Varese

Varese, Bilancio dei CReG, centrale il ruolo dei medici di famiglia

Un momento della conferenza stampa

Un momento della conferenza stampa

È passato meno di un anno dalla presentazione a Varese del progetto CReG - Chronic Related Group - i percorsi assistenziali personalizzati per le patologie croniche, che hanno consentito la nascita di cooperative formate da Medici di Famiglia per seguire al meglio i pazienti affetti da patologie croniche, prendendo in carico gli assistiti che si impegnano a sottoscrivere un’adesione concordata e formale al percorso assistenziale proposto, rispettando i protocolli previsti per la loro patologia.

La sperimentazione, voluta da Regione Lombardia, ha l’obiettivo di stabilire una continuità di azione a cominciare dalla cura personalizzata, fino a garantire il supporto necessario per la domiciliazione delle prestazioni con lo scopo di monitorare e consentire il controllo e la cura costante. I CReG permettono di assistere in modo ancor più appropriato questi pazienti con indiscutibili benefici per la sua salute e per tutta la comunità.

I CReG coinvolgono gli assistiti affetti da alcune malattie croniche - in particolare ipertensione arteriosa, diabete mellito, scompenso cardiaco, asma bronchiale e bronchite cronica ostruttiva – assicurando una gestione, efficiente ed efficace dei pazienti con le patologie sopraelencate. È stato infatti ampiamente dimostrato, che un’ottimale assistenza, è in grado di ridurre il tempo di insorgenza delle complicanze che possono invalidare la persona e ridurre qualità e aspettativa di vita.

Il Medico di Famiglia, coinvolto in questo progetto, opera con altri colleghi per offrire le prestazioni sanitarie necessarie e indispensabili per la cura delle cronicità. Molti i vantaggi di questa visione della cura, a partire dall’azione di rinforzo nel rapporto di fiducia con il Medico di Famiglia che propone un piano di cura personalizzato: il PAI – Piano Assistenziale Individuale, basato su un protocollo di cura e di indagini diagnostiche, condiviso con il paziente, attraverso il quale pianificare le attività volte a controllare al meglio la malattia cronica. Il Patto di cura viene perciò sottoscritto, proprio per dare maggiore forza al PAI e condividere l’impegno ad eseguire i controlli previsti e condivisi con il Medico di Famiglia, che, non è più solo un riferimento ma, di fatto, diventa un alleato nella cura della malattia cronica e si avvale di un Centro Servizi in grado di gestire le prenotazioni e gli appuntamenti relativi ai controlli periodici previsti e provvede a ricordare le principali scadenze.

Questa mattina sono intervenuti alla conferenza stampa la Dott. ssa Anna Maria Maestroni Direttore Sanitario ATS Insubria, il Dott. Patrizio Frattini Direttore Dipartimento Cure Primarie ATS Insubria, la Dott. ssa Maria Cristina Della Rosa Direttore Assistenza Medica di Base, il Dott. Mauro Pigni Presidente CVS Cooperativa Sociale Varese Salute, la Dott.ssa Giovanna Scienza vice Presidente CVS Cooperativa Sociale Varese Salute, il Dott. Mario Bernasconi Presidente COSMA 2000, il Dott. Leonardo Vegetti Presidente Gst – Gestione servizi territoriali sociosanitari SCA MMG.

22 marzo 2016
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