Rescaldina

Rescaldina, Francesco Marelli interpreta i canti delle osterie milanesi

Barbapedana

Il cantastorie Barbapedana

Saranno i canti delle osterie milanesi ad aprire la programmazione musicale 2016 de “La Tela”, l’osteria del buon essere a Rescaldina (strada Saronnese, 31). Francesco e Jacopo Marelli affronteranno un viaggio musicale attraverso l’osteria milanese a partire dalla figura di Enrico Molaschi, il leggendario Barbapedana, caratteristico cantastorie della seconda metà dell’Ottocento.

È un pretesto per raccontare delle storie, ispirate a fatti e persone che nell’arco di diversi anni hanno animato i locali milanesi. Esattamente come il Barbapedana si descriveranno personaggi, situazioni comiche, avvenimenti curiosi, utilizzando spesso il dialetto milanese, lingua schietta e in grado di trasmettere quelle precise emozioni.

Non sarà un percorso di nostalgia dei tempi andati, ma la volontà di rivitalizzare una dimensione di piacevole convivialità e di affabulazione.

Francesco Marelli – che apprezzammo anni fa in Milano Ictus di Dome Bulfaro – canta e racconta attingendo a un repertorio che spazia da Nanni Svampa a Valter Valdi, da Enzo Jannacci a Dario Fo, tra Ivan della Mea e i Gufi, giocando con ballate popolari, filastrocche e brani originali, accompagnandosi con la chitarra, supportato dal basso del figlio Jacopo.

L’inizio è alle 21.00. Ingresso libero

Info: Osteria sociale del buon essere “La Tela” strada Saronnese, 31 Rescaldina (MI)

7 gennaio 2016
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Un commento a “Rescaldina, Francesco Marelli interpreta i canti delle osterie milanesi

  1. ombretta diaferia il 8 gennaio 2016, ore 13:13

    nessuna nostalgia.
    il cantastorie Marelli è il custode di tradizioni ben radicate che attraverso l’oralità ancora riescon a giungere a noi, malgrado i tentativi di cancellar memoria.

    ebbi la fortuna nel 2011 di mettere in stagione il grande Milano Ictus ed il pubblico di “letnow!” presente al Chiostro di Voltorre accolse con grande calore il “crollo” per voci e suoni.

    ovviamente, allora chi dovrebbe sostener la cultura definì in maniera poco accorta “di nicchia” la performance che fa rivivere le nostre radici e tradizioni!

    imperdibile, quindi, Marelli in osteria!

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