Lavena Ponte Tresa

Lavena Ponte Tresa, “Senza filtro”, uno spettacolo dedicato ad Alda Merini

Un momento dello spettacolò

Un momento dello spettacolò

Dopo lo straordinario successo di Butterfly di Silvia Priori che ha aperto “Pontestorie – Rassegna di teatro comtemporaneo” organizzata da Teatro Blu, arriva il secondo appuntamento con un altro bellissimo spettacolo “Senza filtro” della Compagnia Eccentrici Dadarò, dedicato alla straordinaria poetessa Alda Merini, che andrà in scena sabato 5 marzo alle h 21 presso la Sala comunale polifunzionale Bennet in via Colombo 42/D a Lavena Ponte Tresa.

E’ la storia di una donna che fu un inno alla Vita e all’Amore. Una vita, quella di Alda Merini condannata e salvata dalla sua stessa poesia. Ingresso € 10 gratuito fino ai 18 anni

“Senza filtro. Uno spettacolo per Alda Merini” di Fabrizio Visconti e Rossella Rapisarda, è interpretato dalla stessa Rossella Rapisarda, con musiche dal vivo Marco Pagani e regia di Fabrizio Visconti. Una coproduzione Arterie CIRT – Ass. Cult. Ca’ Rossa, con il Contributo di Regione Lombardia Progetto NEXT 2012.

1 novembre. È “la notte dopo”. L’ultimo appuntamento per chiudere una storia, per mettere un finale a un libro di appunti scritti giorno per giorno, attimo per attimo, battito per battito. Pagine che in un istante volano via.

Il luogo dell’appuntamento: il Bar Charlie, sui Navigli di Milano, dove l’Alda passa giornate a scrivere, parlare, ridere, incontrare, fumare, consumare la sua voglia di stringere in mano una vita troppo spesso lontana dal mondo. I protagonisti: un angelo custode e “l’Alda”.

Ma oggi è “dopo”. È tutto vuoto al bar. Nemmeno un caffè. Dove sono finiti il Pier, la Ginetta, il Renato, il Giancarlo, dov’è l’Alda?

Eppure sembra ancora di sentirle quelle voci e di rivederle quelle facce, facce in bilico, facce incompiute, facce di anime amanti di un amore senza filtro, che non si protegge dalla vita, di un amore vietato, perché troppo amore ti cambia, ti rende diverso, ti rende pericoloso.. e allora meglio rinchiuderli quelli così, meglio rinchiuderli dentro una casa, dentro un ruolo, dentro una corsia di manicomio, dentro un bar.

Due sedie, una macchina da scrivere, un finale da trovare. Ora. L’epilogo del libro di una vita e l’Alda non c’è.. o forse aspetta che il suo custode, quello strano clown che non capisce bene come funziona la vita, impari a fumare.. Fantasmi, angeli, uomini… oggi la terra sembra non essere mai stata tanto vicina al cielo. E quella musica del Charlie.. sembra quasi di sentirla ancora.

 

 

 

 

 

 

 

1 novembre. È “la notte dopo”.

 

L’ultimo appuntamento per chiudere una storia, per mettere un finale a un libro di appunti scritti giorno per giorno, attimo per attimo, battito per battito. Pagine che in un istante volano via.

 

Il luogo dell’appuntamento: il Bar Charlie, sui Navigli di Milano, dove l’Alda passa giornate a scrivere, parlare, ridere, incontrare, fumare, consumare la sua voglia di stringere in mano una vita troppo spesso lontana dal mondo.

 

I protagonisti: un angelo custode e “l’Alda”.

 

Ma oggi è “dopo”. È tutto vuoto al bar. Nemmeno un caffè.

 

Dove sono finiti il Pier, la Ginetta, il Renato, il Giancarlo, dov’è l’Alda?

 

Eppure sembra ancora di sentirle quelle voci e di rivederle quelle facce, facce in bilico, facce incompiute, facce di anime amanti di un amore senza filtro, che non si protegge dalla vita, di un amore vietato, perché troppo amore ti cambia, ti rende diverso, ti rende pericoloso.. e allora meglio rinchiuderli quelli così, meglio rinchiuderli dentro una casa, dentro un ruolo, dentro una corsia di manicomio, dentro un bar.

 

Due sedie, una macchina da scrivere, un finale da trovare. Ora. L’epilogo del libro di una vita e l’Alda non c’è.. o forse aspetta che il suo custode, quello strano clown che non capisce bene come funziona la vita, impari a fumare..

 

Fantasmi, angeli, uomini… oggi la terra sembra non essere mai stata tanto vicina al cielo.

 

E quella musica del Charlie.. sembra quasi di sentirla ancora

2 marzo 2016
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