Varese

Varese, Giornata Mondiale Poesia, Carovana dei versi la celebra nel nome di Dada

Una storica edizione della Carovana

Una storica edizione della Carovana

In occasione della Giornata Mondiale della Poesia, pubblichiamo uno scritto che ci ha inviato Ombretta Diaferia, direttore editorialartistico “carovana dei versi – poesia in azione”:

 

A poche ore da quest’equinozio primaverile, per la prima volta in 120 anni anticipato, mi fermo a riflettere su una sollecitazione che questa settimana mi ha distolto dagli impegni programmati: “perché “carovana dei versi – poesia in azione” non comunica i suoi programmi per il 21 marzo?”.

La domanda, ovviamente, giunge da terra prealpina, abituata ad essere invasa da questo collettivo itinerante e corale, che dal 2004 attraversa lo stivale, promosso da UNESCO per la Giornata Mondiale della Poesia (21 marzo), ma attivo tutto l’anno.

Il lavoro svolto per portare avanti il progetto con un numero imbarazzante di poeti, ma non solo in questa landa, catalizza l’attenzione solo un giorno su 365 (366 quest’anno), mentre internazionalmente è seguito tutto l’anno.

Questa è dimostrazione di come nella città in cui son tornata ad operare con l’impresa culturale che conduco, si ricerchi la notizia eventistica senza prestar attenzione al percorso ed al lavoro costante e quotidiano: “carovana dei versi – poesia in azione” non è la Giornata Mondiale della Poesia, ma un lavoro di ricerca e sperimentazione letterario-artistico, non è intrattenimento, è cultura!

Ovviamente, per me, direttore artistico ed editoriale del progetto che ho ideato nel 2004 e per il quale ho ricevuto anche dei bei cazzotti in faccia perché non mi sono mai piegata alle illogiche imposizioni, tale “limitazione” è motivo di riflessione.

Per dieci anni ho addirittura coinvolto le istituzioni della città, portandone il nome ovunque e sentendomi chiedere sempre e costantemente “sicuri di essere proprio di Varese?”. In occasione del decennale, mi sono ritrovata davanti ad una singolare “situazione”: alcuni “ciarlieri” cercarono di ottenere il logo che UNESCO concedeva ad abrigliasciolta su attività che non rispondevano assolutamente alle caratteristiche richieste da UNESCO. Probabilmente perché non solo non le conoscevano, ma perché addirittura ne ricercavano solo il “prestigio”.

Mentre noi si lavorava tutto l’anno in carcere, nelle scuole, sul fronte editoriale e di ideazione e produzione performative.

Fu allora che con il collettivo si decise di celebrare il decennale anche a Varese e con performance di livello nazionale, sempre e solo con i nostri investimenti privati e con il know how di ogni singolo autore che vi aderiva, ma di non coinvolgere più in futuro chi la cultura dovrebbe promuoverla per mandato ed invece la “strumentalizza” per altri fini: lo scorso anno si procedette come sempre a far snodare il collettivo in invasioni del quotidiano e di affidarci a quella nuova forma performativa che portiamo avanti da oltre sei anni e per cui nuovamente portiamo alto il nome di varese in tutta la penisola e le isole, il poetry slam.

Questo dodicesimo anno, invece, lo spirito del collettivo itinerante e corale “carovana dei versi-poesia in azione” aderisce totalmente a quello DADA che lo ispirò sin dalla nascita e propone, anche nella giornata della celebrazione versificatoria con un unico principio: “NON SI PUÒ CAPIRE carovana dei versi-poesia in azione. LA SI DEVE SPERIMENTARE”.

Abbiamo parafrasato le parole del noto esponente del Dadaismo, Richard Huelsenbeck (23 aprile 1892 – 20 aprile 1974), per far dono anche quest’anno del risveglio comune della natura e della società. In spirito DADA, quindi, estemporaneo e sotterraneo con diverse attività al pubblico, ma secondo il fondamento di “carovana dei versi – poesia in azione” che si riflette totalmente nella dichiarazione del 1927 di Hugo Ball: «Con la poesia fonetica si rinuncia di primo acchito a una lingua corrotta dal giornalismo e resa impossibile. Dobbiamo ritirarci nell’alchimia più intima della parola, abbandonare addirittura anche la parola in modo da preservare così il campo più sacro della poesia». (“Die Flucht aus der Zeit” – La fuga dal tempo).

