Varese

Varese, Gazebo dell’associazione Evita Peron: retribuire il lavoro di mamma

Il gazebo in piazza XX Settembre

Il gazebo in piazza XX Settembre

Nel pomeriggio di domenica 13 marzo, dalle 15.30 alle 18.30, la rappresentanza varesina dell’associazione Evita Peron ha svolto nel Capoluogo, presso Piazza XX Settembre, un gazebo di propaganda orientato alla diffusione della petizione “Il lavoro di mamma va rettribuito”. Tale iniziativa verrà replicata sabato 19 marzo, dalle 15.30 alle 19.00, sempre a Varese presso la centrale P.zza Carducci.

La portavoce Antonella Bottarelli dichiara: “Nella realtà quotidiana il desiderio di maternità viene ostacolato in tutti i modi: attraverso la propaganda di modelli di famiglia folli e contro natura, attraverso la strenua difesa dell’aborto come “scelta individuale ed espressione di libertà di una donna”, attraverso il ricatto economico che moltissime aziende impongono “se vuoi il lavoro niente figli, niente maternità”, attraverso le iniziative politiche degli organismi internazionali, nazionali e locali interessati nei fatti più a importare e mantenere stranieri nella nostra comunità piuttosto che incentivare i nuclei famigliari connazionali a procreare”.

Continua la portavoce: “La popolazione residente italiana è arrivata a crescita zero; nel 2014 le nascite sono diminuite di quasi 100 mila unità, un minimo storico che non si registrava dal dopoguerra. Ciò non può che portare inesorabilmente alla morte della nostra società: senza figli non c’e’ futuro. Il bonus bebe non serve a nulla, le mamme non hanno bisogno di gesti caritatevoli da parte di chi dovrebbe tutelare le famiglie e attuare concrete politiche a loro favore. Difendere il diritto alla maternità ovvero sostenere economicamente la donna che liberamente decida di non “vivere” per strada lavorando fuori casa e sacrificando la vita familiare, ma che voglia essere solo moglie e madre, deve diventare priorità assoluta nella nostra società. Ricordiamo, se fosse necessario, che la madre di famiglia è esclusa da qualsiasi provvidenza, e’ l’unico lavoratore al mondo che non conosce ne salario ne garanzie previdenziali. Per questo noi chiediamo che ad ogni donna italiana che decida di rimanere a casa a curare i figli, la casa e la famiglia venga corrisposta un’indennità di maternità mensile di 500 euro a partire dal matrimonio ed un aumento di 300 euro al mese per ogni figlio nato fino al compimento del 18esimo anno di età. In fede al successo riscontrato domenica scorsa rinnoviamo l’invito a tutte le donne varesine ed in generale a tutti i cittadini sensibili alle nostre tematiche a frequentare, sabato 19 marzo ore 15.30/19.00 sempre in Città presso la centrale Piazza Carducci, il nostro prossimo presidio propagandistico”.

17 marzo 2016
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2 commenti a “Varese, Gazebo dell’associazione Evita Peron: retribuire il lavoro di mamma

  1. anna fraioli il 21 marzo 2016, ore 21:35

    L’Associazione Ass.Orientiamoci Onlus Sostegno Famiglia Neurologia​, sostiene da sempre questa idea sarebbe ora che anche qui ci si muove chi vuole aiutarmi per la diffusione e raccolta firme

  2. Sars il 30 marzo 2016, ore 01:38

    E fare una petizione in internet? Almeno così si può votare da tutta Italia

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