Varese

Varese, Indagine Sole 24 Ore su città, reazioni da Scapolan a Galimberti

piazzamontegrappaReazioni diverse di fronte ai dati non esaltanti relativa a Varese contenuti nell’indagine del quotidiano Il Sole 24 Ore. Reazioni che guardano con interesse l’indagine, ma che cambiano di tono e puntano su temi diversi.

Partiamo dal giudizio critico espresso dal presidente della Camera di commercio di Varese, Renato Scapolan. “La pubblicazione da parte del Sole 24 Ore dell’annuale ricerca sulla qualità della vita rappresenta un’ormai consolidata e preziosa occasione di confronto anche per delineare al meglio quelle politiche di supporto al sistema economico varesino che sono al centro dell’impegno della Camera di Commercio”. “Sono convinto che l’impegno indefesso delle nostre imprese e dei nostri operatori economici sia il vero motore di questa crescita. Resto altrettanto sicuro che il nostro sistema abbia ulteriori eccellenze che non sempre si manifestano nella necessaria sintesi espressa da una ricerca di questo tipo”.

Un caso eclatante è dato dalla categoria “spirito d’iniziativa imprenditoriale” dove, aggiunge Scapolan, “…siamo in presenza di un’evidente distorsione informativa: in testa alla classifica parziale relativa a questa categoria il Sole 24 Ore colloca Olbia-Tempio Pausania mentre Varese è addirittura al 103° posto…”. Come è possibile ciò? “Questo succede se si prende in considerazione il rapporto tra numero di imprese e abitanti – afferma il segretario generale Mauro Temperelli –. Così, si penalizzano aree ad alta intensità di popolazione residente come Varese. Se invece si considerasse il rapporto tra numero di imprese e chilometri quadrati, i risultati sarebbero ben differenti, riportando il nostro sistema economico al posto che gli compete a livello nazionale. Varese registra infatti 51,7 imprese operative per chilometro quadrato, ben al di sopra della media nazionale, pari a 17,1, ma anche di quella lombarda, con 34,1 aziende ogni mille metri quadrati. Letta la classifica in questo modo ed escludendo le grandi aree metropolitane di Milano, Roma e Napoli, il Registro Imprese ci dice che Varese si pone al quarto posto tra le province italiane dietro soltanto a Monza, Prato e Trieste”.

Questa peraltro non è la sola distorsione informativa presente nella ricerca: “Pensiamo anche alle cifre sulla disponibilità di reddito – riprende Scapolan –. Non si considerano le risorse che i frontalieri garantiscono giorno dopo giorno al nostro territorio. Quello che ci propone il Sole 24 Ore è insomma uno strumento prezioso, ma occorre valutarne i risultati con la giusta attenzione e considerandoli secondo una visione che escluda quelle distorsioni che sono presenti. Questo anche per garantire a tutti i nostri operatori economici la giusta considerazione”. In buona sostanza, basterebbero solo queste due evidenze, relative a densità imprenditoriale e reddito pro-capite, per far salire Varese nella classifica generale. Il tutto senza considerare altre situazioni che meriterebbero anch’esse seri approfondimenti.

