Busto Arsizio

Busto Arsizio, Famiglie intrepide, Amicone alla Fondazione San Giacomo

Il giornalista Luigi Amicone

Il giornalista Luigi Amicone

Un interessante incontro, quello ospitato, giovedì 14 gennaio alle ore 21.15, presso l’Auditorium della Fondazione San Giacomo a Busto Arsizio (Piazza XXV Aprile, 1). Si tratta del primo incontro del percorso “Ti amo più della mia vita. Storie di famiglie intrepide”, e vedrà protagonista un volto molto popolare in tv e nel dibattito pubblico: il giornalista Luigi Amicone, direttore della rivista settimanale “Tempi”, il quale interverrà sul tema “Le avventure di un padre di famiglia”, titolo legato ad una rubrica sul Foglio e al suo libro pubblicato dalle Edizioni Vallecchi.

Amicone ha 59 anni, una moglie e sei figli. Di educazione e militanza cattolica, negli anni’70 ha fondato i Cattolici popolari e una Cooperativa studentesca (Cusl). Da pubblicista, nel 1982 ha vinto la prima edizione del Premio giornalistico Fondazione Motta (con Sandro Magister e Antonio Padellaro) e nel 1983 ha pubblicato il primo saggio italiano, non politicamente corretto, sul ’68 e dintorni (Nel nome del niente, Rizzoli, con introduzione di Giovanni Testori).

Laureato in Scienze Politiche (1982) e in Lettere Moderne (1987), ha insegnato religione (Liceo scientifico Luigi Cremona, Milano). La sua carriera giornalistica è incominciata al settimanale Il Sabato, come inviato agli esteri (con reportage da Belfast ai tempi della guerra civile nel 1988 e sulla guerra civile in Libano nel 1990). Negli stessi anni, ancora molto lontani dal “villaggio globale” di Internet, ha avuto l’opportunità di scrivere dei più importanti avvenimenti in corso nel mondo dell’Est e intervistare molti dei protagonisti legati alla fine del comunismo. Dal 1990 è giornalista professionista.

È stato in Cecoslovacchia ai tempi della “rivoluzione di velluto” guidata da Vaclav Havel; in Germania Est, alla vigilia della caduta del Muro; in Polonia per il trionfo di Walesa; in Ungheria all’avvento delle forze liberali e in Russia al tempo della caduta di Gorbaciov e della salita al potere di Eltsin.

In un bunker di Tunisi intervistò Yasser Arafat, fondatore e leader dell’Olp, e dopo diversi soggiorni in Israele e Palestina, fu il primo giornalista italiano, nel Natale 1992, a entrare e a raccontare l’Iraq di Saddam Hussein attraversando da Bagdad a Bassora il paese devastato dalla prima guerra del Golfo.

Dopo aver insegnato lettere al liceo scientifico paritario don Gnocchi di Carate Brianza (triennio’93-’96) ha fondato il settimanale Tempi e ha pubblicato libri mettendosi con don Luigi Giussani sulla tracce di Gesù e di San Paolo. Durante il ventennio ferrariano di fondazione e direzione del Foglio (1996-2015), ha collaborato (fin dal primo numero del Foglio, gennaio 1996) alla creatura editoriale di Giuliano Ferrara. In particolare, con lo stesso Ferrara, che fu anche autore del primo editoriale del primo numero di Tempi (1995), ha condiviso le battaglie culturali sui referendum (“Fratello embrione, sorella verità”, 2005) e sostenuto, pur rinunciando a presentarsi come candidato alle elezioni, la “Lista pazza, aborto no grazie, per una moratoria internazionale” (2008). Da una rubrica sul Foglio nasce anche il suo libro “Le avventure di un padre di famiglia” (Edizioni Vallecchi). 

8 gennaio 2016
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