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Varese, Nuovo stop alla via dedicata a Marrone, intitolazioni per Macchi e Pigionatti

Calogero Marrone

Calogero Marrone

La vicenda di una via intitolata a Calogero Marrone, coraggioso capo dell’Ufficio Anagrafe del Comune di Varese che salvò ebrei e antifascisti a rischio della sua stessa vita, è davvero una storia infinita. Fumata nera, anche alla giunta di ieri, per una via che in molti avevano identificato in quella per padre Reginaldo Giuliani, prete fascista, che avrebbe potuta essere nuovamente intitolata a chi, invece, il fascismo e il nazismo li combattè.

Niente di tutto questo, la scelta della strada per Marrone è stata ancora una volta rinviata. Forse al prossimo sindaco e alla prossima giunta. Stop anche per Valeria Solesin, vittima degli attentati terroristici.

Semaforo verde, invece, per  monsignor Pasquale Macchi, a cui sarà intitolata la parte finale di via Del Ceppo, e per monsignor Pigionatti, a cui sarà intitolato il largo alla Brunella, oggi intitolato all’Unicef. 

Come è stato spiegato in Comune, la scelta di escludere una nuova via per Marrone sta nel fatto che a lui è già dedicato il piazzale pedonale di Biumo Inferiore. Mentre per la Solesin, non sono ancora passati dieci anni come previsto. 

 

23 marzo 2016
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3 commenti a “Varese, Nuovo stop alla via dedicata a Marrone, intitolazioni per Macchi e Pigionatti

  1. franco monteleone il 23 marzo 2016, ore 10:49

    Il comune farebbe bene a “risanare” le scale che portano alla piazzetta Marrone da via Cairoli .Sono in uno stato pietoso:odore insopportabile e tracce di urina dappertutto.
    Varese negli ultimi anni è diventata una città sporca e in alcune zone degna di una favela brasiliana.

  2. franco giannantoni il 23 marzo 2016, ore 10:52

    Caro Direttore, leggo della decisione della Giunta Comunale di Varese di tenere in vitas una via dedicata a un cappellano fascista, onorato nel 1935 dal Podestà Domenico Castelletti, lo stesso che diede in pasto ai tedeschi nel dicembre 1943 Calogero Marrone che togliere dall’anonimato di un’ illeggibile targa nell’area Cagna “il Giusto fra le Nazioni” (titolo che peraltro non compare ancora a tre anni di distanza dalla concessione della onoreficenza). A costo di ripetermi, ricordo che nella targa non compaiono mai le parole ebreo, fascista, campo di sterminio, tal che la figura di Marrone appare sfuocata al pari di un uomo qualunque. Da una pubblica Amministrazione che ha ribadito mesi fa la cittadinanza onoraria a Mussolini, in verità non c’era da attendersi altro. Cordialità, Franco Giannantoni

  3. Cesare Chiericati il 24 marzo 2016, ore 17:53

    Condivido la posizione di Franco Giannantoni. Per Palazzo Estense la memoria è evidentemente un optional.

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