Varese

Varese, Cambio del nome al Daverio-Casula, confronto tra associazioni e preside

Un momento del confronto

Un momento del confronto

Acque agitate alla conferenza stampa convocata, questa mattina, presso la Sala Montoli in Comune, per esprimere la propria contrarietà al bando pubblicato dall’Isis Daverio Casula di Varese con lo scopo di modificare l’intitolazione dell’istituto stesso. Al tavolo dei relatori Margherita Giromini, presidente dell’Anpi cittadino di Varese, il professor Carlo G. Lacaita, del Comitato varesino per la Storia del Risorgimento, Istituto varesino per la Storia dell’Italia contemporanea “L. Ambrosoli”, già ordinario di Storia contemporanea all’Università degli studi di Milano, e Angelo Monti, che rappresentava la stessa associazione Varese per l’Italia. Presenti in sala Montoli anche Pina De Maria, presidente dell’Uni3Varese, e i consiglieri comunali Cordì e Corbetta.

Tanti i presenti, oltre ai giornalisti. E tra i presenti anche la dirigente scolastica Nicoletta Pizzato e alcuni professori dell’istituto, una presenza che ha presto trasformato la conferenza stampa in un confronto piuttosto teso tra le ragioni del no e del sì.

Il confronto ha visto il professor Lacaita sostenere le ragioni del no al cambio del nome: “Per me non ci sono ragioni per cambiare il nome dell’istituto. I nomi sono simboli importanti: un conto è cambiare nomi che si riferiscono al passato remoto, un conto, come in questo caso, se ci si riferisce ad un passato più vicino, così vivo, che fa parte della nostra convivenza. Con questa conferenza stampa si è voluto lanciare un messaggio: la scuola ci pensi prima di decidere”. Comunque, nessuna forzatura dall’esterno, ha concluso Lacaita, ma “un’occasione per una riflessione allargata da parte della città”.

Margherita Giromini, presidente Anpi, ha sottolineato come una scuola faccia parte del tessuto cittadino, non sia una realtà avulsa. “La scuola, sentite le diverse posizioni critiche, può decidere di ripensarci”. Da parte della Giromini la domanda: “Ma c’è davvero intenzione di fermarsi e ripensarci?”.

A questo punto il dibattito si è fatto vivace con l’intervento di due professori dell’istituto al centro delle polemiche: con passione sono intervenuti il professor Giosuè Romano e la professoressa Francesca Ricardi, che hanno ricordato come nella loro attività didattica quotidiana sono tanti i momenti di studio e riflessione sulla memoria, più legata ai temi della Shoah e dell’antifascismo nel caso di Romano (che tra l’altro è vicepresidente del Circolo Anpi di Malnate), più inerente i temi del Risorgimento nel caso della Ricardi, che ha citato anche i versi di Pier Paolo Pasolini. Due interventi che hanno rimarcato come non ci sia intenzione di cancellare la memoria da parte dell’istituto varesino.

Nel corso della conferenza stampa è intervenuto anche il professor Enzo Laforgia, docente al Classico Cairoli. Perchè una questione tutto sommato modesta come questa, si è domandato lo storico, ha destato tanto clamore? “Perchè è in corso da tempo un lungo restyling che ha smantellato ciò che ha valore simbolico ed è importante da un punto di vista pedagogico”. Anche l’avvocato Ferruccio Zuccaro, presidente del Circolo degli Artisti di Varese, è intervenuto, proponendo che “si faccia un occhiello che contenga i tre nomi insieme: Daverio, Casula e Nervi”.

E’ infine intervenuta la dirigente scolastica dell’istituto, Nicoletta Pizzato: “Questo non è un incontro democratico, ma un processo alle intenzioni. Prima di parlare con i giornalisti, nessuno è venuto a scuola per conoscere le motivazioni della scuola”. Nessuna intenzione di cancellare il passato, ha continuato la dirigente, ma l’idea di “trovare un’unità di una scuola che è il risultato della fusione di tre scuole diverse”. Come poi ha spiegato la Pizzato, tutto è nato da “un’esigenza che è stata espressa nell’ambito del Consiglio di istituto, e non è ancora detto che gli studenti vogliano cambiare il nome all’istituto”. Comunque, la decisione verrà presa dalla seduta del prossimo Consiglio d’istituto che si terrà lunedì prossimo.

 

19 dicembre 2015
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