Varese

Varese, Il Liceo musicale Manzoni suona contro la Buona Scuola di Renzi

Un momento del concerto di questa mattina

Un momento del concerto di questa mattina

E’ stato un lungo concerto, quello che si è tenuto questa mattina nel cortiletto d’onore del Comune di Varese. Lo hanno animato studenti e professori del Liceo Musicale Manzoni di Varese, nell’ambito della giornata di mobilitazione che ha visto scendere in campo 13 istituti analoghi in tutta la Lombardia. Prima l’orchestra con il coro, poi brani solo corali (da una struggente canzone ebraica ai Beatles), infine singoli strumenti, come i fiati.

Nell’occhio del ciclone, ancora una volta, una riforma – chiamiamola così – del governo Renzi. In particolare la controversa e avversata dai lavoratori Buona Scuola. Una protesta che si è svolta, contemporaneamente, in tutta Italia e che riguardava il fatto che la riforma toglie di fatto il diritto di partecipare al nuovo concorso ai docenti di strumento che hanno portato avanti le classi.

Il rischio è che, come hanno detto ragazzi e insegnanti, professori che finora hanno seguito i ragazzi, all’improvviso li dobbano abbandonare, spesso tornando alle medie oppure finendo nel gorgo della precarietà. Dunque un doppio effetto negativo raggiunto dalla Buona Scuola di Renzi, che colpisce ragazzi e professori.

Per quanto riguarda il Manzoni, la protesta ha riguardato una ventina di docenti e un centinaio di ragazzi.

23 marzo 2016
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Un commento a “Varese, Il Liceo musicale Manzoni suona contro la Buona Scuola di Renzi

  1. Bruno Belli il 23 marzo 2016, ore 18:42

    Renzi afferma che il suo governo è quello del “fare”, a prescindere, però, a mio modestissimo parere, da come si facciano le cose.
    Anche dalla nostre parti, sento dire da qualche politico locale che egli si identifica con “il fare”. A parte che, per l’appunto “dal dire al fare c’è di mezzo il mare”, ecco che, quanto sopra, la riforma della “Buona (secondo lui) scuola”, è li per dimostrare la ragione di che desideri ragionare con logica: “fare”, di per sè, non significa alcunché.
    La “quantità” non detto che si sposi alla “qualità”.
    Se le cose fatte, sono poste in malo modo, risulteranno pari a quelle non fatte, anzi, anche più dannose. Quindi, mi chiedo: riforme solo per affermare di averne fatte?

    Seneca scriveva a Lucilio che non è importante quanti libri si posseggano, ma quali. Ma Renzi non lo sa…grave, tanto più che è il capo del Governo.
    Bruno Belli.

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