Varese

Varese, Sfuma la lista di sinistra-sinistra alle prossime elezioni

Una delle riunioni della lista

Una delle riunioni della lista

Acque agitate ieri sera alla riunione che doveva varare la lista di sinistra-sinistra. Dopo un lungo dibattito con candidato sindaco e candidata capolista, tutto si è bloccato e la riunione si è conclusa con un nulla di fatto. Uno stop di non poco conto, dato che a questo punto non è chiaro se correrà o no alle elezioni amministrative una lista a sinistra della coalizione di centrosinistra guidata da Davide Galimberti, comprendente le liste del sindaco, del Pd, di Varese 2.0, di Dino De Simone.

La lista che avrebbe dovuto presentarsi era formata da una serie di movimenti e associazioni, in parte realtà che avevano fatto l’esperienza L’Altra Europa con Tsipras alle elezioni europee (uno dei nomi girati in queste settimane era L’Altra Varese Possibile).  Un mondo composito e ricco che da mesi aveva cercato di costruire una lista di forze, come ha detto ieri sera uno dei promotori, Nicola Tosi, “anti-sistema”. Un percorso che ha coinvolto diverse realtà, come l’associazione “Un’Altra Storia” di Giuseppe Musolino o Ubuntu, presieduta da Thierry Dieng. Un universo più movimentista che poi si  era confrontato anche con il mondo dei partiti, come Sel. Un matrimonio che, tuttavia, non si è riusciti a celebrare e che pone diversi interrogativi sulla possibilità che la sinistra-sinistra scenda in campo con lista e candidato sindaco.

Fino a ieri sera erano stati individuati sia il candidato sindaco, Flavio Pandolfo, architetto, esponente Cgil, proveniente dalla Rsu della Provincia di Varese, che la capolista, la giovane Sara, 22 anni, studentessa, proveniente dalle fila dell’associazione Le radici dell’ulivo, una realtà formata da giovani studenti musulmani varesini, nati e cresciuti in Italia. Pandolfo, nel suo intervento, ha fatto riferimento ad alcuni temi forti, come il declino di Varese, le povertà crescenti, la scarsezza di risorse da superare grazie ai bandi. Quanto, invece, alla capolista, un intervento molto critico nei confronti dei partiti e grande attenzione per gli interessi dei cittadini.

Tuttavia, al momento del dibattito si sono evidenziate differenze notevoli, anche di sensibilità, tra l’area dei movimenti e delle associazioni e quella più legata ai partiti. Una differenza che si è rivelata insuperabile e che ha portato ad una conclusione senza nulla di fatto. A questo punto la sfida elettorale diventa ancora più orientata al centro, con i candidati sindaci che si contenderanno ancora di più lo stesso elettorato moderato.

 

 

23 marzo 2016
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