Varese

Varese, Lanciato il primo Gay Pride. “Chiediamo a Comune e Provincia di patrocinarlo”

Gli organizzatori dell'iniziativa

Gli organizzatori dell’iniziativa

Si svolgerà sabato 18 giugno il primo Varese Pride in città. Una grande manifestazione che è stata lanciata ieri sera a Varese, presso il locale Il Salotto in viale Belforte, dagli attivisti dell’associazione Insubria LGBT, tra i promotori pro legge sulle Unioni civili che si è tenuto il 23 gennaio nell’ambito della mobilitazione nazionale “Svegliati Italia”. Un evento che per la prima volta porterà nelle strade e nelle piazze gay e lesbiche.

“Speriamo che dopo il gesto estremo del Pride, Varese diventi una città più rispettosa dei diritti”, dice Giovanni Boschini, 24 anni, uno degli organizzatori della manifestazione. Spiega che quello di Varese sarà il terzo Pride dopo quelli di Milano e di Pavia, e si terrà nella città giardino una settimana prima di quello della metropoli meneghina.

Temi del Pride quelli dei diritti individuali e della differenza, ma soprattutto, come sottolinea Boschini, “una Varese città più aperta ed inclusiva”. Da questo punto di vista “speriamo che venga un’indicazione in questo senso dalle istituzioni – continua il giovane – dato che abbiamo chiesto di concedere il patrocinio a Comune e Provincia di Varese”.

Oltre al Varese Pride, annunciata anche una novità: dopo 15 anni, rinasce a Varese una sede dell’Arci Gay, “che certamente sarà un punto di riferimento in città – conclude Boschini – per gay e lesbiche, bisex e trans, ma anche per tutti coloro che sono impegnati per affermare i diritti”.

 

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7 febbraio 2016
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4 commenti a “Varese, Lanciato il primo Gay Pride. “Chiediamo a Comune e Provincia di patrocinarlo”

  1. alberto l. il 7 febbraio 2016, ore 09:54

    Per i 200 di Varese città mi sembra un’ottima cosa

  2. ombretta dg il 7 febbraio 2016, ore 15:22

    sempre di più dei 100 che sfilan a ritmo di tamburino e sferrar colpi verso il prossimo:
    “una Varese città più aperta ed inclusiva” ad oggi, se proprio bisogna trascendere nel quantitativo (alias consultativo) rappresenterebbe il doppio di “una Varese città chiusa ed esclusiva”! (se democrazia fosse!)

  3. alberto l. il 7 febbraio 2016, ore 17:49

    Ombretta io mi riferivo al compleanno di Varese che compie 200 anni!

  4. ombretta dg il 8 febbraio 2016, ore 15:29

    (alberto confermo che è proprio quel che hai scritto)
    ma mi hai offerto il piatto ed ho attualizzato il fatto, visto l’amore per i numeri: benché abbia ben 200 anni la città continua a soffrir di “chiusura” e personalmente reputo questo, invece, ottimo esempio di apertura, non di esclusione ed esclusività!
    (ma le chiavi e le ha il girometta questa settimana!)

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