Lettere

Centrodestra, la confusione e i paradossi

imagesCANS1XYCHo sempre pensato che la serietà della politica e dei politici si misuri in base alla reale corrispondenza tra affermazioni e fatti.

Dopo l’estate del 2015 abbiamo assistito a Varese ad una serie di annunci da parte del centrodestra di scelta ormai prossima su chi deve essere il candidato a sindaco per le elezioni amministrative.

Una volta si è dichiarato che era ormai questione di pochi mesi, un’altra volta di poche settimane, altra ancora di pochi giorni. Risultato? Ad oggi non abbiamo quel nome. Abbiamo il candidato di una nuova formazione che cambia nome di settimana in settimana. Abbiamo più nomi dal fronte leghista e abbiamo i tentativi di Fontana di portare un “suo” nome.

Ad aumentare la confusione c’è anche il fatto che non sappiamo neanche quale sarà la coalizione di centrodestra. Dunque siamo davanti a paradossi e confusioni.

Il paradosso: tutto il centrodestra varesino è consapevole che la Lega è ormai giunta stremata, senza risultati amministrativi significativi, all’appuntamento del 2016, ma ha l’intenzione di non mollare la guida della città. Dall’altra parte abbiamo però i “cespugli”, le liste più o meno civiche del centrodestra, i resti di Forza Italia che giocano le ultime carte per sfruttare al meglio quello che l’utilità marginale riconosce a loro per ottenere posizioni di potere, di qui le rivendicazioni e il tergiversare sul nome del candidato.

Dopo il paradosso però la confusione. Non si sa ancora chi saranno gli “azionisti” del centrodestra. Abbiamo la Lega che rivendica il candidato, ma sappiamo che i candidati che il partito di Salvini può proporre sono quelli che ama la base, quello che predilige Maroni e quelli che vorrebbe Fontana, dunque non proprio un bell’esempio di decisionismo e di unità d’intenti. Poi abbiamo quello che vorrebbero imporre i “Bavaresi”, a cui potrebbero unirsi forse NCD, ma questi ultimi condizionati dall’ombra del risultato delle primarie di Milano e dalle “scelte romane” che li può riguardare, scelte che potrebbero essere diverse dai desiderata del mondo di riferimento e quindi produrre ulteriori problemi. E poi abbiamo ciò che resta di Forza Italia, ormai divisa, ostaggio degli equilibri che nascono a Gallarate e crollata nel consenso.

Dunque potrebbe anche accadere il possibile “liberi tutti” visto l’assenza del collante principale e cioè la certezza della vittoria. Esiste un paradosso nel paradosso. Tutta nasce dal fatto che il PD ha fatto quello che nel centrodestra non ci si aspettava. Ha annunciato le primarie e le ha svolte e ora il centrosinistra ha un candidato legittimato. Dunque se la serietà della politica si giudica dagli annunci e da come questi si tramutano in fatti, bé, francamente penso che la città di Varese abbia parecchio su cui riflettere.

Roberto Molinari

Componente Direzione P.le PD Varese

17 gennaio 2016
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