Varese

Varese, La sfida dei diritti dopo il Jobs Act. Presidio Cgil in centro città

Il presidio Cgil a Varese

Il presidio Cgil a Varese

Un presidio, ieri all’imbocco di Corso Matteotti a Varese, per riportare in primo piano i diritti di chi lavora, dipendenti, precari, partite Iva. La Cgil è partita con la sua grande mobilitazione per coinvolgere prima tutti i suoi iscritti e poi i cittadini nel sostegno di una legge di iniziativa popolare per una nuova “Carta dei diritti universali del lavoro – nuovo Statuto delle Lavoratrici e dei Lavoratori”.

Un’offensiva importante, dopo il Jobs Act di Renzi. Un’offensiva che parte dal basso, ma non parte con una voglia pura e minoritaria, che riguardi soltanto qualche élite. Tutto il mondo del lavoro, secondo il segretario generale della Cgil di Varese, Umberto Colombo, deve dire la sua e garantire a chi lavora alcuni diritti fondamentali, a prescindere da contratto o tipologia di occupazione.

Dopo un partecipato attivo provinciale al De Filippi, sono in corso assemblee in tutti i posti di lavoro e con i pensionati, insomma tutti gli iscritti Cgil che si dovranno pronunciare sulla Carta fino al 19 marzo. 

La Carta comprende 97 articoli ed è articolata in tre parti: la prima sui diritti che Cgil vuole estendere a tutti i lavoratori, la seconda sulla contrattazione e la terza sul riordino delle tipologie contrattuali. “Il nostro scopo – ha detto ancora Colombo – è quello di ricomporre il mondo del lavoro, uno sforzo basato sui diritti e sulla loro estensione. Una battaglia impegnativa, ma che vale la pena di essere combattuta nei luoghi di lavoro e in tutte le città”. Dopo il 19 marzo la raccolta firme si aprirà a tutta la cittadinanza. La sfida dei diritti, insomma, riguarda tutti.

5 febbraio 2016
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