Sulla ricerca interviene anche, con una lunga nota, il candidato sindaco del centrosinistra, Davide Galimberti.  ”Qualità della vita a Varese? Una città da metà classifica, e ci bagnano il naso quasi tutti i capoluoghi lombardi tranne Cremona e Lodi e Pavia. In tutte le altre città della nostra regione si vive meglio che da noi: da Como a Sondrio, Bergamo, Brescia e perfino la new entry Monza e Brianza. Non c’è da rallegrarsi per Varese dunque nel leggere la classifica sulla qualità della vita nelle città italiane, stilata oggi dal Sole 24 Ore. Abbiamo recuperato qualche posizione rispetto all’anno scorso, vero, ma l’impressione è quella di una città ferma, e in diversi indicatori strategici Varese denota un preoccupante arretramento. Se ancora teniamo per quanto riguarda il tenore di vita, merito anche di un passato più brillante, per quanto riguarda il settore “Affari e Lavoro” siamo 53esimi con un preoccupante campanello d’allarme per quanto riguarda la presenza delle imprese registrate sul nostro territorio: in questo caso ci piazziamo addirittura 103esimi su 110 città prese in esame. E se per l’occupazione siamo al 23° posto, preoccupa anche il dato sui giovani imprenditori: qui il dato si riferisce alla presenza di imprenditori tra i 18 e i 29 anni ogni 1000 giovani e il Sole 24 Ore ci piazza alla 95° posizione. Inoltre siamo 58esimi per la propensione ad investire. Impresa e lavoro pressoché stagnanti quindi. Varese è in peggioramento anche per quanto riguarda i servizi, l’ambiente e la salute: 26esima. A pesare in questo caso sono i piazzamenti per quanto riguarda le strutture per i più piccoli e la nostra pagella ecologica (ambiente). I risultati peggiori però ci arrivano dagli indicatori sulla popolazione e sull’ordine pubblico, in questo ultimo caso siamo addirittura 81esimi in Italia. Si conferma il dato che Varese sta perdendo abitanti e si sta alzando invece l’indice di vecchiaia complessivo. Sul tema demagogico da anni sventolato dalla Lega: la sicurezza, appare pochino il lavoro fatto visto che solo l’indicatore sulla microcriminalità ci mette al 74esimo posto. Scarsini anche sull’offerta culturale e tempo libero: 69esimi a livello generale e in peggioramento, con prestazioni da ultimi posti per quanto riguarda la presenza di librerie, sale cinematografiche e offerte di intrattenimento”.

“Una città ferma, bloccata in tutti i campi da una amministrazione che, in 23 anni, ha saputo solo fare annunci demagogici ma non ha mai avuto un progetto complessivo per Varese – dichiara Davide Galimberti -. Mentre tutte le altre città stanno investendo sul loro futuro, ormai anche Como e Bergamo ci hanno staccato, noi vivacchiamo in un torpore dal quale dobbiamo svegliarci altrimenti nei prossimi anni la città rischia di paralizzarsi completamente. Dobbiamo dare una nuova speranza e visione di sviluppo a Varese, i cittadini con le primarie ci hanno fatto capire che desiderano un cambiamento vero che possa ridare alla città anche il sorriso. Io voglio riportare Varese nei primi 5 posti della classifica. Dobbiamo metterci, tutti insieme, al lavoro perché la qualità della vita della nostra città torni da primi posti in classifica in tutti i parametri, senza lasciare indietro nessuno e investendo veramente sul futuro dei nostri figli”.

21 dicembre 2015
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2 commenti a “Varese, Indagine Sole 24 Ore su città, reazioni da Scapolan a Galimberti

  1. Enrico il 22 dicembre 2015, ore 20:45

    il problema di Varese è che è troppo conservatrice… pur avendo grandi possibilità di crescita e sviluppo ma ci vogliono idee innovative e un’amministrazione un po’ aperta che le approvi.

  2. Emiliano il 23 dicembre 2015, ore 13:42

    “Una città ferma, bloccata in tutti i campi da una amministrazione che, in 23 anni, ha saputo solo fare annunci demagogici ma non ha mai avuto un progetto complessivo per Varese – dichiara Davide Galimberti -. Mentre tutte le altre città stanno investendo sul loro futuro, ormai anche Como e Bergamo ci hanno staccato, noi vivacchiamo in un torpore dal quale dobbiamo svegliarci altrimenti nei prossimi anni la città rischia di paralizzarsi completamente. Dobbiamo dare una nuova speranza e visione di sviluppo a Varese, i cittadini con le primarie ci hanno fatto capire che desiderano un cambiamento vero che possa ridare alla città anche il sorriso. Io voglio riportare Varese nei primi 5 posti della classifica. Dobbiamo metterci, tutti insieme, al lavoro perché la qualità della vita della nostra città torni da primi posti in classifica in tutti i parametri, senza lasciare indietro nessuno e investendo veramente sul futuro dei nostri figli”.

    Annunci, slogan, le solite parole vaghe, e l’improponibile confronto con altre due città lombarde che da sempre “staccano” Varese sopra ogni aspetto.
    “La gente” non vuole “cambiamento vero” o “il sorriso”… “La gente” vuole “fatti”, “palle”, “lavoro duro”, “decisioni concrete” e quant’altro.
    Qualcun vuol dirlo al candidato sindaco di centro-sinistra, fresco di vittoria (e non di pareggio) nelle primarie?

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