Varese

Varese, 200 anni di Varese Città, li celebra un’originale scultura targata Lavit

Da un'idea di Alberto Lavit, ecco la scultura di Veronica Mazzucchi

Da un’idea di Alberto Lavit, ecco la scultura di Veronica Mazzucchi

L’Associazione Culturale Parentesi, in collaborazione con lo Spazio Lavit, ha realizzato un’opera d’arte in occasione della celebrazione dei duecento anni dall’elevazione di Varese a città. L’auspicio è che l’amministrazione comunale accolga questa proposta artistica e valuti l’opportunità di un suo uso pubblico.

Una ricorrenza così importante deve includere anche iniziative culturali che valorizzino Varese e la sua storia. Proprio per rendere ancora più importante questo anniversario è stata elaborata una scultura ad hoc.

Nata da un suggerimento di Alberto Lavit e realizzata dall’artista e socia Veronica Mazzucchi l’opera, una piccola scultura in ceramica smaltata, si presenta come una figura elegante e dinamica. Il movimento vibrante di linee semplici che si incontrano dando vita ad un corpo esile e minimale, una personificazione che avviene grazie all’intreccio della lettera V e della lettera A, sormontate da una piccola sfera.

Un gioco naturale di prolungamenti e torsioni forma così da una parte l’iniziale della nostra città (e provincia), dall’altra rappresenta una persona, simbolo che richiama tutti i cittadini. Il materiale utilizzato restituisce una superfice lucida con dei lievi passaggi cromatici che impreziosiscono la scultura, rendendola molto accattivante.

Quest’iniziativa si aggiunge alle numerose proposte culturali che l’Associazione Parentesi sta portando avanti dal 2011, cercando sempre di più un contatto con la città e con i cittadini. E’ importante che Varese ricordi questo bicentenario, sicuramente un’opera d’arte potrebbe essere il modo per farlo in maniera unica, eccezionale e di alto livello.

Veronica Mazzucchi, classe 1975 con studio a Vedano Olona. Lavora sia a livello pittorico che scultoreo su un’immagine del corpo che nasce dalla visione di anime e corpi feriti, un’urgenza del fare arte che si manifesta nel suo segno e nella scelta dei materiali, spesso di riutilizzo. Una ricerca profonda che lei stessa definisce il risultato di un percorso artistico e terapeutico. Una cura del corpo che parte dalla cura della mente.

2 marzo 2016
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