Il nostro progetto è giunto a maturità e proprio dopo dodici anni di “sfide e non successi” ha raggiunto totalmente il suo obiettivo culturale, che UNESCO sposa sin dalla nascita del collettivo: diffondere poesia in ogni luogo pubblico, dove la gente è alle prese con la propria quotidianità. Il nostro obiettivo era semplicemente sensibilizzare e far conoscere quest’azione che Bennis propose a Parigi quel giorno del 1999, che dal 2000 viene celebrata in tutto il mondo e che dal 2004 annovera anche il nostro progetto. Privato, non pubblico e che ha goduto di patrocini, esclusivamente perché mi son personalmente prodigata a sottoporre il lavoro che conducevamo all’attenzione di chi dovrebbe promuovere la cultura a livello istituzionale, ma che neppur conosceva l’esistenza della celebrazione.

Ed a guardar gli “eventi” in cartellone quest’anno, l’obiettivo è stato raggiunto: abbiamo creato un vero bisogno, anche in terra prealpina, di cui nessuno può più fare a meno: politici, organizzatori, registi… Ma non più poeti.

Infatti l’indebita “appropriazione” avviene proprio da parte di chi non conosce. E per noi la sfida in questi anni è stata creare un’eco nel risveglio dell’uomo che vuole portare alla sua comunità la “luce della parola”.

La parola che pesa, che si diffonde e che sopravvive al naturale corso del tempo e dei cambiamenti quest’anno più che mai per “carovana dei versi-poesia in azione” è viva e tra noi. Senza tanti proclami e rivendicazioni, che lasciamo a chi non opera quotidianamente con la parola, il collettivo itinerante e corale si insinuerà nella quotidianità di ogni uomo per consentire che la sperimentazione continui.

“carovana dei versi – poesia in azione” dedicherà alla sua terra di origine un’intera giornata, in cui la parola sarà sovrana in tutte le sue forme, in occasione dell’anniversario della nascita di Huelsenbeck: il volume ALOUD a cui il collettivo sta lavorando dal 2013, un vero e proprio manifesto della parola in azione e della poesia fonetico-visiva del XXI secolo.

Noi continuiamo nella rivoluzione a piccoli passi. In cultura civile, proprio come ci ha insegnato Ball «… nell’alchimia più intima della parola… in modo da preservare così il campo più sacro della poesia».

ombretta diaferia

direttore editorialartistico “carovana dei versi – poesia in azione”

 

NOTA DI PAROLA

Uno degli esempi di presenza del collettivo è rintracciabile in rete, a cui uno dei nostri storici carovanieri ha affidato la sua parola, prefatta da quella di uno dei nostri padri http://www.labottegadelbarbieri.org/oh-ah-la-giornata-mondiale-della-poesia/

Ed ai lettori varesereport regala questa composizione. Per leggere l’essenza che pervade il nostro lavoro collettivo ed itinerante

18×24 centimetri/punto uno

ho visto la carovana con le sue figure le sue parole i suoni i rumori e i colori .. un treno un teatro .. il piacere il brivido .. pugno aperto le bocche di scatto in coro ardenti versi smanacciati sibilati cantati .. pugno chiuso le voci si tacciono .. il fiume diventa un cavallo a briglia sciolta ..

ho visto una piazza cittadina scossa .. un mercato vociato .. poesie come un getto di piccole rose .. nel locale vinoso e birroso .. e quell’irrompere inesorabile tra affaccendati sottratti a .. ho visto curiosi e infastiditi .. piaciuti e compiaciuti .. impacciati e sfacciati ..

ho visto occhi illuminarsi .. bocche spalancarsi .. corpi abbracciarsi dentro le mura .. ho visto slam animati da pappagalli che esibivano il loro mascolino piumaggio .. e voci femminili ritmare nuovo oltre .. riprendendo una frase di Ferlinghetti che riprende l’attacco di “Urlo” di Ginsberg .. “Anch’io ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla noia a dei reading di poesia ..” e .. spensierato .. spoetato .. me ne sto lì seduto .. guardando un poeta mettersi il dito nel naso e frugacchiare .. dada dada dada ..

intanto si consiglia di fare esercizi ginnici in casa .. oppure di fare il percorso della salute intorno al lago di Varese .. e .. tra parentesi .. tempo permettendo .. di frequentare il circo osservando ben bene cosa fa il clown e con quali espressioni meglio raffigura i sussulti dell’anima ..

e .. Evviva Blu sui muri graffiati di blu …………………………

sandro sardella, marzo 2016

20 marzo 2016
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