Varese

Varese, Susanna Parigi alla Coopuf, tutti i sentimenti dell’Italia in apnea

Susanna Parigi alla Coopuf

Susanna Parigi alla Coopuf

Con tono lieve e sguardo lungo, Susanna Parigi ha portato alle Cantine Coopuf il suo recital-concerto “Apnea”. Un pubblico folto ha seguito con interesse il percorso della cantautrice che, in un’ora e mezza di concerto, ha dato conferma dell’inconfondibile  stile personale e dell’attenzione ampia alla realtà contemporanea.

Verrebbe quasi da dire che, nel suo concerto, l’autrice e cantante fiorentina ci offre una fotografia dell’Italia ai tempi di Renzi. E, come spiega lei stessa nel corso della sua esibizione, “apnea è una condizione da cui si deve uscire, e che descrive la situazione del nostro Paese non solo in termini economici, ma anche culturale e sociale”. “Apnea”, dunque, come una condizione di sospensione in attesa di qualcosa di meglio, di qualcosa di più. Una condizione che, però, la Parigi descrive con il suo stile inconfondibile: si potrebbe dire “minimalista”. Ma dato che si tratta soprattutto di pensieri e sentimenti, allora le parole aprono orizzonti che riguardano tutti, chi più chi meno. Sentimenti che ci dicono la distanza tra realtà e desideri, la voglia di tenerezza spesso inconfessata, la tragedia che la cronaca ci inocula nella vita di ogni giorno.

Con l’aiuto alla chitarra di un vero virtuoso come Matteo Giudici, Susanna Parigi parte con un brano enigmatico: “L’uomo che cammina”, una sorta di evocazione di un politico migliore di ciò a cui siamo abituati. E poi c’è “Carica erotica”, un intrigante ritratto che è nato sulle note di Ferruccio Spinetti (quello dei Musica Nuda). Non mancano neppure brani legati alla nostra più drammatica attualità, a conferma dell’impegno della Parigi: “Venivamo tutte dal mare”, che scende nella tragedia delle carrette del mare che approdano sulle nostre spiagge. Ma c’è anche un pop divertente e scanzonato, un pezzo bellissimo: si chiama “Che noia” e dà voce a tutto quello che si pensa ma non si dice, un brano che fa a pezzi stereotipi e luoghi comuni. Eccezionale la canzone, tratta da “Liquida”, “La lingua segreta delle donne”, in cui la cantautrice racconta cosa ha ricevuto in dono dalle “donne della mia famiglia”.

Come conclusione del concerto alla Coopuf un classico come “Grazie alla vita” di Violeta Parra e il brano di Fossati e De Andrè “Disamistade”, che la Parigi reinterpreta in maniera personale e tuttavia fedelissima al grande Faber.

11 gennaio 2016
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