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Varese, Parcheggio di via Sempione, Civati (Pd): rinviato ancora una volta?

Andrea Civati

Andrea Civati

Torna agli onori della cronaca il parcheggio di via Sempione. Al centro del dibattito da almeno un decennio, richiesto a gran voce da commercianti e cittadini alla disperata ricerca di un posteggio, sembrava arrivato in dirittura di arrivo quando l’ex vice-sindaco Carlo Baroni annunciò l’inizio dei lavori per «la tarda primavera del 2015. Ma dopo questo annuncio l’ex-vicesindaco fu allontanato dalla Giunta, il progetto si arenò nuovamente tra veti politici e costi che crescevano.

“Oggi – spiega il consigliere comunale Pd Andrea Civati – il progetto muta nuovamente con l’inserimento presso l’ex Ufficio Igiene di un centro museale. Questa sera il nuovo progetto sarà al centro della Commissione Urbanistica. Il consiglio comunale si è impegnato per realizzare il parcheggio perchè la città ne ha bisogno. Purtroppo è ora chiaro che anche questo progetto sarà rinviato alla prossima amministrazione: la Giunta Fontana sarà ricordata per le migliaia di annuncia ma i risultati inesistenti. Aspettiamo quest’opera da almeno cinque anni e mentre si continua a parlare di pedonalizzazioni e si chiudono comparti, non si costruiscono le infrastrutture per servirli».
Sulla proposta di un polo museale Civati non è pregiudizialmente contrario: «Non sono contrario a priori ma mi piacerebbe capire qual è il progetto culturale complessivo della città: quali sinergie tra i vari soggetti e musei della città? Quale idea di città culturale? Al momento sembra un progetto piuttosto inconsistente». L’autosilo, secondo il progetto già approvato in Consiglio Comunale avrà 246 posti e 50 box in vendita.

22 marzo 2016
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Un commento a “Varese, Parcheggio di via Sempione, Civati (Pd): rinviato ancora una volta?

  1. ombra il 22 marzo 2016, ore 14:41

    condivido appieno che 10 anni di Giunta Fontana saran ricordati per le migliaia di annunci dai risultati inesistenti.
    ma non condivido il continuare a cementare ulteriormente questa città.

    cerco da mesi programmi dei futuri amministratori, che spero mi facciano riporre la consonante al posto giusto non costringendomi quotidianamente a definirla “classe digerente”, quindi incapace di “dirigere” (e non comandare), cero un cenno su un’ipotetica cubatura zero.

    e quando scorgo il termine “parcheggio” mi allarmo.
    ricordo i proclami pre-tangentopoli prealpina, quelli della grande soluzione del parcheggio in Piazza Repubblica, oggetto ancor oggi, dopo 23 anni di “parolemiche”, ma soprattutto di “cedimenti”.

    perché?
    mi chiedo da cittadina che, peraltro proprio nel ’92, davanti a quella voragine annunciata dall’abbattimento dell’indimenticabile mercato coperto, scelse di abbandonare la mobilità a motore.
    perché oggi sono “costretta” a vivere in mezzo a ben tre rutilanti parcheggi (di cui uno privato ed ottenuto proprio con il recente piano (quello rimandato ad maiora… ma di cui i due pubblici a pagamento calmierato da 1 euro al gg), perché ancora percorrere una vecchia strada in disuso in tutto il mondo?

    ma, soprattutto, perché continuate a vender l’idea di parcheggi, quando la politica commerciale ha condotto alla chiusura di tutti i negozi storici della città, le botteghe familiari, i centri di aggregazione naturale.

    perché ci volete consegnare ancora l’idea di mobilità, laddove dovreste, proprio voi giovani, parlarci di “cultura della città” e di “mobilità umana”?

    con sempre tanta stima in un giovane, conto su riscontri.
    in azione.

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