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Regione, Bonus bebè, Cattaneo: da padre adottivo mi sento discriminato

famiglianaturaleIl bonus bebè agita la maggioranza di centrodestra al governo del Pirellone. “E’ una misura a sostegno della natalita’. Altre sono le misure a sostegno della famiglia. Questa e’ una misura specifica per la natalita’”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, questa mattina, a margine dell’evento, promosso da Confcommercio, ’Insieme protagonisti della ripresa”. Il no del bonus alle famiglie adottive fa discutere.

“Siamo nella fase di definizione delle nuove misure del Reddito di autonomia per il 2016 – ha proseguito Maroni – Abbiamo messo 200 milioni di euro. A chi critica dico di andare a vedere cosa hanno fatto le altre Regioni, cioe’ zero. Siamo nella fase di revisione; tutte le proposte e le buone idee vengono discusse e valutate, ma non e’ un errore ne’ una contraddizione, perche’ quella e’ una misura per la natalita’”.

Gli fa eco l’assessore al Reddito di autonomia e Inclusione sociale di Regione Lombardia, il forzista Giulio Gallera; “Il bonus bebe’ e’ una misura che abbiamo messo in campo a sostegno della natalita’, quindi e’ evidente che i destinatari fossero le persone che si trovavano nella condizione di aspettare un bambino e che, per questo, avessero delle difficolta’ economiche”. “Chi adotta un bambino – ha sottolineato Gallera- viene valutato dai Tribunali, perche’ ha la capacita’ economica di far fronte alle necessita’ di quest’ultimo. E chi adotta, lo fa consapevole del fatto che ha la possibilita’ di mantenerlo. Quindi ci sembra paradossale questa polemica”. 

Prende la parola il presidente del Consiglio regionale, l’Ncd Raffaele Cattaneo: “Le famiglie adottive vanno sostenute e incentivate. Bene ha fatto il gruppo NCD in Consiglio Regionale a porre la questione. Difficile comprendere che le famiglie adottive vadano escluse dal bonus bebè perché questa sarebbe una misura a favore della natalità. Comunque se la via per sostenerle deve essere un’altra più specifica ben venga. Purché non sia un modo per buttare la palla in tribuna. In un tempo in cui stiamo insieme combattendo l’idea che la maternità surrogata e l’utero in affitto siano una via più semplice per risolvere i problemi dell’infertilità, le coppie che scelgono di accogliere come figli propri dei bambini già nati che non possono essere accolti dai loro genitori biologici non solo non possono essere in nessun modo discriminate, ma devono sentire le istituzioni al loro fianco, la regione in prima fila, per superare le mille difficoltà che già devono affrontare. Lo dico da padre adottivo e da socio fondatore e consigliere di un ente autorizzato che ha accompagnato centinaia di famiglie adottive. Chi non ha provato non ha idea delle mille difficoltà, della burocrazia, dei costi…”

Tranciante la chiusura di Cattaneo: “Da padre adottivo non mi sento affatto discriminato dalle parole di Maroni – come qualcuno sostiene per strumentali ragioni politiche – ma mi sentirei certamente discriminato da una Regione che non facesse abbastanza per stare concretamente al fianco di chi sceglie la via difficile eppure meravigliosa dell’adozione”.

15 febbraio 2016
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4 commenti a “Regione, Bonus bebè, Cattaneo: da padre adottivo mi sento discriminato

  1. Rocco Cordì il 16 febbraio 2016, ore 15:56

    Evidentemente l’emerito presidente della Regione non sa che anche i bimbi adottati nascono! A meno che il suo concetto di natalità non sia uguale a quello della “buonanima” che lo associava alla “donna fattrice”.

  2. Sergio ghiringhelli il 17 febbraio 2016, ore 07:53

    Mi sembra che il punto di vista del Presidente Maroni sia più che condivisibile.
    Parte dal presupposto che la situazione economica di chi ( pur lodevolmente) adotta un bimbo sia attentamente vagliata dal Tribunale , che né accerta la capacità di mantenimento sia finanziaria che morale.
    E dunque non necessita di un aiuto per sostenerne il reddito.
    Penso comunque , che si possa anche pensare un’idoneo provvedimento per questa fattispecie , magari non legata al concetto di natività e con limiti di età per i bimbi adottati.
    Per l’elementare concetto contenuto dal provvedimento che viene chiamato — Bonus Bebè-
    Ben vengano comunque , tutte le altre misure a sostegno delle famiglie. Introducendo magari ,maggior defiscalizzazioni per i nuclei numerosi.

  3. Rocco Cordì il 18 febbraio 2016, ore 00:21

    Il punto non è il reddito, caro Ghiringhelli, perchè se così fosse per escludere i “ricchi” che adottano basterebbe differenziarlo per fasce di età. Il provvedimento è assurdo e disciminatorio perchè distingue tra bambini nati e bambini adottati, come se -appunto- questi ultimi non lo fossero.

  4. Rocco Cordì il 18 febbraio 2016, ore 00:23

    refuso…intendevo per fasce di reddito e non di età.

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