Gavirate

Gavirate, Lo Spirito del Lago, messaggi e versi per la scultura della Ranza

L'emigmatica scultura della Ranza

L’emigmatica scultura della Ranza

In un freddo pomeriggio di gennaio, esattamente il 9, prenderà corpo l’evento dello Spirito del Lago a Gavirate, sul lungo-lago alle ore 15.30. Un evento unico, perché lo Spirito del Lago, scultura di Stella Ranza, è rimasto anonimo per svariati anni, destando la curiosità sull’identità del suo artefice, scultura con uno sguardo proteso verso l’acqua e il cielo, custodito da un salice, che spesso faceva sorridere i bambini.

Tutto si svela e il suo pensiero prende forma o formelle… con le loro frasi e aforismi tanti poeti, pittori e scultori, ma soprattutto amici, hanno scritto con la propria grafia su lastre d’argilla o creta che diverranno terrecotte e verranno poste come un abbraccio poetico attorno alla base della scultura.
Quindici presenze: Samuele Arcangioli, Alberto Frigo, Katia Catalano, Giorgio Presta, Enrico Brunella, Cinzia Pozzi, Fiorenzo Croci, Oscar Taufer, Luca Traini, Debora Ferrari, Angelo Zilio, Stella Ranza, Laura Sangiorgi, M.Elena Danelli, Gaetano Blaiotta.
Per anni lo Spirito del Lago si è lasciato fotografare enigmaticamente, e la sua immagine circola, conosciuta, nel web. Testimoni saranno le folaghe e i gabbiani del lago, che in tutto questo tempo hanno sorvolato con affetto la scultura che accoglie il brusio dei passanti nel suo silenzio malinconico.

8 gennaio 2016
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3 commenti a “Gavirate, Lo Spirito del Lago, messaggi e versi per la scultura della Ranza

  1. Maria Grazia Ferraris il 8 gennaio 2016, ore 17:17

    È un androgino: un individuo giovane, in cui coesistono nell’aspetto esteriore sembianze proprie di entrambi i sessi. Ha l’aspetto scattante, vitale dell’adolescente che si prepara alla vita e la dolcezza della giovane donna concentrata che attende l’amore. Debole, fragile, sicura e misteriosa.
    Mi sovviene che nella cultura europea la figura dell’androgino diventa nota, grazie alla descrizione che ne fa Platone nel Simposio: è Aristofane, nel dialogo, che narra di questo terzo genere, non figlio del Sole come gli uomini, non figlio della Terra come le donne, ma figlio della Luna, che della natura di entrambi partecipa.
    Coincidentia oppositorum. Coincidenza e superamento. Un archetipo. L’autore è donna, una scultrice, è giovane , colta e sicura, non certo alle prime armi . E lo dimostra per il soggetto scelto, per la tecnica usata, per il materiale che usa con sapienza, per il ritmo che sa imprimere alla figura, per l’ascensione verticale, per la manualità sapiente dentro la compattezza e la solidità della materia, che gioca con la luce con il paesaggio cangiante che gli fa da sfondo. Forse un po’ anche per il titolo: Lo spirito del lago, che sottintende una umanizzazione e una ricerca di spiritualità delle cose, la ricerca nella presenza reale di una dimensione occulta ancor più reale: a realibus ad realiora, come dicevano gli antichi.
    M.G.Ferraris

  2. a.g. il 8 gennaio 2016, ore 17:25

    Grazie per il commento davvero interessante e ben scritto

  3. alberto lavit il 8 gennaio 2016, ore 19:42

    concordo con a.g. e brava Stella !

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