Varese

Varese, Interdittiva antimafia parcheggio Prima Cappella, Fontana: stop contratto

sacromonteeeeeLa giunta comunale, riunitasi questa mattina, ha discusso e approfondito il tema del parcheggio alla Prima Cappella. Ieri è giunta infatti a Palazzo Estense un’interdittiva antimafia della Prefettura di Milano sulla ditta vincitrice dell’appalto relativo al controverso progetto.

“L’interdittiva antimafia della Prefettura di Milano sulla ditta vincitrice dell’appalto ci impedisce di sottoscrivere il contratto – ha detto il sindaco Attilio Fontana a conclusione della giunta -, ma lascia aperte le possibilità alla nuova amministrazione comunale, qualunque essa sia”.

Continua Fontana: “La nuova amministrazione si troverà infatti nelle migliori condizioni possibili: non ha alcun vincolo contrattuale, e se vorrà, raccontando la verità e andando a presentare la realtà, potrà chiedere ai cittadini di esprimersi. Credo anzi che su questo argomento anche la sinistra abbia un ripensamento, se è vero che il presidente della Provincia, all’ultima riunione del Collegio di vigilanza, avendo la possibilità di bloccare l’opera sfilandosi dall’Accordo di programma, ciò non ha fatto, ma ha condiviso le finalità dell’Adp, dando di fatto parere favorevole”.

24 marzo 2016
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Un commento a “Varese, Interdittiva antimafia parcheggio Prima Cappella, Fontana: stop contratto

  1. Rocco Cordì il 24 marzo 2016, ore 19:55

    Vedo che Fontana continua ad avere un concetto molto ampio di sinistra, forse anche per creare un po’ di confusione. La sinistra non ha bisogno di alcun ripensamento per la semplice ragione che si è sempre opposta al parcheggio alla prima cappella fin dal momento in cui la sua Giunta l’ha ideato. Sulla Provincia ho già espresso la mia opinione in altre occasioni e mi ripeto: Vincenzi avrebbe dovuto bloccare l’opera fin dal suo arrivo a Villa Recalcati quando, prima ancora che venisse indetta la gara, il motivo delle gravi indempienze accumulate da Fontana e Galli erano evidenti e più che sufficienti. Oggi le castagne del fuoco le ha tolte l’antimafia, ma lo scandalo di una scelta assurda e improponibile resta intatto.

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