Varese

Varese, 93 gli esuberi della Provincia, i sindacati lanciano l’allarme

La conferenza stampa in Provincia

La conferenza stampa dei sindacati in Provincia

Sindacati e Rsu della Provincia di Varese parlano di “una situazione di grave disagio”. Ne parlano con i giornalisti al termine di una partecipata assemblea del personale che si è appena conclusa a Villa Recalcati, e a parlarne sono Raffaella Bonetto della Cgil Fp, Flavio Pandolfo e Gianna Moretto della segreteria Cgil, Lorenzo Raia della segreteria Uil Fpl e Emilia Lagella della Cisl.

Fondamentali sono i numeri: sono 93 i lavoratori della Provincia in esubero (sono circa 500 in tutta la Lombardia). Un numero che sembra in contrasto con le dichiarazioni rassicuranti sul futuro dei dipendenti fatte dal vertice di Villa Recalcati. Ad essere colpiti i lavoratori della Polizia provinciale, alcuni lavoratori dei settori Cultura e Turismo, ma soprattutto i lavoratori dell’Agenzia formativa, che conta ben 69 esuberi , di cui almeno 33 dipendenti in distacco dall’ente (oggi si è ventilata la possibilità che l’agenzia possa essere privatizzata). Una situazione allarmante, di cui i sindacati cercano di individuare le cause e le responsabilità.

Alla radice la serie di iniziative dei governi per abolire le province, un processo che la Bonetto definisce “un processo di riordino caotico e sciocco”. Tutto parte dal “Salva Italia” del governo Monti nel 2011 e viene rafforzato dalla Legge Del Rio di due anni fa. Dopo sei mesi di incontri si arriva all’accordo con la Regione del 15 dicembre 2015. “Ma da quel momento – dice ancora la Bonetto – non si sono più avute indicazioni su cosa si sta dicendo ai tavoli”. Infatti ai tavoli provinciali per gestire la crisi non sono ammessi i sindacati a causa del niet da parte del Pirellone, mentre la Provincia si era dichiarata disponibile.

Ora coloro che sono in esubero devono iscriversi alla piattaforma per essere ricollocati, un’iscrizione possibile fino ad oggi. La piattaforma nazionale consente un incontro tra domanda e offerta, ma restano punti interrogativi circa i profili professionali degli esuberi. Infine resta un problema circa i 71 pensionamenti e prepensionamenti stabiliti in maniera unilaterale e gestiti in modo approssimativo.

 

 

 

19 febbraio 2016
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