Varese

Varese, Scoperto affresco di Magatti: un’Ultima Cena che ricorda Leonardo

L'affresco scoperto nel corso della ristrutturazione

L’affresco scoperto nel corso della ristrutturazione

Davvero emozionante la scoperta presentata questa mattina a Varese: un affresco che raffigura l’Ultima Cena che fu realizzato dal pittore varesino Pietro Antonio Magatti, artista settecentesco. Un capolavoro, per quanto si possa vedere dalle “finestre” che sono state aperte in uno dei muri di ciò che resta in piedi dell’antico Refettorio del convento dei Frati Minori Osservanti detto dell’Annunciata, edificato a partire dal 1468 e poi inglobato nell’ex Villa Dandolo in via Medaglie d’Oro, oggi in via di ristrutturazione.

Una bella sorpresa per l’arte e la cultura a Varese, questo affresco. La sua scoperta viene raccontata, in maniera suggestiva, dalla Sovrintendente alle Belle arti e Paesaggio di Milano, Antonella Ranaldi. L’edificio, già vincolato per il suo interesse storico e architettonico, ha consigliato prudenza e attenzione nel corso dei lavori di ristrutturazione. Una prudenza che ha portato ad una serie di cautissime stratigrafie che, ad un certo momento, inizia a rivelare volti, parti di corpi, addirittura una firma tra le pieghe di un tessuto.

Tutto si ferma, chi sta lavorando inizia a pensare di essere davanti ad una di quelle scoperte che si ricordano per tutta la vita. Lo conferma anche il restauratore varesino Piero Lotti. Certo, ci si muoveva partendo da alcuni importanti punti fermi: “Questo affresco venne realizzato da Magatti nel 1725, l’anno santo di Benedetto XIII – spiega Lotti -, esattamente un anno prima all’affresco che lo stesso pittore realizzò al monastero delle Romite Ambrosiane al Sacro Monte”. In effetti le somiglianze sono strabilianti e fanno presagire di avere aperto la finestra su una grande scoperta.

Ora si è soltanto all’inizio di un’opera d’arte che, come dice la sovrintendente Ranaldi, “si ispira al modello dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci”. Sono presenti il sindaco Fontana, con diversi suoi assessori: alla Cultura Longhini, al Commercio Ghiringhelli, alla Tutela Ambientale Santinon. E poi studiosi, giornalisti, fotografi. A questo punto l’affresco dovrà essere restaurato a carico del privato che ha acquisito il bene per ristrutturarlo. Un costo importante, ma che certamente valorizzerà questo palazzetto che appartenne ad una grande famiglia varesina.

 

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22 gennaio 2016
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