Varese

Varese, Chiusura Filmstudio, l’assessore Carlo Piatti interviene per precisare

polizialocaleeeeSulla questione relativa alla chiusura della sala di Filmstudio in via De Cristoforis a Varese, interviene l’assessore a Sicurezza e Polizia Locale del Comune, Carlo Piatti: 

Vorrei fare alcune precisazioni sulla vicenda Filmstudio ‘90. La polizia locale ha compiuto un’indagine del tutto autonoma. Un accertamento sulle attività è avvenuto il 7 dicembre scorso, e non quattro mesi fa come ho letto in alcuni articoli. Giulio Rossini è stato convocato nei giorni immediatamente successivi dal comandante Bezzon, che gli ha spiegato le irregolarità e gli ha formalmente comunicato l’avvio di una notizia di reato in Procura.

Le irregolarità non riguardano solo l’emissione della tessera, ma soprattutto il fatto che il club lavori a tutti gli effetti come un cinema normale. E ciò implica delle conseguenze:  essendo di fatto un cinema standard, ci sono delle questioni di sicurezza da rispettare per legge, con la dotazione di un certificato di agibilità  congiunto ad una denuncia di inizio attività. Dopodiché la polizia locale ha trasmesso la comunicazione in Procura, come previsto. Da allora non ci sono stati più contatti da parte dei gestori, e ieri è arrivata la notifica della Procura per il sequestro. A quel punto, né l’amministrazione comunale né la Polizia locale possono fare null’altro che eseguire tale notifica. Non possiamo certo eludere la legge!

Non c’è quindi nessuna forma di accanimento contro la cultura, anzi…mi auguro che i locali vengano messi in regola il prima possibile in modo che tutte le attività riprendano e ripartano. Non si può inoltre parlare, come ho letto, di attacco mirato nei confronti della nostra parte politica avversa: Filmstudio 90 è frequentato da tutti, non certo solo da gente di sinistra.

22 gennaio 2016
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14 commenti a “Varese, Chiusura Filmstudio, l’assessore Carlo Piatti interviene per precisare

  1. ombretta dg il 22 gennaio 2016, ore 18:04

    Assessore grazie per questa delucidazione.
    Ma continua a non essere chiaro il punto focale: perché chiudere la sala del cineforum (peraltro non consentendone l’utilizzo da parte di terze realtà che non fanno proiezioni)?

    E quali sarebbero le questioni di sicurezza?
    Mi sembra che da una decina d’anni siano in atto continui lavori: ora che la sala è a norma e si entra solo da fuori.
    Quale sia il problema del cineforum alla cui sala si accede con tessera ancora non si comprende appieno.

    Lei sottolinea che “il club lavori a tutti gli effetti come un cinema normale”.
    E’ una sala cinematografica che proietta film di qualità che altrimenti non giungerebbero in città per le note questioni di potentati distributivi.D’altronde in tutto il mondo i cineforum hanno come “core business” la proiezione.

    In questo ha ragione, Assessore: Filmstudio è proprio una sala cinematografica che in vent’anni i soci hanno contribuito a renderla tale, perché hanno fame di cinema e non di panettoni!
    Cosa dovrebbe fare l’associazione Filmstudio se non proiettare film?

  2. Luca Paris il 22 gennaio 2016, ore 18:40

    Assessore Piatti, il problema politico esiste ed è costituito dall’ ulteriore, pesante, restringimento degli spazi culturali in città. Non si può far finta di nulla e dire che tutto questo è inevitabile, nascondendo la testa sotto la sabbia. Ci piacerebbe conoscere cosa pensa il Sindaco di questa situazione.

  3. Mauro Gervasini il 22 gennaio 2016, ore 19:30

    La polizia locale fa il suo mestiere, d’accordo. Nessuno mette in dubbio la legittimità degli accertamenti. Ma dopo oltre 20 anni di attività, cosa può essere cambiato nella natura di un esercizio da sempre notoriamente associativo? Quali sono i dubbi sostanziali al di là delle formule burocratiche? Frequento Filmstudio 90 da 20 anni, l’ingresso è sempre stato rigorosamente riservato ai tesserati. Altri 2499 soci credo possano tranquillamente testimoniarlo. Un cinema “normale”, ma credo si volesse intendere “commerciale”, funziona così?

  4. Cesare Chiericati il 22 gennaio 2016, ore 19:33

    Filmstudio è un luogo di “resistenza” cinematografica, uno spazio vitale per una robusta minoranza di varesini non omologata ai cinepanettoni. Si faccia chiarezza al più presto indicando con precisione quali sono le criticità cui porre rimedio. Il comunicato dell’assessore Piatti in realtà chiarisce ben poco. A Giulio Rossini la più grande solidarietà possibile.

