Varese

Varese, Gli organizzatori del Gay Pride: andiamo avanti, anche senza Comune

Il lancio del Varese Pride

Il lancio del Varese Pride

Dopo la notizia del no al patrocinio da parte del Comune di Varese, è pronta la reazione del Coordinamento Varese Pride:

Oggi in giunta il Comune di Varese ha negato all’unanimità il patrocinio al Varese Pride. Dopo il patrocinio, nelle scorse edizioni, al Pavia Pride di Comune e Provincia e il patrocinio di svariati Comuni, della provincia e del consiglio regionale della Lombardia al Milano Pride degli anni passati, nonché dell’ambasciata di Svezia, siamo, al momento, l’unico pride lombardo a partire senza un appoggio istituzionale.

Solitamente l’amministrazione comunale aderisce sempre convintamente, all’Italia e all’Estero, con il sindaco in prima linea pronto a rappresentare tutti i cittadini.

Avevamo chiesto un supporto istituzionale e un’analisi oggettiva della nostra richiesta: aderire per supportare tutti i cittadini indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, una minoranza che è parte integrante del tessuto sociale della città e del Paese tutto e che rivendica diritti e uguaglianza. Il Comune ha perso l’opportunità di essere dalla parte giusta della storia e lo ha fatto con un voto unanime, come a voler chiudere gli occhi davanti ai propri cittadini che non sono eterosessuali.

“La motivazione addotta dalla giunta sul fatto che si tratterebbe “di un argomento controverso, che vede un dibattito a livello nazionale, che non mette tutti d’accordo” non regge: ovviamente, quando c’è da patrocinare convegni sulla fantomatica ideologia gender, già smentita a livello nazionale e internazionale, o da approvare mozioni a difesa della famiglia naturale, come se esiste un unico modello di famiglia univoco e perfetto, di colpo svaniscono tentennamenti e paure.

Nonostante anche questo sia un argomento controverso, l’apporto del Comune non è mai mancato. Essendo che la decisione è stata presa addirittura all’unanimità, è evidente che questa è una posizione presa per tenere la linea di chi illumina il Pirellone con frasi indegne” – puntualizza Giovanni Boschini del Coordinamento Varese Pride -. Rispediamo al mittente le accuse sul fatto che l’evento sia una pagliacciata o di cattivo gusto: Il significato del Pride va ben oltre il concetto distorto e il pregiudizio descritto dai nostri detrattori, che si basano esclusivamente su immagini reperite su internet o viste alla tv, visto che l’evento non ha mai avuto luogo a Varese: i pride rivendicano semplicemente il fatto che i gay, le lesbiche, i bisessuali e i transessuali debbano avere una propria dignità e la stessa uguaglianza rispetto alle altre persone.

Il significato di questo evento è profondo e deriva dai Moti di Stonewall, dalle repressioni della polizia americana nei confronti degli omosessuali negli anni ’60. Il nostro corteo è per chiedere un’inclusione sociale maggiore e gli stessi diritti dei cittadini eterosessuali.

Ovviamente, ci preme ricordare che il patrocinio non è un’autorizzazione a procedere: il Pride si farà e aspettiamo tutti i cittadini, nessuno escluso, il 18 giugno, per prendere parte al nostro corteo colorato.

 

 

23 febbraio 2016
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