Varese

Varese, “I suoceri albanesi”, vince e convince Pannofino, piccolo borghese di sinistra

Un momento della commedia all'Apollonio di Varese

Un momento della commedia all’Apollonio di Varese

Applausi a scena aperta, ripetuti e convinti, hanno salutato ieri sera, al Teatro Apollonio di Varese, la divertente commedia di Gianni Clementi “I suoceri albanesi…due borghesi piccoli piccoli”, con la regia di Claudio Boccaccini, un simpatico apologo sull’Italia di oggi, un Paese che si confronta con la società multietnica e multirazziale portandosi dietro tutto il suo peso di pregiudizi, timori, luoghi comuni. Un commedia divertente che è giunta a Varese dopo le cento repliche in giro per l’Italia.

E’ la storia di un piccolo borghese di sinistra, il cinquantenne Lucio, consigliere comunale, sposato con la creativa moglie Ginevra, e con una figlia sedicenne, Camilla. Una famiglia italiana che, per un guaio in bagno, incontrano due operai albanesi Igli e il nipote Lushan, diciottenne che si innamora di Camilla e “mette su famiglia” con lei. Una trama esile, all’apparenza, ma che viene valorizzata alla grande da una compagnia in cui tutti i ruoli sono impersonati con bravura e tempi teatrali perfetti.

Protagonista assoluto è un attore caro ai varesini dopo il film “Il Pretore”, Francesco Pannofino, che ripropone in questa commedia il suo cliché, il romano vitale e un po’ cialtrone, politicamente corretto (nel suo passato c’è una militanza nella Fgci), ma con pregiudizi duri a morire. Accanto a lui un’affascinante Emanuela Rossi, che spesso sogna di essere un’aggressiva “milfona”, ma che alla fine è la classica mamma italiana. A farle il controcanto un’amica coetanea un po’ sbalestrata, proposta con gusto da Silvia Brogi.

Ma bravi davvero sono stati anche quelli che potremmo definire i caratteristi (cioè la colonna portante di cinema e teatro comico in Italia), che sono talmente in gamba che totalizzano il maggior numero di applausi nel corso della commedia. A partire dal colonnello in congedo omosex proposto da uno stupendo Andrea Lolli. Per non parlare dei due operai albanesi,  Igli, impersonato da uno stupendo Maurizio Pepe, e il nipote diciottenne Lushan, interpretato da Filippo Laganà. Brava anche la giovane figlia irrequieta e sensibile, Elisabetta Clementi.

12 marzo 2016
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