  5. giancarlo angeleri il 22 gennaio 2016, ore 20:16

    Cesare Chiericati, da vecchia volpe giornalistica ma con le orecchie ancora ben tese, coglie il nocciolo della questione e cioe’ si faccia chiarezza, da ambo le parti dico io. Di chiarezza non e’ mai morto nessuno. Anzi…

  6. Alberto Tognola il 22 gennaio 2016, ore 20:18

    Sono intervenuto in Consiglio provinciale a sostegno del valore culturale dell’attività di Filmstudio, chiedendo ai Consiglieri di approfondire l’argomento e sollecitandoli se lo ritenessero a perorare la causa del cineclub, senza entrare nel merito delle indagini. Il Consigliere Galparoli ritenendo di dover replicare è invece entrato nel merito dell’indagine dando per scontato ciò che scontato non è e arrivando lui alle conclusioni. Non è che ho toccato un nervo scoperto?

  7. giorgio martignoni il 22 gennaio 2016, ore 22:01

    Effettivamente skate park e cineclub nella stessa città sono un’esagerazione, i nostri giovani potrebbero avere delle ripercussioni irreversibili nello sviluppo della personalità. Più parcheggi e meno cinema! Varese city of barbarians (e se non vi sta bene tornate al vostro paese a perder tempo con i festival musicali, con le mostre d’arte, con le rassegne e le manifestazioni culturali, col teatro di strada, con gli spazi per bambini, con la musica dal vivo, con le gallerie e i musei aperti anche alla sera. E portatevi via anche il teatro, a noi non serve.)

  8. valentina il 23 gennaio 2016, ore 00:01

    Solidarietá a Filmstudio90 !!

  9. Roy il 23 gennaio 2016, ore 07:38

    la sensazione è che la doppia burocrazia, Comune e Procura, proceda senza sapere nulla della vita culturale della città

  10. sandro sardella il 23 gennaio 2016, ore 10:57

    certamente la sicurezza al di sopra di tutto .. (sono voti da accalappiare!?) .. certamente
    scambiare il parco giochi con la cultura è talvolta una concezione di molti nostri politici ..
    il fastidio talvolta velato da ottusità paralegali è preoccupante .. la città è già nelle polveri
    sottili della campagna elettorale …???!!!
    lunga vita a FILMSTUDIO …………………………..

  11. Rosa il 23 gennaio 2016, ore 16:41

    Ci sono troppe cose che non quadrano ultimamente in citta’ e nel suo governo Sempre per tramite hanno chiuso anche IL SERVIZIO DELLE GUARDIE ECOLOGICHE. Attivita’ iperattiva gratuita mette in ombra qualcuno? La stranezza che la politica non ne parla ma nemmeno i giornali

  12. Jane Bowie il 24 gennaio 2016, ore 10:08

    Ho appreso che esiste una legge per cui le tessere dovrebbero essere emesse 48 ore prima della prima partecipazione di un tesserato all’attività dell’associazione. Legge utilissima no? O forse, per citare quel pericolosissimo istigatore a rivoluzioni, disturbo sociale e disubbidienza civile, il bombarolo Charles Dickens, la legge è un asino. Ma gli asini sono utili mezzi e veicoli, e questa legge è un’ottima scusa per far irruzione in un covo di pericolosi terroristi Isis (ah no, scusate, ho sbagliato caso), dicevo in un covo di terrificanti spacciatori malavitosi (ah no, scusate, altro errore mio), dicevo, in un covo di pericolosissima gente che guarda un film, perquisire il pubblico delinquenziale e chiudere ciò che potrebbe essere definito un pensatoio. Come ha detto il Sig. Martignoni, la strada tra skate park e cineforum è breve….

  13. Ste il 24 gennaio 2016, ore 18:08

    L’attività culturale di Filmstudio 90 è troppo importante per esser chiusa in ragione di sbavature relative al rilascio delle tessere. A mio parere, queste sono motivazioni d’ordine burocratico. Si commini una multa, se proprio proprio non si riesce a farne a meno, ma non s’impedisca lo svolgimento di un’attività a cui fanno riferimento centinaia di cittadini. L’interesse generale deve prevalere su questioni così meschine….
    La mia più sentita solidarietà al gruppo organizzativo e all’associazione tutta.
    A presto rivedervi!

  14. Erica il 27 gennaio 2016, ore 12:50

    solidarietà al film Studio Novanta! Riapritelo!!!

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