Varese

Varese, “Aspettando Godot” al Teatro Ucc, la rilettura classica di Scaparro

Un momento della commedia sul palco varesino

Un momento della commedia sul palco varesino

Seconda “chicca” della stagione di prosa del Teatro di Varese. Dopo uno stupendo Pirandello (Enrico IV) con Branciaroli e il “nostro” Zanoletti, ieri sera è stata la volta di “Aspettando Godot” di Beckett con la regia di Maurizio Scaparro (si trattava dell’ultima data della turné di questo spettacolo). Definire classica la messa in scena di un autore “estremo”, d’avanguardia come Beckett, potrebbe sembrare fuori luogo. E invece descrive esattamente ciò che si è visto ieri sera al Teatro Ucc.

Scenografia scarna, senza enfasi le interpretazioni degli attori, misurati i movimenti in scena, la regia ha restituito al pubblico varesino il testo nel suo spirito originario. Un buon risultato garantito dalla coppia di Vladimiro ed Estragone, Didi e Gogo, impersonata dai navigatissimi Luciano Virgilio e Antonio Salines, che hanno interpretato i due umani alle prese con l’attesa dell’imponderabile senza una sbavatura. Clochard in giro sul pianeta alla ricerca di senso, ma forse anche Clown alla ricerca di un tendone in cui esibirsi, uno Clown Bianco e uno Augusto, naturalmente.

Pallide figure in contrasto con l’altra coppia del capolavoro di Beckett, il padrone Pozzo e lo schiavo Lucky, che hanno messo alla prova altri due attori di vaglia come Edoardo Siravo ed Enrico Bonavera, coppia servo-padrone di cui è difficile stabilire chi opprime chi. Accanto a loro Michele Degirolamo.

Una versione davvero classica di questo classico. Nessuno strappo, nessuna lettura controcorrente, nessuna sfida dal punto di vista degli attori chiamati a dare vita ai due protagonisti (in passato interpretati anche da due assi come Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci). Una proposta quasi filologica del testo dell’autore irlandese, che non ha mancato anche di divertire il pubblico o di farlo strabiliare di fronte alla famosa e inattesa “lezione” pseudo-scientifica del silenziosissimo Lucky.

Davvero un bello spettacolo che consente, come ogni volta che si rivede Aspettando Godot, di misurare la distanza abissale dal mondo non-sense dei due amici, ma anche la sua assoluta prossimità a tutti noi. Didi e Gogo siamo noi.

 

 

 

5 febbraio 2016
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