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Varese, Fascine nel Lago di Varese, d’ora in poi più persico per tutti

Il lago di Varese

Il lago di Varese

La posa in acque delle fascine di olmo utili per la deposizione delle uova del pesce persico è un’operazione che i pescatori della Cooperativa del Lago di Varese compiono da oltre cento anni. La posa, avvenuta questo pomeriggio, ha rappresentato la prima attività del “Modello di rilancio dell’economia del Lago di Varese”, progetto finanziato da Fondazione Cariplo, che verrà attuato dalla Cooperativa dei Pescatori e con la Fondazione Istituto Insubrico di Ricerca per la Vita nel ruolo di ente capofila.

«Questo progetto – ha dichiarato Paolo Giorgetti, Amministratore della Cooperativa dei Pescatori – ha diversi obiettivi. Da un lato la riduzione delle specie ittiche alloctone e invasive e dall’altro l’immissione e ripopolamento di specie tipiche e pregiate quali appunto il Persico. Oggi abbiamo eseguito un’operazione che i pescatori effettuano ogni anno proprio in questo periodo e che solo loro, grazie alla loro esperienza e perfetta conoscenza del lago, possono fare. Le fascine, infatti, devono essere adagiate in acqua in zone ben precise e andranno a formare un habitat protettivo per le uova, che in tal modo saranno al sicuro dai predatori».

Alle operazioni di posa ha assistito anche Angelo Carenzi, Presidente della Fondazione Istituto Insubrico di Ricerca per la Vita, il quale ha spiegato che «la Fondazione ha tra i propri scopi quello di promuovere la ricerca medico scientifica in tutte le sue espressioni e contribuire alla diffusione della cultura scientifica. Questo progetto rappresenta un esempio interessante, poiché rispetta esattamente questi due aspetti».

Il “Modello di rilancio dell’economia del Lago di Varese” prevede anche un tipo di attività che si tradurrà in una serie di battute di pesca selettiva, condotte con una metodologia diffusa fino alla fine degli anni Cinquanta e che prevede l’utilizzo di una imbarcazione in grado di “ospitare” fino a 6 pescatori; oltre a iniziative nelle scuole dei Comuni rivieraschi, finalizzate a coinvolgere i ragazzi su progetti tesi al recupero della storia, della tradizione e della conoscenza dell’ambiente naturale locale.

 

2 marzo 2016
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