Varese

Varese, Forte mobilitazione in città in vista del Family Day

Il gazebo del comitato Difendiamo i nostri figli

Il gazebo del comitato Difendiamo i nostri figli

Domenica mattina in Corso Matteotti a Varese oltre 40 genitori e simpatizzanti del Comitato Difendiamo i Nostri Figli si sono succeduti per quasi quattro ore al gazebo promosso dal Comitato a sostegno del Family Day del 30 gennaio a Roma.

Le ragioni di questo gesto, spiega la referente varesino Cinzia Tartaria, sono le stesse che stanno spingendo tante persone, anche dalla nostra Città e dalla nostra provincia ad essere presenti all’evento in programma sabato prossimo al Circo Massimo:

1) Andiamo a Roma per manifestare il nostro sostegno alla famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna (art 29 Costituzione)

2) Andiamo a Roma a ribadire il diritto di ogni bambino ad avere un papà ed una mamma

3) Andiamo a Roma per esprimere la nostra ferma opposizione al ddl Cirinnà.

4) Andiamo a Roma per dire no all’introduzione dell’istituto delle unioni civili tra persone dello stesso sesso equiparandolo al matrimonio tra uomo e donna e aprendo così la strada all’abominevole pratica dell’”utero in affitto”

In occasione del gazebo di domenica a Varese sono state raccolte oltre 300 firme di cittadini contrari al ddl Cirinnà, la cui discussione è prevista a partire da giovedì prossimo in Senato.

La presenza del Comitato nella piazza della città è stata anche l’occasione per raccogliere nuove partecipazioni al Family Day del 30 gennaio. Il numero dei varesini che sabato partirà alla volta di Roma è ormai prossimo ai 400 partecipanti.

L’adesione è destinata a crescere nei prossimi giorni, anche grazie al sostegno che la manifestazione sta ottenendo da un numero crescente di autorità religiose e civili di ogni parte d’Italia, ma anche da semplici sacerdoti e personalità politiche del nostro territorio.

Per contatti o adesione: varese@difendiamoinostrifigli.it

24 gennaio 2016
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2 commenti a “Varese, Forte mobilitazione in città in vista del Family Day

  1. utopia1968 il 24 gennaio 2016, ore 23:29

    Ma l’avete mai letto l’Art. 29 della Costituzione?
    Le parole uomo donna non vengono proprio usate.

  2. giuscip1946 il 28 gennaio 2016, ore 19:42

    Stiamo combattendo per un falso problema, anzi il problema esiste ed è enorme, ma il pericolo per la famiglia fatta da uomo e donna non esiste. Sarebbe come se l’Enel si preoccupasse dei fiammiferi per paura che questi illumino le case e mettano in la corrente elettrica!
    Il vero problema è che si vuole lecitare ciò che nella nostra Sacra Bibbia il Signore Dio in Lv 20/13 chiama abominio/schifezza. E quello che più preoccupa è che lo si faccia in nome dell’amore

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