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Varese, “Cinema à la carte” di Giani, tutti i peccati di gola del grande schermo

Il giornalista Stefano Giani

Il giornalista Stefano Giani

Stefano Giani, giornalista del “Giornale”, che svolge attività di ricerca e didattica presso la cattedra di Storia dello spettacolo dell’Università degli Studi di Milano e specialista di temi trasversali ai generi cinematografici sabato 19 marzo alle ore 17.30 sarà alla Libreria Feltrinelli di Varese per presentare il suo ultimo libro sul cinema dal titolo Cinema à la carte -Percorsi tra film, storia e cibo, edito da Gremese (2015). A parlarne con l’Autore sarà presente Andrea Giacometti, direttore di Varesereport.

Amato, celebrato, dileggiato, processato: il cibo è un argomento onnipresente sul grande schermo, attraverso i generi e le epoche, dall’eros di 9 settimane e mezzo al romanticismo di Lezioni di cioccolato, al feticismo del thriller Feed.

Questo volume è il primo a ripercorrere la storia del binomio cinema-cibo sin dalle origini, citando decine e decine di film di varia provenienza, corredati da molte foto. Altri precedenti saggi sull’argomento si sono dedicati per lo più a un ristretto numero di film o hanno scelto uno stretto taglio filosofico.

Un tema originale, declinato in questo volume sotto profili diversi e con eccezionale ricchezza di spunti critici. Per capire come si mangia sul grande schermo. E cosa significa “cenare” al cinema.

Film in tutte le salse, insomma. E cinema da gustare. Cinema à la carte propone un’analisi ad ampio spettro di come si mangia e si è mangiato in celluloide fin dalla nascita della Settima arte. Concepito come un lungo pranzo, che parte dai fratelli Lumière per arrivare ai giorni nostri, il libro illustra per tematiche pellicole antiche e recenti, più o meno famose, in cui il cibo recita da protagonista svolgendo un ruolo preciso e passando di volta in volta a essere espressione di ricchezza o povertà. Sesso, amore o cannibalismo. Vendetta, crudeltà, diplomazia. Adulterazione e purezza. dalla fantascienza del pioniere Georges Méliès all’uso che del cibo fecero Chaplin e John Ford, da Babette ai pranzi etnici tanto di moda – tra i quali spiccano quelli della sfida franco-indiana di Amore, cucina e curry.

Stefano Giani racconta con dovizia di particolari e di notazioni i pasti “cinematografici” di ieri e di oggi, tra storia, costume, società e gastronomia. Tanti spunti per capire come si “mangia” un film. E cosa significa cenare al cinema, cioè mangiare “con gli occhi”.

16 marzo 2016
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