Varese

Varese, “Possibile” in campo: Galimberti? Super-centro con strabismo a destra

Zocchi e Maran in conferenza stampa

Zocchi e Maran in conferenza stampa

“Possibile”, il movimento fondato da Pippo Civati, si è presentato questa mattina a Varese con una conferenza stampa che si è tenuta presso la sede varesina dell’Arci. A rappresentare questa giovane realtà che si muove a sinistra del Pd, ma che rimarca le distanze da altre iniziative che si collocano nella medesima area politica, intervengono Jacopo Zocchi, portavoce di Possibile Varese – Comitato Alex Langer, e Giorgio Maran. Presente all’incontro anche Annachiara Cavallone, assessore nel Comune di Daverio.

Ne parla, guardando alle prossime elezioni amministrative, Giorgio Maran, tranciante nei confronti del candidato sindaco del centrosinistra, Davide Galimberti: “Un super-centro con strabismo a destra”, definisce il programma dell’avvocato uscito vittorioso dalle primarie varesine. “Non ci piace il modello del partito della nazione, né la candidatura a Milano di Sala, ex direttore generale del Comune con il centrodestra, esperienza a cui Galimberti non fa mistero di richiamarsi”. Quanto poi alla sinistra-sinistra (la lista che si sta formando con esponenti della sinistra radicale) Maran dichiara: “Manteniamo aperto il dialogo con loro, ma non nascondiamo qualche riserva. Abbiamo sentito parlare di giovani trotzkisti, come si può costruire qualcosa in questo modo? Occorre vedere che strada imboccheranno”.

Così, Maran conclude dicendo che “potrebbe essere meglio restare nelle piazze e fare i banchetti su grandi battaglie”. Non manca un cenno all’eventuale ballottaggio: “ci deve anche essere interesse a coinvolgerci. Ma se il confronto sarà su temi per noi prioritari, se ne potrà parlare”.

Jacopo Zocchi, portavoce di Possibile Varese – Comitato Alex Langer, illustra la nuova piattaforma online di partecipazione che ha l’obiettivo di praticare un nuovo modo di fare politica, riportando il potere di decidere nelle mani dei cittadini e convogliando le energie migliori della società per metterle al servizio di tutti: “Abbiamo scelto di ripartire da zero, dalla partecipazione democratica delle persone alla politica, troppo spesso lasciata in mano a interessi e trame lontanissime dai cittadini. Nel nostro simbolo c’è un uguale a rappresentare l’uguaglianza in ogni campo. Ci battiamo per il reddito minimo garantito e la progressività fiscale, per la libertà e i diritti di tutti: siamo per il matrimonio egualitario, una legge sul fine-vita e la legalizzazione della cannabis.

Proprio sul tema dell’uguaglianza e dei diritti civili la giunta di Varese ha scelto di distinguersi, naturalmente in negativo, negando il patrocinio al Pride. E ancora” prosegue Zocchi “ci batteremo per il Sì al referendum del 17 aprile per dire basta alle trivelle in mare, che sarebbero sbagliate sia dal punto di vista ambientale che economico: serve investire nella riconversione energetica dell’economia, non finanziare inceneritori e combustibili fossili”.

Infine i giovani attivisti di Possibile hanno presentato la loro prossima iniziativa pubblica che sarà il 7 marzo alle ore 21 nella sede Arci di via Monte Golico, con l’incontro ‘Legalizzare con successo – La cannabis dal Colorado all’Italia’. La serata prevede la partecipazione di Gabriele Guidi che illustrerà la proposta di legge sulla legalizzazione, Luca Marola autore del libro ‘Legalizzare con successo’ e Marco Moscatelli gestore di un grow-shop e inventore del marchio Val di Matt.

27 febbraio 2016
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7 commenti a “Varese, “Possibile” in campo: Galimberti? Super-centro con strabismo a destra

  1. Rocco Cordì il 28 febbraio 2016, ore 09:57

    Sono daccordo con Maran e penso che la sfida per Varese di una sinistra capace di dire cose di sinistra non possa essere oscurata o impedita dalla eventuale presenza di un giovane trotzkista che, tra l’altro, sarei curioso di conoscere. Mi sembra più importante verificare le possibili convergenze sull’idea di città che vogliamo costruire, sui punti programmatici che segnino una netta rottura con il passato. Un passato rappresentato da chi ha governato, ma anche da chi – agitando il nuovismo – non sa indicare strade alternative. Per costruire qualcosa di nuovo a sinistra basterebbe anteporre il confronto sui contenuti …i percorsi e le identità dei singoli contano certo, ma non al punto da costituire un ostacolo insormontabile.

  2. ombretta dg il 28 febbraio 2016, ore 12:26

    magari non gli ultimi due mesi come ripiego, ma dopo un bel percorso comune?
    vista l’età mi sa che non è ben chiaro il concetto di trotzlista.
    oppure non conosco io il significato di un neologismo…

  3. Roy il 28 febbraio 2016, ore 16:16

    “l’eventuale presenza di un giovane trozkista…”
    Massimo rispetto per Trotsky ma per una formazione che avrà come scopo quello di togliere a Galimberti e al PD i voti necessari per sconfiggere la Lega a Varese penso che non sarà un problema

  4. Marcello il 28 febbraio 2016, ore 18:13

    Per costruire qualcosa di sinistra basta non fare quello che fa il governo Renzi. Incominciare ad occuparsi seriamente delle famiglie,dei cassaintegrati dei disoccupati ,dei senzatetto,dei giovani,ma sopratutto riformare la pubblica amministrazione fonte di debito pubblico e con i risparmi abbassare le tasse alle famiglie che fanno i salti mortali per tirare fine mese. Le pensioni dei lavoratori si possono ridurre a piacere quelle dei burocrati e deputati, parassiti della societa’ non si toccano.Se non si entra in questa ottica sara’ un fallimento ogni tentativo di cambiamento

  5. a.g. il 28 febbraio 2016, ore 19:07

    Sottoscrivo questo post

  6. Rocco Cordì il 29 febbraio 2016, ore 21:24

    Mi spiace deludere Roy ma la “formazione” non ha lo scopo di “togliere voti a Galimberti e al PD” per due ragioni: 1) i voti sono liberi ed è davvero strano che un “democratico” oltre a non cosiderarli tali ricorra ad un concetto “proprietario”; 2) per sconfiggere la Lega e i suoi alleati (compreso l’NCD, quello rincorso dal PD per oltre un anno, do you remember?) non basta un volto nuovo (mai visti così tanti in giro), ma idee e programmi che mettano davvero la parola fine alle loro pratiche e scelte dii governo.

  7. Roy il 1 marzo 2016, ore 10:25

    Nessuno può mettere in dubbio l’onesta intellettuale e l’impegno politico di Rocco Cordì.
    Ma “si licet parva…”: Ralph Nader correndo da solo – da “puro e duro” – in quattro elezioni presidenziali in Usa ha messo ogni volta in pericolo il candidato democratico ed è riuscito a far eleggere Bush; Bernie Sanders, lavorando come candidato all’interno dei democratici è riuscito a spostare i temi della campagna in senso realmente progressista.
    Credo però che “Possibile” a Varese sarà una risorsa progressista efficace, senza pensare che tranne se stessi “tanto sono tutti uguali”…

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