Varese

Varese, Univa: “caute e conservative” le prospettive delle imprese

Al centro il presidente Comerio. Alla sua sinistra il direttore Gandini

Al centro il presidente Comerio. Alla sua sinistra il direttore Gandini

Uno sguardo sull’economia locale, quello dell’Unione Industriali della Provincia di Varese, molto interessante. Si è conosciuto, ieri, nel corso della tradizionale conferenza di inizio d’anno, tra l’altro la prima volta del neo-presidente, Riccardo Comerio. Significativo il dato che esce dall’indagine congiunturale relativa all’ultimo scorcio del 2015: le aspettative delle imprese per i primi mesi dell’anno in corso, sono “caute e conservative”. Un atteggiamento prevalente, un “sentiment”, come dicono in Univa, ben fondato, non c’è che dire.

Gli imprenditori della locale Confindustria si presentano con una “bilancia della competitività locale” che su un braccio ha negatività e sull’altro le positività, i vantaggi. Il presidente Comerio insiste sui fattori positivi, ma i limiti e le penalità ci sono, e sono forti. Il calo del petrolio? Considerato che nel prezzo la materia prima incide ben poco in Italia, finisce quasi per essere una penalità rispetto ai nostri competitori. Eclatante poi il dato sulla Cina: quando sarà “economia di mercato” rischia di tagliare addirittura 5700 posti di lavoro qui da noi. C’è poi la tentazione di vivere di rendita, per non parlare della burocrazia giurassica.

Cautela? si chiede al presidente: “No, non cautela, ma sano realismo”, risponde Comerio. Un realismo che, appunto, spiega quelle aspettative “caute e conservative”. Perchè se poi si guardano i vantaggi, vantaggi lo sono fino ad un certo punto. Emblematico il caso di Malpensa: il presidente Comerio dichiara che “deve essere un hub internazionale”. Fuori tempo massimo? Un vecchio sogno nel cassetto con molte criticità? “Non è detto – risponde il presidente – che se c’è un fattore negativo non lo si possa rigettare se non è funzionale allo sviluppo futuro”. A tale proposito, e per rilanciare, ancora una volta l’hub, “Univa farà sentire la sua voce in tutti i tavoli”. Sulla base di numeri che aumentano e, come dice il direttore Gandini, il fatto che “la rete dei collegamenti sta per essere completata con il collegamento tra T1 e T2″.

Ci sono poi le priorità, dieci, che Univa pensa di giocare per vincere la sfida del futuro: allora si parla di “Fabbrica 4.0″ e di “Fabbrica intelligente”, per parlare delle prospettive più tecnologicamente avanzate. Di snellezza burocratica. Così come non manca, nel corso della conferenza stampa, un forte riferimento alle “nicchie”, un loro elogio, perchè, come dice Comerio, “di nicchie si vive e si vince”, ricordando che sono 11mila i lavoratori che nel Varesotto sono impegnati in settori di alto contenuto tecnologico. Prospettive importanti per ripartire ed ottenere risultati davvero convincenti, ma per ora resta la cautela, il freno è spesso inserito per penalità legate al sistema italiano, si naviga ancora in una nuvola di incertezza.

 

5 febbraio 2016
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