Varese

Varese, Con “Ballata di uomini e cani” Marco Paolini apre “Gocce” col botto

Marco Paolini ieri sera in scena al Teatro Ucc di Varese

Marco Paolini ieri sera in scena al Teatro Ucc di Varese

Un trittico, questo “Ballata di uomini e cani” di Marco Paolini, che non sfigura davvero nella lunga galleria di spettacoli dell’attore-autore-regista bellunese. Anche un po’ inedita, una matura via di mezzo tra la sacra epopea laica di Vajont e la scanzonata leggerezza degli Album alla Meneghello (ma anche Pasolini). Qui, nel trittico dedicato a Jack London, che ieri sera si è potuto vedere al Teatro Ucc di Varese (e che questa sera, sabato 30 gennaio, replica sul medesimo palco), Paolini è lo stesso autore di “Zanna bianca” e “Il richiamo della foresta”, che fa una scommessa con il folto pubblico in sala: i suoi libri non sono roba da ragazzi. E dunque esplode in scena un Grande Nord riveduto e corretto, affabulatorio e dialettale, divertente e tragico insieme. Affascinante come il mondo degli umani.

I cani protagonisti non sono cani: siamo tutti noi. Con le nostre debolezze, i nostri orgogli, le nostre inestricabili pulsioni di vita e di morte, la nostra superficialità e la nostra furbizia. Nei primi due episodi dello spettacolo, “Macchia” e “Bastardo”, il racconto corre veloce, divertente e gradevole. Gli uomini e i cani (insomma, gli uomini) si incontrano e si scontrano, con Paolini che racconta il mondo dei cercatori d’oro, dei grandi bevitori, degli avventurieri modesti e imbranati, dei grandi sogni in frantumi, in un mondo che ricorda quello di Charlot, ma anche quello degli anti-eroi di un grandissimo come Cavazzoni o come Celati. Il racconto corre, con il contrappunto in scena di  Lorenzo Monguzzi (chitarra e voce),Angelo Baselli (clarinetto), Roberto Abbiati (attore e muscista), con l’aiuto di una scarna coreografia.

Ma il vero punto forte dello spettacolo arriva alla fine, con la terza tappa del trittico: Paolini mette in scena un famoso racconto di London, “Preparare un fuoco”, e qui arriva il grande Paolini, quello migliore, quello che avevamo già amato sul palco di Varese quando portò “Il sergente” da Rigoni Stern. Esaltato dagli spezzoni animati di quel genio che è Simone Massi, l’attore racconta come, nel gelo del Grande Nord, accendere un fuoco sia questione di sopravvivenza. E qui è il corpo, il sangue, il fiato, il vero protagonista, con un cane che, da fuori, guarda critico e scettico i tentativi del padrone, che presto incontrerà la morte.

Un bello spettacolo, con cui si apre alla grande la stagione “Gocce” di Rag Time di Andriano Gallina, che – come spesso accade nell’arte e nella vita – vede un atto di coraggio, come portare un grande del teatro civile e di narrazione per due sere a teatro, premiato e ricambiato dai varesini. Sì, forse c’è ancora qualche speranza per la cultura a Varese….

 

 

 

30 gennaio 2016
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