Varese

Varese, Chiude la Libreria Don Bosco, appello del decano don Barlassina

libriRiceviamo e pubblichiamo una lettera del decano don Mauro Barlassina relativa alla chiusura delle librerie cattoliche in città. Per quanto riguarda la Libreria Don Bosco, di cui è imminente la chiusura, sono state raccolte centinaia di firme di solidarietà, che tuttavia non pare abbiano sortito alcun effetto concreto. Il problema vero è che si impoverisce la presenza dei cattolici in città, a partire dalla sciagurata chiusura, anni fa, del settimanale “Luce”:

Gent.mo direttore,

in questi giorni e da persone diverse emerge un disagio per la chiusura ormai imminente della libreria LDC di Varese, che segue alla chiusura, avvenuta qualche mese fa della Libreria Ambrosiana in galleria Manzoni.

Il disagio è condiviso dalle comunità cristiane, dalle associazioni e movimenti ecclesiali oltre che da molte donne e uomini che, anche attraverso le proposte editoriali ispirate al Vangelo e al Magistero ecclesiale, cercano un confronto per tenere vivo il percorso individuale e comunitario di ricerca del senso della vita e di lettura ragionevolmente cristiana dei fatti e delle esperienze umane.

Il nostro Arcivescovo, il card. Angelo Scola, nella lettera pastorale “Educarsi al pensiero di Cristo” scrive con precisione nel paragrafo dal titolo “misericordia e cultura”: «La dimensione culturale della fede spalanca i credenti all’universale confronto con tutti e con tutto. Il discepolo di Cristo è pronto ad imparare da chiunque e da ogni situazione. La potente espressione dell’Apostolo: «Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono» (1Ts 5,21) dice con chiarezza cosa sia l’autentico “atteggiamento critico”: non sterile e spesso narcisistica opposizione, ma indefesso tentativo di cogliere il bene, ovunque e comunque si presenti, lasciando cadere ciò che non è tale. Pensare la realtà secondo Cristo e pensare Cristo attraverso tutte le cose ci rende protagonisti di un nuovo umanesimo. Rende qualunque cristiano un uomo di cultura. Ogni fedele contribuisce alla maturazione della comunità cristiana e alla promozione di vita buona per tutti. Valorizzando ogni cosa, in un incessante e critico paragone con il nostro tempo, il cristiano annuncia, con la sua stessa esistenza, il Vangelo di Gesù Cristo ad ogni uomo».

I motivi di rammarico per noi tutti sono ben compresi se si riflette con attenzione su questo scritto dell’Arcivescovo dal momento che una libreria cattolica non è solo luogo di diffusione di testi ma di animazione culturale ispirata al Vangelo. Di conseguenza noi tutti sentiamo il bisogno di ringraziare che ha finora offerto questo servizio.

Non è però sufficiente rammaricarsi ma diventa opportunità per rilanciare in città e nel territorio luoghi, occasioni e soprattutto di continuare a favorire l’incontro tra persone disponibili a sostenere e proporre dialogo e confronto a partire dalla domanda di Gesù “e voi chi dite che io sia?”. Persone pronte, direbbe sempre l’Arcivescovo, a originare “dialoghi di vita buona” su temi che interpellano come uomini, cittadini e cristiani. Questo chiede certamente tempo ma non può essere rimandato e, pertanto, si sta cercando di individuare le modalità più consone.

In tale contesto posso rassicurare che a Varese e, quindi a servizio del suo territorio, aprirà nei primi giorni di gennaio la Libreria Paolo VI in via Cavour n. 34. Siamo certi che anche questo passaggio potrà continuare a far crescere la presenza di una Chiesa in ascolto e in dialogo.

Colgo l’occasione per augurare a lei, alla redazione e ai lettori gli auguri per un Buon Natale. Cordiali saluti.

Il decano don Mauro Barlassina

 

 

26 dicembre 2015
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