ma “Rimmel” piace più del Bob Dylan in italiano

Un momento del concerto del cantautore romano

Un momento del concerto del cantautore romano

Grande attesa, ieri sera al Teatro Ucc di Varese, per il concerto di Francesco De Gregori, una serata che ha registrato il sold out. Ad un anno dall’esibizione del cantautore romano sullo stesso palco, ancora una volta il rapporto con il pubblico varesino ha visto grande entusiasmo e applausi. Oltre ad un “auguri Francesco” lanciato all’improvviso nella sala. “Grazie, ma gli anni li ho compiuti ieri; gli auguri li terrò per l’anno prossimo”, ha risposto simpaticamente De Gregori. Una bella serata organizzata dalla Cipiesse in collaborazione con l’associazione “Un’Altra Storia”.

Nella scaletta del concerto, con una decina di musicisti sul palco, alcuni brani tratti dal disco “De Gregori canta Bob Dylan”, una selezione di canzoni del padre di tutti i cantautori che De Gregori ripropone riarrangiati, ma soprattutto cantando il testo tradotto (dallo stesso De Gregori) in italiano. L’effetto finisce per essere un po’ straniante, soprattutto per coloro di cui Dylan è stato, da anni, la colonna sonora della vita. La prima parte del concerto, quella dylaniana, è corsa veloce, con un’accoglienza tiepida e cortese. Anche se gli applausi non sono mancati.

Nella seconda parte del concerto, dopo una breve pausa, l’entusiasmo è subito salito alle stelle, davanti ai numerosi evergreen del cantautore. Una serie di pezzi, quella proposta da De Gregori, che ha fatto crescere applausi e attesa, in una rapida successione di brani che tutti volevano riascoltare, ancora una volta. Apertura con il bellissimo “A Pà” dedicato alla morte di Pier Paolo Pasolini, per poi toccare tutti i grandi successi, da “Generale” a “Rimmel”, da quel capolavoro che è “La leva calcistica della classe 68″ fino al Chagall puro che è “La donna cannone”, proposto nel breve bis finale. Naturalmente immancabile “Buona notte fiorellino”, eseguita in due versioni: una tradizionale e una, al termine del concerto, a ritmo di simpatica marcetta. Applausi fragorosi e conclusione con “Ciao Varese!”.

6 aprile 2016
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